| GRUPPO CRIDOLA E SPALTI DI TORO Campanile Toro
2345 mt. Dal Monfalcón di Montanàia lo separano alcune elevazioni (Cima Both, Cima Emilia, Cima Rosina, Punta Elia, Cima Toro, Punta Pia, Pala Grande), ma è lui a prevalere su tutti con slancio audace e irripetibile. Bello e slanciato, è fra i più graziosi obelischi delle Dolomiti. Fu salito il 21 settembre 1906 dalla mitica guida alpina Tita Piaz con B. Trier con difficoltà di V grado, eccezionali per quei tempi.
Tita Piaz, dopo la salita disse: "... lavorai
alla prima volta con mezzi artificiali..."
Dall’abitato di Domegge si attraversa
il ponte che chiude il lungo Lago di Centro Cadore e, sulla sponda
opposta, si imbocca la strada di destra, asfaltata. La strada rimonta
lo scosceso e ripido versante orografico destro della Val Talagona,
attraversando una fitta foresta di conifere. Dopo circa
Monte Cridola (m. 2581) Normale del Campanile Toro. Via originaria nord
est aperta il 21 settembre 1906 dalla guida alpina Giovanni Battista
Piaz Si leva, meravigliosamente
ardito, meravigliosamente bello, dritto come un obelisco, tra forcella
Le Corde e Forcella Cadin. Si procede tra fessura,
che in alto si allarga in forma di cengia a volta, dalle cui estremità
direttamente alla forcella tra le due punte, e subito in cima. Si segue la via normale a ritroso. Dalla vetta si scende arrampicando (2°, pass.
3°) alla forcelletta dell’anticima. 1) Corda doppia
da Scendere per 2) Corda doppia da Si segue la comoda cengia verso destra (faccia
a valle), fin sopra la rampa. 3) Corda doppia da 4) Corda doppia da Si percorre verso sinistra la cengia basale fino alle ghiaie
e all’attacco (ore 1,15). Descrizione della via nomale: 1)
Invece di seguire l’attacco usuale,
salire direttamente dall’ometto lungo la rampa di rocce grigio scure,
un po’ marce, solcata da varie fessure e caminetti superficiali. Seguire
uno di questi, (3°) preferibilmente un po’ verso destra (all’uscita
possibilità di sosta). 15 mt.,
3°. 2) Al suo termine, su dritti per rocce più facili ed articolate,
puntando alla base della grande nicchia nerastra sopra la quale corre
la cengia mediana del Campanile, fino ad incrociare un’ampia cengia
(2°) dove è comodo sostare 20
mt., 2°, 2°+. 3) Seguire la comoda cengia a sinistra per una trentina di metri,
fino ad incrociare di nuovo la via normale alla sommità del camino
d’attacco (sosta su tre chiodi). 30
mt., 1°. 4) Invece di seguire la facile rampa sulla destra, salire mirando
la verticale della vetta, sotto la liscia parete SO. Qui si stacca
un piccolo pulpito nerastro (roccia non buona), al quale si sale prima
rimontando un gradone non facile, e poi per la fessura che lo delimita
a sinistra (10 mt., 3°). Traversare
brevemente sotto il pulpito (4 mt., 4°- 1ch. malfermo) e salire con
difficoltà per la fessura a destra del pulpito nerastro, rimontando
ad una terrazza sotto la parete gialla (8 mt., 4°). Seguirla a destra
aggirando poi uno spigoletto (10 mt., 3°), e raggiungendo, oltre questo
in orizzontale la terza sosta della via normale che risaliva la sottostante
rampa (10 mt., 2°). 40 mt.,
3°, 4°-, 4°, 3°, 2°, 1ch., 2CF; roccia friabile. 5) Seguire la comoda cengia verso destra per circa 30 mt. (tracce
di passaggio), raggiungendo la base di un evidente canale, da dove
si può scorgere la vetta. Dall’altra parte si vede già il versante
della Val Cimoliana. 30 mt.,
0°. 6) Rimontare il canale, di roccia ottima, preferibilmente sul
suo bordo sinistro (possibilità di sicura con dadi di misura medio/piccola),
e poi, più in alto, verso il suo fondo, fino a raggiungere una grande
spalla. 40 mt., 2°, 2°+, 3CF, ometto. 7) Dalla spalla salire per facili tracce di passaggio fino alla
base del grande diedro che scende dalla forcelletta fra il Campanile
e la sua anticima NO. 15
mt., 0°. 8) Risalire il diedro di roccia eccellente, tenendosi tendenzialmente
a sinistra della spaccatura (2°+) raggiungendo con divertente arrampicata
la forcelletta fra il Campanile e la sua anticima. Sosta un po’ angusta
sotto un masso incastrato proprio sul vertice della forcelletta. Dal
foro tra masso e pareti bello scorcio. 25
mt., 2°+, 1CF. 9) Dalla sosta mirare verso la vetta, risalendo la fessura di
destra di due invitanti fessure-camino ( 10) Dal terrazzino è preferibile
salire un po’ verso sinistra per l’ultimo gradino solcato da piccole
fessure fino alla vetta.12 mt.,
2°. Curiosità:
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