GRUPPO CRIDOLA E SPALTI DI TORO

 

Campanile Toro  2345 mt.

Dal Monfalcón di Montanàia lo separano alcune elevazioni (Cima Both, Cima Emilia, Cima Rosina, Punta Elia, Cima Toro, Punta Pia, Pala Grande), ma è lui a prevalere su tutti con slancio audace e irripetibile. Bello e slanciato, è fra i più graziosi obelischi delle Dolomiti.                 Fu salito il 21 settembre 1906 dalla mitica guida alpina Tita Piaz con B. Trier con difficoltà di V grado, eccezionali per quei tempi.

Tita Piaz, dopo la salita disse: "... lavorai alla prima volta con mezzi artificiali..."

Rifugio Padova 1300 mt.-Domegge di Cadore.

Rifugio Padova 1300 mt.  Tel. 0435.72488  Via Val di Toro
32040 Domegge di Cadore (Belluno).

Proprietà:  Comune di Domegge (in concessione al CAI Domegge)
Via Dom F. Barbanabò - Domegge di Cadore (BL)
Tel. 0435.72023.

Luogo:Sorge ai piedi della catena del gruppo Cridola e Spalti di Toro. Gli fa da splendida corona un bosco dove Aceri di Monte, Ontani e Betulle si mescolano a Faggi e Abeti in un ambiente dove è ancora possibile assaporare dimenticate sensazioni di tranquillità e serenità. Punto d'appoggio dell'Alta Via n. 6.

Dall’abitato di Domegge si attraversa il ponte che chiude il lungo Lago di Centro Cadore e, sulla sponda opposta, si imbocca la strada di destra, asfaltata. La strada rimonta lo scosceso e ripido versante orografico destro della Val Talagona, attraversando una fitta foresta di conifere. Dopo circa 4,5 chilometri si incontra sulla sinistra il bivio che porta in due minuti al Rifugio Cercena. Siamo alla quota di 1050 metri. Questo edificio è molto suggestivo ed è inserito con buon gusto al centro di una radura. Ottima fontana. La strada prosegue, alternando tratti asfaltati e tratti sterrati. Bella cascata sul fondo della valle del Rio Talagona. Il tracciato si avvicina al greto del torrente, ma se ne stacca subito dopo il bivio per Antarigole. Si mantiene la diramazione a sinistra che diviene più ripida e termina al piccolo piazzale dove una sbarra, normalmente, impedisce l’eventuale accesso delle automobili. Alta, su un dosso a sinistra, si vede una cappelletta; al cento vi sono alpeggi; diritta, un po’ a destra, prosegue la strada che in 10 minuti porta al rifugio.L’edificio sorge al margine di una vasta radura.

 Storia:Inaugurato nel 1910 dalla sezione del CAI di Padova per ospitare tutti gli alpinisti che in quel periodo facevano le prime salite. Ricordiamo Tita Piaz, Casara, Soleder, Comici, Koegel, Herberg, Altamura, Fanton, Berger, Berti, ecc.
Distrutto dopo una slavina nell'inverno del 1929 sotto più di 7 metri di neve è stato ricostruito, 100 metri più a valle in prossimità del torrente Talagoana, nel 1930 da volontari del paese e dai soci del CAI.

 Proposte alpinistiche:

Monte Cridola (m. 2581)
La bella cima presenta una via normale piuttosto complessa e con difficoltà discontinue, fino al II grado, segnalata. Dalla Forcella Scodovacca, seguendo il segnavia n. 344, ci si porta alla Tacca del Cridola e quindi per rocce rotte, paretine e canali con procedere vario e divertente si raggiunge la vetta (2.30 dalla Forcella Scodovacca, F).

Normale del Campanile Toro.

Descrizione:

Via originaria nord est aperta il 21 settembre 1906 dalla guida alpina Giovanni Battista Piaz

Si leva, meravigliosamente ardito, meravigliosamente bello, dritto come un obelisco, tra forcella Le Corde e Forcella Cadin.Le sembra non è più ampia di un comune tavolo da salotto.  Salita dall'ovest, per quanto interessante, non è così difficile come potrebbe far supporre la vertiginosità della sua forma; l'ultimo tratto richiede attenzione.Difficoltà: V grado.

Attacco: Dal Rif. Padova (m. 1287), si segue il sent. 357 per F.lla Segnata e Rif. Pordenone per ca. 45 min. fino alla fine del bosco (q. 1636), dove si prende a destra una traccia che si inoltra nel profondo circo della Val Ciadin, prima per rado bosco e verdi, in direzione del ben visibile Campanile. La traccia muore alla base dei ripidi ghiaioni che fasciano le pareti settentrionali degli spalti di Toro. L'attacco si trova in un piccolo circo presso Forcella Cadin 1 mt. a sinistra della forcella.Si sale per 25 mt. per parete sposta e difficile che conduce a una fessura obliqua. Traversare la parete da sulla cima da sinistra a destra, alta circa 50 mt.Una prima strozzatura si vince sulla parete destra con estrema difficoltà e attenta acrobazia; dopo pochi metri,si vince un nuovo strapiombo non meno difficile e pericoloso del primo.

