Gruppo del Catinaccio 2981 m.
“Rosengarten, mitico giardino delle rose
Torri del Vaiolet_olio_g.frison'04 http://www.artsvenive.com

Introduzione: Rosengarten (tedesco), Catinaccio (italiano), Ciadinac (ladino). Il gruppo del Catinaccio si trova fra la Valle di Tires, la Val d'Ega e la Val di Fassa. Domina, anche se distante una decina di km, l'orizzonte orientale di Bolzano. Una delle caratteristiche del Catinaccio è la colorazione rosata che assume al tramonto. Il fenomeno è dovuto alla composizione delle pareti rocciose delle Dolomiti (formate dalla dolomia contenente dolomite, un composto di carbonato di calcio e magnesio). In ladino il fenomeno prende il nome di enrosadira, che letteralmente significa "diventare di color rosa".

Catinaccio d'Antermoia m. 3004, è la cima più alta del gruppo, sovraffollata lungo le sue vie ferrate. Salita per la prima volta nel 1872 dalla guida A. Bernard, C. C. Tucker e T. H. Carson, lungo un percorso che ricalca, a parte i primi 100 m., l'attuale ferrata da Ovest.

Cime principali: Catinaccio d'Antermoia 3004 mt., Cima Catinaccio 2981 mt., Cima Scalieret 2887 mt., Torri del Vajolet 2813 mt., Croda di Re Laurino 2813 mt., Cima Sforcella 2810 mt., Crepe di Lausa 2719 mt., Cogolo di Larsec 2679 mt., Torre Gardeccia 2483 mt., Croda Rossa 2806 mt., Croda Davoi 2727 mt

Ferrate: - via ferrata Catinaccio d'Antermoia - via ferrata Laurenzi - via ferrata Passo Santner - via ferrata del Masarè.

Rifugi: Rifugio Ciampedie 1998 mt., Rifugio Negritella 1950 mt., Rifugio Gardeccia 1949 mt., Rifugio Catinaccio 1946 mt., Rifugio Stella Alpina 1972 mt., Rifugio Vajolet 2243 mt., Rifugio Preuss 2243 mt., Rifugio Re Alberto 2621 mt., Rifugio Passo Santner 2741 mt., Rifugio Passo Principet.2601 m), Rifugio Duca di Pistoia 1774 mt., Rifugio Fronza alle Coronelle 2337 mt., Rifugio Paolina 2127 mt., Rifugio Roda di Vaèl 2280 mt., Capanna M. Pederiva 2275 mt., Rifugio Bergamo 2129 m)t., Rifugio Antermoia 2496 mt.

Escursioni: * giro del Rosengarten dalla malga Ciamin, poi Rifugio Alpe di Tires, Rifugio Fronza alle Coronelle e ritorno alla malga Ciamin (14 ore)
* attraversa il regno di Re Laurino. Si parte dal Rifugio Coronelle, si raggiunge il Rifugio Parete Rossa e il Passo di Carezza (4 ore)

Ascensioni principali:

  1. RODA DE VAEL
    • Eisentecken (par. Ovest)
    • Via Maestri (par. Ovest)
    • Concilio (par. Ovest)
    • Buhl (par. Ovest)
    • Zentralfriedhof (par. Ovest)
    • Dibona (par. Ovest)
    • Rizzi (par. Est)
    • Schroffenegger (par. Est)
    • Virus (par. Est)
    • Plank (par. Est)
    • Nixverdruss (par. Est)
    • Piccola Stella

    CIMA SUD DEI MUGONI
    • Via del Rifugio
    • Eisenstecken (par. Sud)
    • De Franceschi (direttissima par. Sud)
    • Diedro Vinatzer (par S.E.)
    • Via Haupt (par N.E.)
    CIMA SUD DEI MUGONI
    • Via del Rifugio
    • Eisenstecken (par. Sud)
    • De Franceschi (direttissima par. Sud)
    • Diedro Vinatzer (par S.E.)
    • Via Haupt (par N.E.)

    TORRI DEL VAIOLET

    TORRE DELAGO 2790 m - Spigolo "Piáz" (sud-ovest). TORRE WINKLER 2800 m - Diretta "Steger" (parete sud). TORRE WINKLER 2800 m - Fessura "Winkler" (parete s.e. TORRE STABELER 2805 m - Diedro "Fehrmann" (sud))

    PUNTA EMMA 2617 m - Via"Steger" (parete sud-est)PUNTA EMMA 2617 m - Via "Fedele" (parete sud-est) PUNTA EMMA 2617 m - Fessura "Piáz" (nord-est)CIMA CATINACCIO 2981 m - Via "Fantasia"CIMA CATINACCIO 2981 m - Diretta "Steger" (parete sud-est



Tita Piaz "Il diavolo delle dolomiti".

Guido Rey scrisse su Tita Piaz: "Piaz è un'alpinista moderno: una guida che è celebre a trent'anni e che tiene conferenze in città tedesche e scrive sui giornali italiani, una guida che si interessa alla politica e alle questioni sociali, che possiede una bella palazzina in stile nuovo e una motocicletta…degno di essere accanto alle grandi guide che fecero la conquista delle Alpi: diversissimo da queste le quali a me, in suo confronto, sembrano degli antichi". .

