Le Alpi Giulie costituiscono
la porzione terminale orientale dello spartiacque alpino italiano.
Le Alpi Giulie cominciano a Tarvisio, con i massicci del Monte Santo
di Lussari, dello Jôf di Montasio e dello Jôf Fuart. Dopo
il Passo del Predil entrano in territorio sloveno (il lato cisalpino
era italiano con la Venezia Giulia fino al 1947) ove si elevano i
massicci del Triglav (it. Monte Tricorno), del Monte Re e del Monte
Nevoso. Digradano verso il mare Adriatico per finire a Fiume.
Le principali cime sono:
Monte
Tricorno (Triglav) 2864 m
Jôf
di Montasio 2755 m
Škrlatica 2740 m
Mangart 2679 m
Jôf
Fuârt 2666 m
Jalovec 2645 m
Razor 2601 m
Monte
Canin 2582 m
Kanjavec 2568 m
Prestreljenik 2500 m
Tošc 2275 m
Monte Nero 2244 m
Rifugi e Bivacchi
Rifugio
Pellarini 1499 mt.
Tel. 0428 60135
Raggiungibile da Valbruna con il spercorso del C.A.I. n. 616, dapprima
su pista forestale e quindi su sentiero. in circa ore: 1,30 e è
la base per tutte le salite sulla Nord dello Jòf Fuart.
Rifugio
Zacchi
1380 mt.
Tel. 0428 61195
Si raggiunge dai Laghi di Fusine ed è la base per le salite
sul versante italiano del Màngart.
Rifugio
Fratelli Grego 1395 mt.
Tel. 0428 60111.
Si raggiunge dalla Val Saisera ed è la base di escursioni sulla
Nord del Montasio e sui Monti di Maborghetto.
Rifugio
Corsi 1874 mt.
Tel. 0428 68113.
Si raggiunge da Sella Nevea ( o dalla strada della Val Rio del Lago)
ed è la base per il versante meridionale dello Jòf Fuart.
Rifugio
Di Brazzà 1660 mt.
Tel. 0432 797079.
E’ la base per escusionio e traversate alpinistiche ( in parte
sui sentieri di guerra) allo Jòf Montasio.
Rifugio
Gilberti 1850 mt.
Tel. 0433 54015.
Raggiungibile da Sella Nevea, è la base per le salite sul ùCanin,
con ferrate, traversate in quota e percorsi in ambienti dalle caratteristiche
carsiche uniche (ben note le grotte della zona).
Locanda
Al Convento 1790 mt.
Gestita dal simpatico Jure Preschern è facilmente accessibile
da Tarvisio, e permette di effettuare ol “Trekking Kugy”.
Ricovero alpino
BATTAGLIONE
ALPINI GEMONA1890 mt. E' stato ricavato
restaurando i ruderi di un fabbricato della Grande Guerra ubicato
sul versante S dello Jôf di Miezegnot.
Bivacco: CAI
GORIZIA 1950 mt. Sorge al centro della conca, circondata
da verticali pareti dolomitiche, che costituisce la testata del Vallone
di Riobianco.
Cresta est del Màngart. I panorami che affascinarono Julius
Kugy
testo di Paolo Datodi, da Rivista della Montagna n°251, ottobre
2001.
Un'escursione difficile, con tratti di ferrata, sull'interminabile
cresta est del Màngart. Una balconata panoramica che unisce
tutte le cime della montagna e permette di allargare lo sguardo su
tutte le Giulie orientali. Di lassù, lo Jalovec e il Triglav
sembrano veramente a un passo.
L'itinerario proposto può essere effettuato per intero, oppure
a tratti rientranti in un anello, grazie alle vie ferrate che portano
sul crinale (ovviamente è anche possibile salire separatamente
ogni singola vetta). In un caso o nell'altro è indicato il
pernottamento al rifugio Zacchi o al bivacco Nogara (ultimi rifornimenti
d'acqua possibili), a seconda del senso di percorrenza scelto, in
modo da poter partire di buon mattino già dai piedi delle pareti.
