CAMPANILE BASSO 2883 m.


L’ELEGANTE E ARDITISSIMA VIA DELLO SPIGOLO FOX

INTRODUZIONE:
Rizieri Costazza, Sandro Disertori, Pino Fox, Luigi Gosler, nell'agosto 1937. aprirono una via sul Campanile Basso tracciando un itinerario di 180 mt. ardito, di eccezionale aleganza, su parete molto verticale ed esposta, che segue lo spigolo Sud poco sopra la parete Pooli, fino in vetta.

Difficoltà : V°+

Dal libro : “Tra il <silenzio delle Pareti" Spigolo Fox di Guseppe Frison.
<<… da tre giorni, sono al rifugio Brentei con gli amici. E' la base per le nostre ascensioni. Abbiamo fatto la normale del Campanile Basso in tre cordate, in libera ho salito la via Videsott alla Cima Margherita.

Con l'amico e compagno di cordata, Luigi Verado, mi sento pronto a salire e affrontare una via di V° , V°+. La sera prima, abbiamo parlato con Bruno Detassis e raccolto i suoi consigli ci vede l'indomani, di mattino presto, inziare l'avvicinamento per andare a salire lo spigolo Fox al Campanile Basso.

Sappiamo che la via sale vicino allo spigolo Sud, su roccia buona, con forte esposizione, con i piedi sempre su piccoli appoggi. Siamo consapevoli delle difficoltà anche suggerite, dalle raccomandazioni di Bruno e Catullo Detassis. Questa è la nostra prima via con difficoltà elevate, ma siamo sicuri che ce la faremo. Allacciamo gli scarponi ben stretti all'attacco della via normale, e dopo aver superato in velocità la parete Pooli per la brevità nell'impiegare ad arrivare all'attaco dove inizia la via dello spigolo Fox comprendiamo di essere all'altezza di proseguire sicuri per affrontare la salita. Pulisco la punta degli scarponi e dopo aver superato una verticale parete , mi troovo a salire quasi sul filo dello spigolo. Lo sguardo sia a dx , a sx, in basso, vede solo voragine. Ricordo le parole di Emilio Comici, dopo aver salito lo Spigolo Giallo, della Cima piccola di Lavaredo:"
“Ho superato lo Spigolo Giallo, compiendo l'arrampicata più aerea, esposta che si possa immaginare: perchè lo spigolo è veramente affilato come un tagliamare, un aratro, una spada, e continuamente strapiomba, e il vuoto incombe non solo sotto l'arrampicatore, ma a destra e a sinistra, e lo sguardo non si riposa più sulle rocce, ma continuamente si perde nell'aria” (Emilio Comici).

Giuseppe Frison.

Accesso all'attacco:

Dal rif. Brentei, situato nella parte alta della Val Brenta su di un ampio terrazzo erboso, si prende il sentiero 318 in direzione del rif. Pedrotti, salendo su morena e poi su facili roccette (tratti attrezzati) fino quasi al nevaio sotto la Bocchetta di Brenta. Si prende tracce di sentiero che porta a sx verso una scala ferrata, dove inizia il famoso Sentiero delle Bocchette. Attenzione!!! Mettersi il casco in testa ancor prima di arrivare!!!.Caduta sassi. Si segue il sentiero attrezzato per la cengia e salti di roccia anch'essi attrezzati che portano verso la Bocchetta del Campanile Basso, nelle cui vicinanze, si trova l'attacco della via Normale. Arrivati alla Bocchetta del Campanile Basso, si lascia il Sentiero delle Bocchette calandosi per qualche mt. verso sx, poi. Si risalgono delle rocce facili fino ad arrivare ad uno spiazzo detritico. 1a sosta attrezzata (2 fittoni con catena ed anellone di calata) della via Normale. Dal rif. Pedrotti si sale in breve il sentiro lastricato per la Bocchetta di Brenta 2552 mt. Ci si porta sul versante opposta e scendendo in pochi minuti si arriva all'attacco della scala per il sentiero centrale delle Bocchette.

DESCRIZIONE

1° tiro:
Salire alcune rocce facili per arrivare alla base di un camino/fessura obliquo verso dx che. Salire questa, fino ad un comodo terrazzo alla base dell'impressionante e gialla parete Pooli. Sosta 2 fittoni cementati con catena ed anello di calata.
55 mt., III°+, 1 ch. Possibile sosta intermedia. 3 ch. +cordini.

2° tiro:
Affrontare direttamente la verticale parete. Si raggiunge una minuscola cornice, per mezzo di questa, si traversa per circa 5 mt. verso dx guadagnando un ballatoio posto sullo spigolo tra le pareti Sud ed Est. Sosta 2 ch. 30 mt., IV°+, IV°, 5 ch.

3° tiro:
Raggirare lo spigolo a dx e poi salire diritti abbandondo la via Normale: Si arrampica lungo il filo dello spigolo, piegando progressivamente verso dx, per guadagnare più in alto la sosta 2 ch. con fettucce. 50 mt., III°, IV°, 1 Sosta di calata.