Piaz ha aperto una cinquantina di vie nuove, tra cui ben 32 sulle montagne di Fassa

Le tre Torri del Vajolet, teatro delle imprese alpinistiche di Tita Piaz; ai piedi, il Rifugio Re Alberto da lui edificato.
Parete Est del Catinaccio, 1899, in solitaria.
Punta Emma (Catinaccio), 1899, con Emma Dellagiacoma, cameriera del rifugio Vajolet.
Fessura Piaz alla punta Emma, 1899, in solitaria.
Parete NE del campanile di Prà di Toro (Val Montanaia), 1905, con Trier.
Guglia De Amicis (Misurina), 1906, con Trier; ascensione completata mediante un controverso lancio di corda. La guglia fu battezzata De Amicis per motivi patriottici.
Versante Nord del Castellato (Val Montanaia), 1906, con Trier.
Campanile Domegge (Val Montanaia), 1906, con Trier.
Versante SO della Cima Toro (Val Montanaia), 1906, con Trier.
Versante NE della Pala Grande (Val Montanaia), 1906, con Trier.
Parete SO della Torre principale del Vajolet, 1907, con G. Cristophe.
Crepa di Socorda (Catinaccio), 1907, con G. Cristophe.
Parete SE della Torre orientale del Vajolet (Camino Piaz), 1907, con Cristophe, Müller e Kronstein.
Pala Larsè (Larsec, Catinaccio), 1908, con R. Schietzhold e K. Broeske.
Parete Ovest del Totenkirchl (Kaisergebirge), 1908, con Klammer, Schietzhold e Schroffenegger.
Parete Nord della Torre Winkler, 1911, con Kauer, Stephansky e Jori.
Campanile delle Roe de Ciampiè, 1911, con Jori, Schaarschmidt, Sixt e Breir.
Parete Nord della punta Frida (Lavaredo), 1912, con Michelson e Jelinik, contemporaneamente alla cordata di Duelfer e Schaarschmidt.
Parete Nord della cima Tosa (Brenta).
Spigolo NO dello Schenon (Latemar), 1925, con Alberto e Marisa Bonacossa e Virginio Dezulian.
Parete Nord del Catinaccio, 1928, con Dezulian.
Via della galleria sulla parete SO del Sass Pordoi, 1930, con Schebler e Seligmann.
Parete NE della Torre Winkler, 1932, con Sandro del Torso e Fosco Maraini.
Parete Sud del Sass Beccè, 1933, con del Torso.
Via per le fessure dello spigolo Sud del Sass Beccè, 1933, con Marisa Bonacossa e Hulda Tutino Steel.
Parete Sud del Sass de Forca occidentale, 1933, con del Torso.
Parete SO del Sass Pordoi (Via del finestrone ad arco), con del Torso.
Parete SO del Sass de Forca di mezzo, 1933, con del Torso.
Diedro Sud del Sass de Forca orientale, 1933, con del Torso.
Spigolo del pilastro Sud del Sass Pordoi, con del Torso, Furio Piaz e R. Springorum.
Spigolo orientale della Torre Winkler, 1935, con del Torso e Maraini.

La leggenda di Re Laurino

Una delle più suggestive leggende delle Dolomiti, spiega perchè queste montagne, al tramonto si tingono di rosa.
Secondo questa leggenda, sul Catinaccio, laddove oggi si intravede fino a primavera inoltrata una grande chiazza di neve racchiusa in una sorta di catino, si adagiava una volta il giardino di rose di Re Laurino. Ecco perchè in tedesco il Catinaccio si chiama Rosengarten, cioè Giardino delle Rose appunto. Re Laurino regnava su un popolo di nani che scavava nelle viscere della montagna alla ricerca di cristalli, argento ed oro e possedeva altresì due armi magiche: una cintura che gli forniva una forza pari a quella di 12 uomini ed una cappa che lo rendeva invisibile.
Un giorno il re dell'Adige decise di maritare la bellissima figlia Similde e per questo motivo invitò tutti i nobili del circondario ad una gita di maggio, tutti tranne Re Laurino. Questi decise allora di partecipare comunque, ma come ospite invisibile.
Quando sul campo del torneo cavalleresco ebbe modo di vedere Similde, colpito dalla sua stupenda figura, se ne innamorò all'istante, la caricò in groppa al suo cavallo e fuggì a spron battuto. I combattenti si lanciarono subito all'inseguimento per riportare indietro Similde, schierandosi in breve davanti al Giardino delle Rose. Re Laurino allora indossò la cintura, che gli dava la forza di dodici uomini e si gettò nella lotta. Quando si rese conto che nonostante tutto stava per soccombere, indossò la cappa e si mise a saltellare qua e là nel giardino, convinto di non essere visto. Ma i cavalieri riuscirono ad individuarlo osservando il movimento delle rose sotto le quali Laurino cercava di nascondersi. Lo afferrarono, tagliarono la cintura magica e lo imprigionarono.
Laurino irritato per il destino avverso, si girò verso il Rosengarten, che lo aveva tradito e gli lanciò una maledizione: nè di giorno, nè di notte alcun occhio umano avrebbe potuto più ammirarlo. Laurino però dimenticò il tramonto e così da allora accade che il Catinaccio, sia al tramonto sia all'alba, si colori come un giardino di ineguagliabile bellezza.

LINKS:
www.sudtirol.com/rosengarten/ pg1.htm - www.sat.tn.it - www.dolomiti.org

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