La via è bellissima,
entusiasmante,magnifica e di soddisfazione e si svolge sulla parete
a destra della grande parete Est del Catinaccio. Ascensione eseguita
in libera il 12 luglio 2005
L’arrampicata è
impegnativa per la sua varietà; si articola in aperta parete,
camini, diedri, placche. E' seguita solo da alpinisti in grado con
buona esperinza di orientamento ed è stata valorizzata, ultimamente
per la sua linea, qualità della roccia e bellezza dell'ascensione.
La via è tecnica
e si svolge su roccia solida; è una salita poco frequentata....
.Primi
salitori:
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Dislivello:
450 m., (sviluppo 520 m.) |
Difficoltà: D max:
4°+, due passaggi di 5°-.
Tempo previsto: circa 5 ore.
Roccia: buona sotto, ottima nei tiri di corda finali.
Materiale: cordini, dadi e/o friends.
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Dal rif.
Vajolet si scende un po’ verso il rif. Gardeccia per
prendere il sentiero che sale al Passo delle Cotonelle ed al rif.
Fronza. Dopo circa 20 minuti, arrivati sotto la verticale
della vetta del Catinaccio, si lascia il sentiero per prendere
una traccia che prima risale una collinetta d’erba e porta
verso la base della parete. L’attacco è molto a sx
proprio sotto la verticale dell'Anticima |
del Catinaccio. Si risale
il dosso erboso fino quasi alla sua sommità e per traccia ghiaiosa
si è all’attacco.
Sulla sx vi è una specie di avancorpo di rocce spaccate, mentre
sulla destra vi sono delle placche inclinate bianche e trasformate
dall’acqua. la via punta dritta sotto la perpendicolare della
classica "A"; da questo punto si scorge la Marmolada, proprio
in linea con uno dei campanili del Larsec (la Pala di Seconda), mentre
e in basso il rif. Vaiolet. Circa 40-45 min. dal rifugio Vaiolet o
35 – 40 min. dal rif. Gardeccia.
Attacco:
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1) Dall’attacco
si salgono rocce rotte in verticale, salendo dritti per facili
rocce ( 40 mt.; II°+, III°) fin sotto l’inizio
della parete ripida (4° con passi di 4°+ ; roccia ottima.
Trovati il 12 giugno ’05 cinque spit per rinvii).
2) Si punta direttamente verso
la "A" su placche aeree costituite di roccia compatta.
Trovato un cordino vecchio e un chiodo per una sosta. 50 m.,
2°, 3°.
3) Continuare a salire dritti
con difficoltà non superiori al 3°+. |
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4) Si giunge sotto la "A" (5 m., 4°, 1C).
5) Attraversare
facilmente a dx raggiungendo un terrazzo erboso(5 m., 2°).
6) Per cengia, con traversata a sx, si arriva alla base della
fessura diedro (7 mt.; 1°),
7) Con scalata entusiasmante su roccia compatta e levigata dall’acqua
si sale il diedro (12 mt., 4°+) continuando sempre dritti
si supera un passaggio più impegnativo arrivando fino
ad una comoda terrazzetta con due ch. di sosta (4 mt.; 5°-).
5) Dalla sosta si sale in verticale qualche metro (5 m., 4°),
spostandosi leggermente poi a dx si supera il camino soprastante
(40 m.; 3°).
6) Si rimonta il tratto più ripido a camino aperto senza
eccessive difficoltà, sostando al suo termine su buonissimi
appigli e punti di assicurazione (20 mt.; 3°).
7) Si riprende a salire all'inteno della fessura-camino, prima
facilmente (20 mt., 3°),
8) Poi con scalata aerea e in spaccata si prosegue fino al suo
termine fin dove la parete soprastante si fa più articolata
(40 mt., 4°,4°+, pass. 5°-, ).
9) Si scala ora
direttamente la parete con buoni appigli fino a raggiungere
la cresta (10 m., 4°-).
10) Continuare
a salire l'aerea cresta con divertente arrampicata per
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arrivare all’anticima (50 mt.
4° con un pass. 4°+).
12) Si deve ora rimontare tutta la
cresta che dall'antecima per facili roccette porta fino a raggiungere
la cresta sud, sull’insellatura fra la cima principale (a
dx.) e l’anticima (a sx.; 150 m., qualche breve pass. di 2°).
Seguire verso dx le tracce di passaggio lungo la cresta, facendo
un po’ di attenzione nell’aggirare alcuni torrioni e
cime secondarie. L’ultima sotto la vetta si aggira sulla sx,
senza scendere troppo.
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DISCESA:
Si esegue lungo la via normale di salita, sul versante ovest,
guadagnando il sottostante Passo
Santner. Discesa non difficile ed abbastanza breve. Dalla
cima si segue la cresta in direzione NO
(ometti e tracce di passaggio), molto facile fin sopra un tratto
più ripido (50 m., 1°).
Conviene scenderlo
sulla dx per terreno ripido ma molto articolato, seguendo l’estro
personale (max. qualche metro di 3°-).Sopra, sul filo della
cresta c’è un chiodo per un’eventuale calata
(consigliato). Si
continua senza troppe difficoltà lungo la cresta o poco
sotto di essa sulla dx fino alla forcella di
cresta più profonda (100 m., 1°), dov’è
un anello cementato. 1° ; 20 mt.
Con una corda doppia di una ventina di metri ci si cala facilmente,
terminando sulla dx del
camino-colatoio, su un ripiano dove vi sono vari chiodi con
cordini e anelli di calata. Si può
anche scendere arrampicando (un breve pass. di 3°-, il resto
2°).2° CD) 20 m. Dall’ancoraggio ci si cala nel
fondo del canale dove si trova il successivo ancoraggio (posto
non troppo spazioso).
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3°
CD) 20 m. Con un’altra doppia lungo il fondo del canale
si arriva al terreno più facile.
Qui, se non ci sono problemi di neve, conviene scendere arrampicando
nel fondo del canale senza
alcuna difficoltà fin sopra il salto iniziale (25 m.,
1°). In caso di neve sulla dx, dietro ad uno piccolo sperone,
vi è un anello cementato (sosta della via normale di
salita).
4° CD) 20 m. Dalla comoda sosta con anello cementato, si
scende fino alle ghiaie basali lungo il camino iniziale.
Ore 1 – 2
dalla cima a seconda delle sicurezze e doppie che si fanno.
Si arriva al Passo
Santner, con il suo ospitale e piccolo rifugio.
Si scende al rif.
Paul Preuss o rif. Vajolet circa 30’-45’minuti.
La
leggenda di "Re Laurino"
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