L'itinerario sconfina per diversi tratti in territorio sloveno: da
anni non ci sono più problemi, ma è comunque meglioavere
con sé un documento valido per l'espatrio. Volendo seguire
l'intera traversata, è consigliabile effettuarla in due giorni
dormendo al bivacco Cai Tarvisio, a Forcella Sagherza. Il percorso
presenta passaggi aerei ed esposti, e si rende necessario il materiale
completo da ferrata. Inoltre, occorre valutare bene la quantità
d'acqua da portare con sé.
A onor di cronaca, va ricordato che la prima traversata integrale
della cresta avvenne nell'inverno del 1956, ad opera di Ignazio
Piussi, Renzo Bulfon, Arnaldo Perisutti e Bruno Giacomuzzi,
dalla Ponza Grande alla cima del Màngart.
Tempo: da 17 a 20 ore
Dallo spiazzo antistante il lago superiore, nei pressi della baita
Ai sette nani, si imbocca lo sterrato (segnavia 512 Cai e 513) fino
alla piana dell'Alpe Tamer. Ci si tiene a sinistra e poi, seguendo
le indicazioni, a destra, salendo lungo il 517a e 517 fino al bivacco
Nogara. Da qui a cima Màngart si prosegue sulla via normale
valicando l'omonima forcella (confine di Stato) oppure lungo la Ferrata
Italiana - l'attacco, situato una sessantina di metri sotto la prima
delle due grotte visibili in parete è facilmente individuabile
- che si ricongiunge alla normale poco prima della grande cengia inclinata.
Giunti a un bivio, dopo aver superato la cengia, ci si tiene a destra
risalendo a est fino alla vetta del Mangàrt. Una volta ridiscesi
al bivio, si prende di nuovo a destra e si prosegue lungo l'itinerario
di cresta, fino ad arrivare nei pressi dell'intaglio di Mala Forca.
Dal Malpasso, come si chiamava ai tempi di Kugy, ci si abbassa per
un centinaio di metri sulla sud per poi risalire, su parete attrezzata,
fino alla cresta sommitale e al Piccolo Mangàrt di Coritenza.
Da qui, si scende verso Forcella Sagherza calandosi per camini verticali
(tra l'altro, cavo su parete di una ventina di metri).
Dalla forcella si raggiunge il bivacco Cai Tarvisio, risalendo il
sentiero verso destra (attrezzato). L'itinerario di cresta continua
- al bivio ci si tiene a destra, a sinistra c'è la Via della
Vita - salendo lungo una zona di rocce friabili con resti di attrezzature
e un pendio detritico che si attraversa, ancora sulla destra, puntando
verso una piccola sella dove si trova uno dei tanti cippi confinari
di questo percorso, e poi sulla vetta della Veunza. Proseguendo lungo
il crinale è possibile godere di una stupenda veduta sul catino
pensile di cima Veunza. Questa formazione rocciosa ricorda in qualche
modo un molare con la sua "conca interna"; non è
a caso, quindi, che il suo nome tedesco (Hohler Zahn) significhi "dente
cavo". Da qui a Cima Strugova, passando per la Forca di Fusine,
si prosegue seguendo i segnavia e usufruendo in più punti di
strutture attrezzate. Raggiunta Cima Strugova si scende seguendo la
parte terminale della via Kugy, sino a giungere nei pressi di Sella
Strugova. Ci si tiene a destra (a sinistra la via Kugy), si prosegue
risalendo la traccia fino alla Ponza di Dentro e si continua per la
"spianata" sommitale rocciosa della Ponza di Mezzo. Superatala,
si scende (segnavia) tenendosi sempre a destra parallelamente al crinale,
fino a risalire e arrivare a una piccola sella. Ci si sposta quindi
sul versante ovest della Ponza Grande, da dove, seguendo le indicazioni
(tratti attrezzati) si risale fino alla vetta.
