ANTELAO m. 3263 “ Il Re delle Dolomiti” |
L'Antelao, con i suoi 3263 m d'altitudine, è la vetta più alta del Cadore, sopravanzata soltanto, nelle Dolomiti, dalla Marmolada 3343 m . |
Rifugio Pietro Galassi, un grande edificio ricavato da una casermetta militare d'inizio Novecento. E' posto nei pressi della Forcella Piccola, il varco che divide le Marmarole e l'Antelao: su via ferrata si accede anche a due ghiacciai. Rifugio Antelao, adagiato sui prati di Sella Pradonego, ai piedi del versante sud-est del maestoso Antelao. Offre un colpo d'occhio sulle Marmarole, le Dolomiti d'Oltrepiave e la Cima Fanton. Il rifugio Scotter, a San Vito di Cadore, sorge in località ghiaioni Scotèr, sul versante orografico sinistro della Valle del Boite, alle pendici dei residui geologici prodotti nei millenni dalla corona di creste e cime sovrastanti, che dal rifugio sembra di poter toccare con mano: a partire dalla Cima Alba Maria De Luca, che si erge dalla Forcella Grande, la Cima Belprà fino alla stessa Cima Scotter, che si appoggia alla Forcella Piccola. Il rifugio si trova pertanto poco più in basso dell'Alta Via n.1, lo si avvicina per raggiungere i rifugi storici San Marco e Galassi, sul percorso che porta verso nord ovest, a Cortina, lungo le ferrate Berti e Vandelli, ad Auronzo, e a Calalzo. Vi si arriva, volendo, anche in automobile, salendo dal centro verso, e poi attraverso, le piste di sci , ma solo d'estate. Innumerevoli i tracciati anche difficili sulle cime nominate. Ma il rifugio ha ancora qualcosa di vallivo, nonostante la sua difficile - e strategica - posizione: appoggiandosi ad un imprevedibile spiazzo verde, dotato di un ampio parcheggio e aperto , di fronte, sulla valle fino a vedere, oltre il Pelmo da qui piatto come un profilo buono, il Civetta, e oltre la Rocchetta , il Becco di Mezzodì e la Croda Da Lago, offre una panoramica insolita sull'Antelao, che apre fiero la sua profonda ed alta valle di Antermoia, il rifugio è una costruzione voluminosa, appoggiata sul pendio retrostante, dotata di 8 stanze da letto dai due ai 4 posti, calde ed accoglienti, e di acqua calda, vera manna per i percorritori dell'Alta Via,
BATTAGLIONE ALPINI MONTE ANTELAO Battaglione di milizia mobile del 7° reggimento alpini costituito nel 1915. II reparto inquadrava tre compagnie (150^, 151^ e 96^ che ricevette, nel 1916, dal "Pieve di Cadore"). Nella Grande Guerra combattè in Val Travenanzes e sulle Tofane. Prese parte all'offensiva sulla Bainsizza e partecipò alla Battaglia di Vittorio Veneto (combattendo sul Massiccio del Grappa). Il "Monte Antelao" fu sciolto nel 1919. Campagne di guerra e fatti d'arme Prima Guerra Mondiale: http://www.brigatacadore.it/Storia/I%20reparti/altri_pre_cadore.htm
RIFUGI: RIFUGIO
SCOTTER- PALATINI (m.1580). Tel. 0436-9939. LA
CAPANNA DEGLI
ALPINI (m. 1395) RIFUGIO
GALASSI
(m. 2018) RIFUGIO
SAN MARCO
(m. 1823) MONTE PELMO mt. 3168
“ Il trono di Dio”Potenza e isolamento, i caratteri della fortezza, ricorrono nelle descrizioni di tanti viaggiatori e alpinisti al cospetto di questa imponente montagna. Il Pelmo non teme paragoni perchè è l'essenza della dolomia. I cadorini lo conoscono come: " 'l caregón del Padreterno " perchè è simile a una grande sedia, a uno scranno roccioso immenso, dove Domineiddio deve aver pur riposato un giorno... Lo affianca il Pelmetto 2990 m , situato appena più a ovest e detto anche "Pelmo minore". Ma le sue proporzioni e l'architettura regale e audace ne fanno un tutt'uno con il fratello vicino, aumentandone il prestigio e la potenzaIl Pelmo viene salito nel 1857 dal grande pioniere inglese John Ball (1818-1889) che con questa impresa inaugura l'era alpinistica nelle Dolomiti Orientali. Come già detto sopra, il Monte Pelmo 3168 m , fu salito nel 1857 dall'inglese John Ball (che l'anno dopo diventerà il primo Presidente del primo club alpinistico del mondo, il prestigioso Alpine Club). Il Pelmetto 2990- 2981 m , altro colosso che dà al monte l'aspetto di un severo mastio roccioso senza pari, è raggiunto solo nel 1896 dalle guide Clemente Callegari "Battistrada" (1838-1917) e Angelo Panciera "Mago" con il cliente Francesco Spada. Un itinerario di grande importanza storica (perchè segna il passaggio dalla arrampicata classica ad una concezione più sportiva dell'alpinismo) è la via aperta sugli apicchi nord del Pelmo da Felix Simon e Roland Rossi nel 1924, con difficoltà che sfiorano il VI grado. Estratto da: http://www.geocaibassano.it/Aggiornamenti/monte_pelmo.htm Il Gruppo del Pelmo, composto di rocce carbonatiche, si eleva fino a quote altimetriche che superano abbondantemente i 2500 metri (Monte Pelmo m.3074 s.l.m./Monte Pelmetto 2990 m . Il Pelmo costituisce la porzione preminente e più significativa del Gruppo del Pelmo, caratterizzata dalla