Si procede tra fessura, che in alto si allarga in forma di cengia a volta, dalle cui estremità direttamente alla forcella tra le due punte, e subito in cima.

Discesa:

Si segue la via normale a ritroso.

Dalla vetta si scende arrampicando (2°, pass. 3°) alla forcelletta dell’anticima.

1)      Corda doppia da 25 m. per scendere il diedro rampa.

Scendere per 10 m. la terrazza ghiaiosa sottostante. Sul ciglio, sopra il camino, ancoraggio per doppia.

2)    Corda doppia da 30 m., si scende direttamente per la parete sottostante alla cengia mediana. (oppure con una da 25 m. ci si cala nel camino di salita, scendendone poi gli ultimi metri (2°) in arrampicata fino alla cengia mediana.

Si segue la comoda cengia verso destra (faccia a valle), fin sopra la rampa.

3)    Corda doppia da 25 m. per scendere la rampa.

4)    Corda doppia da 25 m. per scendere il camino d’attacco.

Si percorre verso sinistra la cengia basale fino alle ghiaie e all’attacco (ore 1,15).

 

Descrizione della via nomale:

1)      Invece di seguire l’attacco usuale, salire direttamente dall’ometto lungo la rampa di rocce grigio scure, un po’ marce, solcata da varie fessure e caminetti superficiali. Seguire uno di questi, (3°) preferibilmente un po’ verso destra (all’uscita possibilità di sosta). 15 mt., 3°.

2)    Al suo termine, su dritti per rocce più facili ed articolate, puntando alla base della grande nicchia nerastra sopra la quale corre la cengia mediana del Campanile, fino ad incrociare un’ampia cengia (2°) dove è comodo sostare 20 mt., 2°, 2°+.

3)    Seguire la comoda cengia a sinistra per una trentina di metri, fino ad incrociare di nuovo la via normale alla sommità del camino d’attacco (sosta su tre chiodi). 30 mt., 1°.

4)    Invece di seguire la facile rampa sulla destra, salire mirando la verticale della vetta, sotto la liscia parete SO. Qui si stacca un piccolo pulpito nerastro (roccia non buona), al quale si sale prima rimontando un gradone non facile, e poi per la fessura che lo delimita a sinistra (10 mt., 3°). Traversare brevemente sotto il pulpito (4 mt., 4°- 1ch. malfermo) e salire con difficoltà per la fessura a destra del pulpito nerastro, rimontando ad una terrazza sotto la parete gialla (8 mt., 4°). Seguirla a destra aggirando poi uno spigoletto (10 mt., 3°), e raggiungendo, oltre questo in orizzontale la terza sosta della via normale che risaliva la sottostante rampa (10 mt., 2°). 40 mt., 3°, 4°-, 4°, 3°, 2°, 1ch., 2CF; roccia friabile.

5)    Seguire la comoda cengia verso destra per circa 30 mt. (tracce di passaggio), raggiungendo la base di un evidente canale, da dove si può scorgere la vetta. Dall’altra parte si vede già il versante della Val Cimoliana. 30 mt., 0°.

6)    Rimontare il canale, di roccia ottima, preferibilmente sul suo bordo sinistro (possibilità di sicura con dadi di misura medio/piccola), e poi, più in alto, verso il suo fondo, fino a raggiungere una grande spalla. 40 mt., 2°, 2°+, 3CF, ometto.

7)    Dalla spalla salire per facili tracce di passaggio fino alla base del grande diedro che scende dalla forcelletta fra il Campanile e la sua anticima NO. 15 mt., 0°.

8)    Risalire il diedro di roccia eccellente, tenendosi tendenzialmente a sinistra della spaccatura (2°+) raggiungendo con divertente arrampicata la forcelletta fra il Campanile e la sua anticima. Sosta un po’ angusta sotto un masso incastrato proprio sul vertice della forcelletta. Dal foro tra masso e pareti bello scorcio. 25 mt., 2°+, 1CF.

9)    Dalla sosta mirare verso la vetta, risalendo la fessura di destra di due invitanti fessure-camino (10 m., 3°, roccia ottima; sicura su clessidra con cordino); alla sua uscita deviare leggermente a destra per una rampa, seguendo le tracce di passaggio, portandosi gradatamente sul versante E del Campanile, aggirandone la sommità, fino ad un terrazzino sotto l’ormai visibile vetta (20 mt., 2°, esposto). 30 mt., 3°, 2°.

10)  Dal terrazzino è preferibile salire un po’ verso sinistra per l’ultimo gradino solcato da piccole fessure fino alla vetta.12 mt., 2°.Campana e libro di vetta.

 Soccorso Sanitario coadiuvato dal C.N.S.A.S.

Curiosità:

 Tita Piaz (Diavolo delle Dolomiti) può essere considerato (oltre che scrittore e politico) come il promotore dell'alpinismo acrobatico e rappresenta uno dei pionieri della storia dell'alpinismo. A lui sono legate l'apertura di numerosissime vie nelle Dolomiti e la costruzione dell'Albergo Col di Lana nei primi anni del secolo scorso.