ARMANDO ASTE
Come
chi ha spenti i lumi
e a brancicare si trova
in mezzo a buio inusitato e vuoto
e con mano protesa e tremante
cercare la via, deve,
per avanzare.
Così , sul cammino dell'ardusa ascesa.
Lassù, il richiamo,
alto dal cielo si leva
e a invitare ti viene
e tu lo senti e dici:
«qual è, Signore, la mia via ?»
Armando Aste |
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Copyright
© 2001-'07 Pareti Verticali
Armando Aste nato a Isera, in provincia di Trento, il 6 gennaio 1926
è uno dei massimi alpinisti italiani del dopoguerra. Ha svolto
la sua attività alpinistica soprattutto nelle Dolomiti, dove
ha risolto numerosi problemi di estrema difficoltà: prime ascensioni
assolute, prime invernali e prime solitarie di livello internazionale
sono il curriculum di questo alpinista che per umiltà e modestia
non è mai giunto alla ribalta ed è poco noto al pubblico
non alpinistico. Forte di una Fede religiosa che non conosce incertezze,
Aste si è avvicinato alla montagna con infinito rispetto e
per trarre da questa esperienze valide alla propria vita spirituale.
"Sono orgoglioso della mia Fede che considero l'unica vera ricchezza
che possiedo. Al di là di ogni falsa modestia, so di essere
un uomo limitato ma ho imparato che credere è più importante
di sapere, di capire e di qualsiasi impresa alpinistica".Tra
le sue imprese più significative vanno citate la prima salita
solitaria della via Couzy sulla parete nord della Cima Ovest di Lavaredo,
.
| la prima solitaria
della via Brandler-Hasse sulla parete Rossa della Roda di Vael
nel Catinaccio, la prima soliaria della via Graffer-Miotto sullo
Spallone del Campanil Basso di Brenta con la variante Pooli-Trenti
e discesa per la via Preuss, la via Dell'Ideale sulla parete Sud
della Marmolada, giudicata da molti come una delle vie più
difficili delle Dolomiti. Particolarmente importante la prima
ascensione invernale della via Carlesso-Sandri sulla parete sud
della Torre Trieste, in quanto segnò l'inizio del grande
alpinismo invernale nel gruppo della Civetta e nelle Dolomiti.
Altre imprese di grandissimo rilievo sono: la parete nord-ovest
della Punta Civetta. Pigliamo il caso di Armando Aste, che passa
per artificialista spinto ma non è tale. Proprio a fianco
della via Andrich della Punta Civetta, la cordata roveretana Aste-Susatti
seguendo la fessura di destra apre un nuovo percorso, lungo il
quale i tratti di VI non la cedono per nulla, anzi, in fatto di
difficoltà a quelli di Alvise. Constatazione fatta da parecchi
ripetitori di entrambe le vie. http://www.k3lavoriverticali.com/pdf/marmolada.pdfCinquanta
chiodi a scopo di assicurazione avevano adoperato i bellunesi,
52 la cordata trentina vent'anni dopo sulla nuova via. Che poco
dopo apre la via Ideale alla Marmolada d'Ombretta, senza dubbio
una delle vie più difficili e più oneste che esistano.
Bravo, Aste ! Io ne ho fatto la prima ripetizione, l'unica finora,
dico ch'è stato uno sforzo estremo l'uscirne fuori, col
freddo, la bufera che ci capitò addosso. Se non ci fossero
quei chiodi e espansione, la classificherei la più bella
via delle Dolomiti.
From: Reinhold Messner, SESTO GRADO, Longanesi & C. editori,
Milano, 1971., |

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il Gran Diedro sulla parete nord del Crozzon di Brenta, la via della
Canna d'Organo sulla Marmolada di Rocca e due vie aperte sulla parete
sud del Piz Serauta, la direttissima nord della Punta Chiggiato al
Focobon, la via Concordia e "Aste-Salice" sulla Cima d'Ambièz,
l'Aste-Susatti sulla Cima di Pratofiorito, la via Sullo Spallone del
Campanil Basso e lo spigolo nordest dello Spiz d'Agner nord nelle
Pale di S. Martino. Aste ha coronato la propria attività alpinistica
con la prima ascensione italiana della parete nord dell'Eiger, impresa
condotta con prudenza e sicurezza.
L'attività di Aste non si è limitata alle Dolomiti,
ma si è estesa anche alle montagne extraeuropee. Nelle Ande
Patagoniche ha vinto la Torre sud del Paine lungo un itinerario di
difficoltà eccezionale ed è stato protagonista di uno
sfortunato tentativo di nuova salita sul Fitz Roy.