cima principale e dalla straordinaria asprezza e vertiginosa imponenza della parete nord. Ma l'aspetto più peculiare, che molto probabilmente a favorito lo sviluppo di forme carsiche profonde, è rappresentato dalla correlazione tra due importanti fenomeni tettonici (faglie e diaclasi) e glaciali (la presenza del grande anfiteatro glaciale della Val d'Arcia). Il ritiro di un lembo di questo grandioso ghiacciaio (fenomeno di diffusione planetaria generato dall'innalzamento medio della temperatura del pianeta, dovuto in modo principale all'effetto serra) ha permesso agli speleologi di Schio di poter esplorare degli ampi pozzi a neve di evidente morfologia tettonica e dei paleo sistemi carsici di drenaggio delle acque di fusione dell'imponente massa glaciale. Alcuni di questi risultano fortemente attivi. La fascia di territorio che attornia il Pelmo, e che si spinge a nord-ovest fino a Mondevàl e a Passo Giau, è stata decretata alcuni anni fa "zona di importanza naturalistica internazionale" considerato l'elevato valore naturalistico della zona costituente un complesso montuoso di valore primario, per le sue valenze ambientali e paesaggistiche, caratterizzata da un ambiente dolomitico unico nelle sue caratteristiche morfologiche, vegetali e faunistiche, dove si riconoscono biotopi altrove scomparsi nonché tracce della presenza dell'uomo risalenti al periodo mesolitico. San Vito di Cadore Tratto da: http://www.dolomiti-altevie.it/italiano/altaVia/StoriaAlpinistica.htm SALITA AL PELMO PER LA VIA NORMALE Dal Rif. Venezia 1946 m . risalire per sentiero in direzione NO i ghiaioni alla base della Spalla Est e attaccare una paretina gradinata di rocce chiare ( 2101 m ; ore 0.20) che in breve conduce alla caratteristica cengia che orrizzontalmente traversa l'intera parete Est. Percorrerla, su tracce di sentiero e cornici rocciose, in direzione S, attraversando successivamente le rientranze di tre gole, fino all'imbocco del Valòn. Nel fondo della terza gola si incontra il passaggio più impegnativo ed esposto, un tempo comunemente superato carponi o strisciando (Passo del Gatto) sotto un'angusta sporgenza, oggi completamente all'esterno con buoni appigli e appoggi, lisciati dall'uso. Risalire tutto il Valòn per tracce di sentiero su ghiaia e poi per facili gradoni in direzione NO e montare sul ripiano del nevaio superiore (Vant) in corrispondenza del suo margine occidentale 2800 m c, sotto la cresta della spalla Est. Risalire diagonalmente il nevaio (oggi quasi completamente scomparso) in direzione O, raggiungere il Ciglione Occidentale in corrispondenza della sua massima depressione 3000 m c. e proseguire verso NNE per cresta o poco a destra di essa (un passaggio esposto) fino alla vetta (ore 3.30 dall'attacco). La discesa si svolge lungo la via di salita, è molto evidente e ben segnata da ometti. (Da Guida dei Monti d'Italia, G. Angelini - P. Sommavilla, Pelmo e Dolomiti di Zoldo) GIRO DEL PELMO
Si parte direttamente dal rifugio Passo Staulanza (m. 1783) seguendo il sentiero n. 472 in direzione del rif. Venezia (m. 1946), che verrà raggiunto in un tempo medio di ore 2.30. Dal rifugio si proseguirà in direzione della Forcella Val d'Arcia (m. 2476) lungo il sentiero n. 480, una volta raggiunta la forcella si digrada verso i ghiaioni nord del Pelmo fino a ricongiungersi al sentiero n. 472 che vi riporterà al Passo Staulanza.
IL GRUPPO DEL MONTE PELMO CONFINA:
BATTAGLIONE ALPINI MONTE PELMO Battaglione di Milizia mobile costituito, dal deposito del 7° rgt. alpini, nell'inverno del 1915 con la 146^, 147^' e, dal 1916, con la 106^ compagnia già del "Belluno". Nella Grande Guerra operò in Val Costeana e prese parte alla battaglia della Bainsizza e a quella del Grappa. Il reparto fu sciolto nel 1919. Campagne di guerra e fatti d'arme Prima Guerra Mondiale:
RIFUGI: IL
RIFUGIO VENEZIA (m. 1934). Tel. 0436-9864 - 0435-420255. RIFUGIO
STAULANZA (m. 1766) Ricavato dalla antica Malga Dorona, il suo nome ricorda da un trentennio i fiumani in esilio. Collocato in posizione incantevole, sul retro ha i dolci declivi del Col de la Puina , di fronte la maestosa parete settentrionale del Pelmo, del Pelmetto, quindi il Civetta e, lontano, il ghiacciaio della Marmolada e del gruppo del Sella. Incluso nell'itinerario dell'Alta Via n. 1 delle Dolomiti, è tappa d'obbligo per gli escursionisti che, attraverso sentieri facili e perfettamente segnati, intendono raggiungere, in una giornata, più rifugi. Dalla valle del Boite si arriva al "Città di Fiume" percorrendo la stretta e tipica incisione di Val Forada e superando l'omonima forcella (sentiero n. 468); da questa, in meno di dieci minuti in discesa, si raggiunge il rifugio. Da Borca, tre ore abbondanti di cammino. |
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