Si scende per la via ferrata della Ponza Grande fino al canalone detritico
che separa quest'ultima dalla Ponza di Mezzo; si cala spostandosi
verso il centro del canalone (pericolo di caduta massi) per poi ripiegare
verso destra in prossimità del tratto attrezzato, seguendo
il sentiero che in breve ci porterà in prossimità del
rifugio Zacchi. Si giunge ai laghi, o per la comoda carrareccia forestale,
leggermente più lunga, o per il sentiero che scende verso destra
subito sotto il rifugio(512 Cai). Per eventuali informazioni, può
essere utile passare dal posto di ristoro Da Tizio e Caio a Tarvisio,
chiedendo della guida alpina Ennio Rizzotti.
Come ricordato poco sopra, tratti di questa traversata possono facilmente
diventare parti di un anello.
Qui di seguito sono elencati quelli più consueti:
1 - Laghi di Fusine - bivacco Nogara - ferrata Italiana (o via normale
attraverso Forcella Mangàrt) - Monte Mangàrt per la
normale (o per la ferrata sulla Ovest) - Piccolo Mangàrt di
Coritenza - Forcella Sagherza (bivacco Cai Tarvisio) - ferrata Via
della Vita - Laghi di Fusine. Tempo indicativo: 11 ore.
2 - Laghi di Fusine - rifugio Zacchi - via della Vita - Veunza - Cima
Strugova - via Kugy (ferrata non attrezzata, passaggi di II grado)
- Laghi di Fusine. Tempo indicativo: 9 ore.
3 - Laghi di Fusine - rifugio Zacchi - via Ferrata - Ponza Grande
- Ponza di Mezzo - Ponza di Dietro - Cima Strugova - via Kugy (ferrata
non attrezzata, passaggi di II grado) - rifugio Zacchi - Laghi di
Fusine. Tempo indicativo: 9 ore.
Vie ferrate
Ferrata Italiana alla Nord del Mangàrt. Percorso aereo ed esposto.
Fu costruita, nelle estati del 1955 e '56, dagli alpinisti di Cave
del Predil e di Tarvisio per raggiungere la vetta del Mangàrt
senza sconfinare nel territorio dell'ex Jugoslavia.
Via della Vita. Percorso aereo ed esposto. Si sviluppa in un'ampia
conca tra le pareti della Veunza e del Piccolo Mangàrt di Coritenza.
Altamente suggestivo.
Ferrata della Strugova (via Kugy). Attualmente priva di cavi, passaggi
di II grado.
Ferrata della Ponza Grande. A tratti esposta.
Punti d'appoggio
Laghi di Fusine: albergo Capanna Edelweiss (926 m), tel. 0428.61050;
posto di ristoro Ai sette nani (947 m.).
Lungo la normale al Mangàrt: bivacco Nogara (1850 m), acqua
nei pressi.
Sulla cresta: bivacco Cai Tarvisio (2160 m).
Nella conca dei Laghi di Fusine, alla base della Ponza Grande: rifugio
Zacchi (1380 m), tel. 0428.61195.
Nella conca sotto la parete ovest del Mangàrt, in territorio
sloveno: rifugio Koca na Mangrtskem sedlu (1906 m). Esiste la possibilità
di raggiungerlo in auto: superato il confine di Passo del Predil,
occorre prendere la prima svolta a sinistra.
Guide e carte G. Buscaini, Alpi Giulie, Cai-Touring, Milano 1974;
R. Mazzilis, L. della Marta, Dai sentieri attrezzati alle vie ferrate.
50 itinerari nelle Alpi Carniche, Alpi Giulie Occidentali e Dolomiti
d'oltre Piave, Edizioni CO.EL., Udine 1999. Carta Tabacco 1:25.000
foglio 019, Alpi Giulie Occidentali - Tarvisiano.
Nuova guida "Giulie
Verticali " 50 arrampicate scelte nelle Giulie occidentali edita
da" Chiandetti Editore " scritta da Maurizio Callegari e
Daniele Picilli.
Soccorso alpino Cave di
Predìl tel. 33574136221
Soccorso alpino e sanitario 118
Guardia di Finanza Sella Nevea 0433 54025