Caratteristica dell'alpinismo di Aste è la ricerca di itinerari
logici ed elegantissimi, nel rispetto di un'etica che dà all'arrampicata
libera il ruolo preponderante e risolutivo. Oltre a quelle sopra elencate,
Aste ha aperto numerose altre vie nuove, annovera altre scalate solitarie,
altre prime invernali. Inoltre ha ripetuto praticamente tutte le vie
più difficili e significative delle Dolomiti. Autore di due
libri di montagna: "Cuore di roccia e Pilastri del cielo, ha
pure realizzato diversi film a soggetto alpinistico ed ha tenuto molte
conferenze in Italia per illustrare le sue imprese. Armando Aste che
risiede, con la moglie Nedda, a Rovereto (Trento) è Accademico
del C.A.I., Socio Onorario del C.A.I., membro del G.I.S.M. e socio
del H.G. "Bergland" di Vienna.
Aste per propria scelta non ha mai voluto fare dell'alpinismo una
professione, anteponendo all'attività in montagna gli impegni
che richiedono il vivere civile e sociale; il suo alpinismo presentato
in tante serate pubbliche è sempre stato un modo per poter
testimoniare l'Amore di Dio così come i suoi libri che sono,
anche, una preghiera, rivolta al cielo dalla cima di una montagna.
Dal suo libro Pilastri del cielo: "Forse alcuni degli stessi
scalatori stenteranno a comprenderne il più profondo significato
ma le vittorie dello spirito, come lo sono anche le ascensioni alpine,
seguono le tappe del faticoso, sofferto camino dell'uomo verso la
meta eccelsa, la Conoscenza Suprema. Che, in ultima analisi, per un
credente non può essere altro che l'incontro con Dio".
100 ANNI DOPO LA PRIMA
SALITA AL CAMPAINLE BASSO.
Il 18 agosto di cento anni fa due alpinisti austriaci - Otto Ampferer
e Karl Berger - ponevano per la prima volta piede sulla sommità
del Campanile Basso nel cuore delle Dolomiti di Brenta.
Il particolare fascino di questa guglia di roccia, unica nelle Alpi,
ha esercitato un potere di attrazione straordinario sui maggiori alpinisti
di ogni epoca, che negli anni hanno “firmato” sulle sue
pareti nuove e audaci realizzazioni alpinistiche - da Preuss a Graffer,
da Stenico ad Armando Aste, a Cesare Maestri - ma anche sulle migliaia
di anonimi alpinisti che ne hanno raggiunto la cima ripetendo quegli
itinerari, autentiche “pietre miliari” nella storia dell’alpinismo.
Ogni estate centinaia di escursionisti - alpinisti percorrono la celebre
“Via delle Bocchette” per ammirare questa spettacolare
guglia di pietra.
Un giorno decisi di scrivere un libro, con l'intenzione di sprigionare
dal mio cuore i momenti più intensi vissuti durante la mia
vita di alpinista. Ce l'ho messa tutta per comunicare le mie riflessioni,
le mie idee, opinioni e tentare delle interpretazioni sul mio alpinismo
e quello dei miei compagni di corda. Ho cercato di liberarmi, volando
sulle ali del pensiero, meditando sui valori, sui perché del
mio modo di essere e di essere stato sulla montagna. Percepisco di
aver vissuto molto; ho anche, a volte, l'impressione di essere vecchio
e stanco, anche se mi ribello a questi pensieri, ritornando ai piedi
delle montagne per cercare nuove vie da aprire, altri momenti "vivi",
magici.
Così nacque il primo libro Lasciami volare (1995) e la straordinaria
solidarietà verso i bambini più poveri dell'associazione
intitolata a Serenella. Un libro al quale hanno collaborato alcuni
tra i maggiori alpinisti: compagni di corda in parete, cari amici
e generosi decisi a sostenere "chi non ha avuto la fortuna di
nascere e crescere ai piedi delle nostre splendide montagne".
Pochi mesi dopo scrissi il libro più intenso: La Casa del Cielo
(1996); negli anni a seguire Il Dito di Dio (1998), ...Se il sole
sorge con mia figlia Chiara (1999), Grazie di cuore (2000), L'Opuscolo
2000 di Serenella, Il Grido del Gabbiano e Il Garda verticale scritti
a quattro mani con l'amico Fausto Camerini (2001), Le Primule Rosse
(2002).
Con la maturità di una vita, anche sofferta, ho imparato che
il bene ricevuto è molto più grande del male e, per
quanto mi riguarda, ho scelto di scrivere e pubblicare questi libri
per "far del bene", infatti li troverete in molte librerie
e serviranno per sostenere i progetti e le iniziative dell'«Associazione
Serenella - Onlus».
