Piccolo Mangart di Coritenza |
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Gran Diedro "Enzo Cozzolino"
Enzo Cozzolino , A. Bernardini tracciano, il 22 - 23 settembre del 1970, un'arditissima arrampicata esclusivamente in libera, realizzata con l'ausilio di pochi chiodi (solo per assicurazione e nessuno durante i tiri di progressione) fra i diedri più rilevanti, regolari, su roccia a placche con poche fessure, e che non permette una normale assicurazione che esistono sulle Alpi. Sicuramente la più celebre ascensione fuori dal Friuli Venezia Giulia per la elengante dirittura del diedro in tutta la parete e della sue costanti difficoltà"... dall'incontro delle più belle pareti con gli arrampicatori più forti sono scaturiti i capolavolri dell'alpinismo moderno..." Dino Buzzatti.
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prendere una gengia, non visibile dal basso
( un passo su roccia friabile), che riporta verso dx. sopra lo strapiombo.
Continuare la salita nella fessura sul fondo del diedro per
qualche lunghezza, fino ad arrivare a un grande spiazzo ghiaioso.
La parte superiore del diedro è incisa da tre profonde
fessure vicine e parallele. Si sale la prima, che inizia con un enorme
camino nerastro chiuso da strapiombi: Dal fondo del camino traversare
a sin. e salire la parete solcata da fessure (VI). Con un'altra lunghezza
raggiungere una caverna nel camino, sotto uno strapiombo (in queste
due lunghezze: 4 chiodi lasciati). Si supera lo strap. sulla sin.
(1 ch.)e si attraversa a dx. per prendere l'altra enorme fessura camino.
salirla per circa 4 lunghezza di corda (1 ch. lasciato) e quindi abbandonarla
per entrare a dx. nella terza fessura. Seguirla(bivacco dei primi
salitori) per tre lunghezze, da ultimo su roccia friabile. Raggiunta
la cengia sotto i tetti, seguirla verso dx. e uscire come per la via
della parete N. (ore 12 di arrampicata effettiva).
Si continua a salire la fessura fino a che questa diventa più verticale (20mt.; 3°). Superarla (attenzione bagnata!!!)(1 pass. di 6°-) per spuntare su placche e con bella arrampicata ci si porta verso la base di una grande placca ( 35 mt., 5°, trovati 7 chiodi). Ci si porta all'inizio della fessura della bellissima placca di circa 40 mt. che la si vince arrampicando vicino alla fessura. Si traversa 3 mt. a sinistra e si sale fino ad una buona sosta (45 mt.; 5°, 5°+ ; 6 chiodi + 3 di fermata). Si continua a salire su placche seguendo sempre la fessura fino ad arrivare a un cengia che sale verso sinistra (20 mt.; 5°, 3°+ chidi di fermata). Attenzione!!! Siamo arrivati sotto il grande tetto, il quale più volte è stato superato per rendere la via più diretta (num. chiodi) (circa 70 mt. con difficoltà di 5°+, di A2 e A3). Si traversa a sin. (circa 20 mt.; 1°) fino ad arrivare a una piccola sporgenza di roccia. Salire verticalmente per poco, obliquare verso sin. su placche friabili ricoperte d'erba (35 mt.; 4°). Si continua salendo le placche arrampicando ancora verso sin. (37 mt. 4°, un passo di 4°+). Con attraversata verso sinistra si arriva a uno spigolo. Lo si sale per 9 mt. e si arriva ad un intaglio e a una piccola caverna sotto un tetto (30 mt.; 4°). Lo si supera direttamente verso sin. (5°+) e salire obliquando sempre leggermente a sin. fino ad arrivare a un punto di sosta a sin. di una piccola parete gialla (20 mt.; 2 chiodi, 5°). Ora si traversa verso dx su roccia friabile per circa 5 mt (5°+). Salire dritti a una cengia inclinata e coperta di ghiaie, la si percorre verso dx. fino ad arrivare a un gran masso staccato (4°, solo 8 mt. ma molto delicati e faticosi; chiodi di fermata). Per circa 45 mt. si percorre la cengia verso dx la quale porta, senza difficoltà, sulla fessura del diedro. si sale con entusiasmante arrampicata la fessura su minuti appigli (circa 70 mt.; 5°, 5°+, 4 chiodi). Seguire un tratto facile (15 mt.; 3°, 2°) che arriva in un canale e dopo altri 35 mt, su detriti di una larga cengia si giunge l'inizio del profondo camino (circa 7 ore dall'attacco). Lo si sale per tre lunghezze di corda (3°, 2°) fino ad arrivare alla forcella erbosa a pochi metri dalla cima. |
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