MONTE  AGNER  2871 mt.

 

Parete nord; via Iori – Andreoletti – Zanutti.

Classica e superba arrampicata di grande interesse alpinistico sulla più alta parete delle Dolomiti. La direttiva della via è segnata dal canale e dai camini che solcano da destra a sinistra la parete, terminando a destra dello scudo di rocce gialle sommitale, a sinistra dello spigolo nord.

 

 

Primi salitori:

F.  Iori, A. Andreoletti e S. Zanutti, il 14-15 settembre 1921.

Altezza: 1500 mt. c. Difficoltà: IV, IV°+, V. Ore 10.

 

Prima invernale: R. e H. Messner e S. Mayerl il 30-31 gennaio e 1 febbraio 1968. Prima solitaria: Vittorio Penzo, il mese di settembre 1955.

Seconda solitaria: A. Ursella, il 19 ottobre 1969, ore 6.30.

Terza solitaria: Zandonella Giuliano, il 29 agosto 1971.

Quarta solitaria:Zandonella Mario, il 22 agosto 1972.

Quinta solitaria: Barbacetto Sereno, il 24 agosto 1972.

 

Accesso:

Dalla valle di San Lucano, in prossimità di Còl Di Prà 876 mt., si percorre il sentiero nel bosco raggiungendo il Van del Piz,   si guadagna l'intaglio all'inizio dello spigolo nord e poi il Van de Mez sotto la parete nord. L'attacco si trova poco prima del Bivacco Cozzolino, dove ha inizio una serie di canali.

 

Attacco e descrizione della via:

I-II Tiro: 90 mt. c.; I, II, III. Seguire il canalone passando su un masso incastrato e continuare per un camino a destra del canale.

III-IV-V-VI-VII Tiro: 230 mt. c.; III, IV°+, V-. Seguire una costola sulla destra del canalone e ritornare nel camino principale; salire un piccolo camino sulla parete sinistra rientrando nel grande e liscio camino, passando sotto ad enormi sassi incastrati, e continuando fino sopra di essi.

VIII-IX-X Tiro: 130 mt. c.; III, IV, V. Si attraversa a sinistra, si prosegue superando due corti diedri, rientrando nel canale principale.

XI-XII-XIII-XIV-XV-XVI Tiro: 270 mt. c.; II, III. Da questo punto il grande camino si divide in due rami, proseguire per quello di sinistra, passando sotto un blocco incastrato e seguendo il camino fino sopra due blocchi incastrati.

XVII-XVIII-XIX-XX-XXI-XXII-XXIII Tiro: 300 mt. c.; III, IV+. Salire per un piccolo camino sulla sinistra, attraversare a sinistra sotto una nicchia nera e salire in cima ad un pilastro; si segue sulla sinistra un camino per 20 mt. c., dopo a destra in un altro camino per 15 mt. c., continuando lungo delle costole fino in cima al pilastro; si attraversa verso destra incontrando un camino, prima della fine di questo, a sinistra, si supera una placca, raggiungendo la cengia mediana.

XXIV-XXV-XXVI-XXVII-XXVIII Tiro: 220 mt. c.; II, III, IV°+. Continuando per un camino colatoio si giunge in cima al grande pilastro saldato alla levigata parete terminale, superando delle placche ed un camino si arriva sotto uno strapiombo.

XXIX-XXX-XXXI Tiro: 120 mt. c.; V, IV-, IV°+. Oltre lo strapiombo si continua per un camino e obliquando verso destra si raggiunge una fessura camino (clessidra) con direzione diagonale da destra a sinistra.

XXXII Tiro: 50 mt. c.; IV. Si risale la fessura camino. Proseguendo per il camino si arriva ad una piccola grotta, sotto l'ultima parte della parete. Da qui si hanno due possibilità: 1) salire obliquando a sinistra, sotto le grandi lastronate nere rigate dall'acqua, fino al canalone obliquo verso sinistra che porta sulla piramide terminale e quindi in vetta. 2) 80 mt. c. IV, IV°+. Si obliqua a destra, salendo dei lastroni, che portano a delle fessure che terminano in una grande grotta, la quale si supera sulla destra, roccia friabile, giungendo sulla banca detritica, a destra di essa si sale la facile cresta nord fino in vetta.

VARIANTE MEDIANA  

G. Buscaini e Silvia Metzeltin, il 15 al 20 agosto 1966. Rientrati nel canalone principale si sale a destra lungo camini ed intagli. Si prosegue per il canalone, II e III, salendo direttamente anche quando esso si trasforma in una successione di camini e fessure per 250 mt. c., V e VI.