Mi sento arricchito e la mia gioia è grande quanto quella che
si ha dopo una grande via nuova: sulla vetta ed... oltre
ACCETTO
NOTIZIE, CRONACHE, STORIE D’IMPRESE DI QUESTO FORTISSIMO SCALATOTE.
giuseppe.frison2@tin.it – www.paretiverticali.it
SEGNALAZIONI E CURIOSITA'
|
Caro Giuseppe,
grazie alla segnalazione di un amico vorrei farti notare che il testo
sottoscritto (nel curriculum di Armando Aste) è tratto da uno
dei miei libri (è il mio curriculum alpinistico e vitae) così
come il mio primo libro Lasciami volare... "Così nacque
il primo libro Lasciami volare (1995) e la straordinaria solidarietà
verso i bambini più poveri dell'associazione intitolata a Serenella.
Un libro al quale hanno collaborato alcuni tra i maggiori alpinisti:
compagni di corda in parete, cari amici e generosi decisi a sostenere
"chi non ha avuto la fortuna di nascere e crescere ai piedi delle
nostre splendide montagne".
Pochi mesi dopo scrissi il libro più intenso: La Casa del Cielo
(1996); negli anni a seguire Il Dito di Dio (1998), ...Se il sole sorge
con mia figlia Chiara (1999), Grazie di cuore (2000), L'Opuscolo 2000
di Serenella, Il Grido del Gabbiano e Il Garda verticale scritti a quattro
mani con l'amico Fausto Camerini (2001), Le Primule Rosse (2002)".
Questi libri sono stati scritti da me (nei prossimi mesi presenterò
anche "Il Suono del corno" e il libro di disegni realizzato
assieme a mia figlia Martina dal titolo: "dai bambini per i bambini"
L'Associazione Serenella è nata dopo la morte di mia moglie Serenella.
L'amico Armando ha scritto la presentazione del mio libro La Casa del
cielo.
Grazie,
Giuliano Stenghel (Sten)
Il testo erroneamente inserito nel curriculum di Armando Aste è
il seguente:
"Sono un uomo che crede ai sogni. Forse è perché
spero di realizzarli che li porto sempre con me, ma soltanto per un
grande dono di Dio, credo di essere volato oltre molti dei miei sogni".
...E' una frase da me scritta all'inizio del mio libro "Il Dito
di Dio".
...Caro Giuliano, ho immediatamente corretto e voglio inserire
interamente la tua lettera perchè mi ha profondamente colpito.
Credo che nel leggerla, da parte di altri visitatori del sito, ne rimaranno
ben impressionati. Ciao Giuseppe Frison.
Un giorno decisi di scrivere un libro, con l'intenzione
di sprigionare dal mio cuore i momenti più intensi vissuti durante
la mia vita di alpinista. Ce l'ho messa tutta per comunicare le mie
riflessioni, le mie idee, opinioni e tentare delle interpretazioni sul
mio alpinismo e quello dei miei compagni di corda. Ho cercato di liberarmi,
volando sulle ali del pensiero, meditando sui valori, sui perché
del mio modo di essere e di essere stato sulla montagna. Percepisco
di aver vissuto molto; ho anche, a volte, l'impressione di essere vecchio
e stanco, anche se mi ribello a questi pensieri, ritornando ai piedi
delle montagne per cercare nuove vie da aprire, altri momenti "vivi",
magici.
Così nacque il primo libro Lasciami volare (1995) e la straordinaria
solidarietà verso i bambini più poveri dell'associazione
intitolata a Serenella. Un libro al quale hanno collaborato alcuni tra
i maggiori alpinisti: compagni di corda in parete, cari amici e generosi
decisi a sostenere "chi non ha avuto la fortuna di nascere e crescere
ai piedi delle nostre splendide montagne".
Pochi mesi dopo scrissi il libro più intenso: La Casa del Cielo
(1996); negli anni a seguire Il Dito di Dio (1998), ...Se il sole sorge
con mia figlia Chiara (1999), Grazie di cuore (2000), L'Opuscolo 2000
di Serenella, Il Grido del Gabbiano e Il Garda verticale scritti a quattro
mani con l'amico Fausto Camerini (2001), Le Primule Rosse (2002).
Con la maturità di una vita, anche sofferta, ho imparato che
il bene ricevuto è molto più grande del male e, per quanto
mi riguarda, ho scelto di scrivere e pubblicare questi libri per "far
del bene", infatti li troverete in molte librerie e serviranno
per sostenere i progetti e le iniziative dell'«Associazione Serenella
- Onlus».
Mi sento arricchito e la mia gioia è grande quanto quella che
si ha dopo una grande via nuova: sulla vetta ed... oltre". |