4° tiro:
Noi abbiamo arrampicando quasi vicino al il filo dello spigolo come l'itinerario dei primi salitori. Arrampicata delicata su roccia verticale e povera di appigli. Sosta aerea 1 ch.V°-

Invece, quasi tutte le cordate, salgono salendo il camino giallastro situato sulla dx. Sosta alla sua base.Chiodi.
25 mt., IV°, IV°+, 1 sosta intermedia (2 chiodi).

5° tiro:

Si continua a salire senpre un po a dx dello spigolo, sempre su roccia verticale, un pò più articolata, ma leggermente strapiombante Ch. V°
Oppure, dalla variante del 4° tiro, superare il "Camino Scotoni" sino ad uscire sullo Stradone Provinciale. Sosta su l'ancoraggio delle calate. 30 mt., IV°, IV°+, 2 chiodi.

Per prendere lo spigolo spostarsi a sx.

6° tiro:
Si supera direttamente la parete. Tenersi a dx. 1/2 mt. - 1 mt. a dx dello spigolo con arrampicata stupenda, appigli e appoggi minuti ma buoni, roccia ottima, fino ad arrivare alla sosta 5 ch. +clessidra in prossimità di una piccola nicchia gialla. 30 mt., V°+, VI° oppure A0, V°+, 8 ch. Eventualmente sosta intermedia 3 ch.

7° tiro:
Si supera un piccolo strapiombo a dx della sosta, per obliquare poi a dx in direzione di un diedro inclinato. Lo si sale fino al suo termine. Sosta 3 ch. alla base di una piccola placca. 50 mt., V°, IV°+, 7/8 chiodi.

8° tiro:
Superare la placca sopra la sosta. Vincere un piccolo strapiombo e obliquare a sx per raggiungere una placca nera. Si oltrepassa un altro piccolo strapiombo e per mezzo un diedro, con fantastica arrampicata, si raggiungere la sommità del campanile. Sosta su di un masso addossato alla parete 1 ch. 50 mt., IV°+, V°, III°+, 3 ch.

La cima del Campanile Basso è vasto pianoro largo 15-20 metri. E' presente una campana tubolare storica. Qui ci si gode la vittoria e il magnifico panorama . 25 Mt., II°

 

DISCESA :
VEDI: Via normale al Campanile Basso.

Discesa
Dalla cima portarsi verso sud in direzione del val di Brenta. Intaglio, con un anello di calata.
Con 2 calate da 55 mt. (oppure 4 più brevi) si giunge allo Stradone Provinciale, lo si percorre interamente verso sinistra (viso a monte) fino al successivo ancoraggio.
3a. calata (40 mt.) porta, giù, dallo Stradone.
4a. calata: circa 25 mt. fino alla cengia. Percorrere la cengia verso sinistra (viso a monte) per 10-15 metri fino ad un'altra sosta attrezzata posta sopra la parete Pooli.
5a. calata: 40 mt. (alcuni metri nel vuoto) fino aa arrivare alla base della parete Pooli. Ci sono due anelli cementatti, per la calata.
6a. calata: 40 mt. all'ampio terrazzo dove attacca la via Normale.
7a. calata: l'ultima doppia di 20 metri conduce poco sotto la bocchetta del Campanile Basso.
S raggiuge la bocchetta per prendere il sentiero n. 305, conosciuto con il nome di "Sentiero delle Bocchette", fino al suo termine. Da qui si scende per il sentiero 318 verso il rifugio Brentei e quindi si continua fino ad arrivare al parcheggio accanto al rifugio Vallesinella.

 

Curiosità:
Dal libro "Il Campanile Basso - Storia di una montagna" di Marino Stenico e Gino Callin:
Il 7 agosto del 1937 è un'altra data storica per il Campanile Basso. Entra in scena infatti un forte alpinista roveretano: Pino Fox.
Si trova al Rifugio Pedrotti con alcuni valenti alpinisti trentini: Rizieri Costazza, Alessandro Disertori e Luigi Golser. Decidono assieme di salire il Campanile Basso lungo l'inviolato spigolo sud-est.
Fox non si apprestava certo per la prima volta al bel campanile. Aveva percorso e ripercorso molte vie di salita, dalla "normale", alla "Fehrmann", alla "Preuss".
Già, poiché il "Basso" egli dice "era il sogno di tutti gli alpinisti di allora". Con Bruno Detassis aveva parlato più volte di quello spigolo: la loro conclusione era stata una sola: "Una salita di eccezionale bellezza".
E Fox aveva tutte le carte in regola per tentarla.
Alla base del campanile ci fu qualcuno che cominciò a nicchiare, evidentemente non troppo convinto dell'idea di avventurarsi su quell'affilato spigolo. Fox però mise subito fine alla discussione con un tono che non ammetteva replica: "Si va e basta!".
Nessuno più fiatò e i quattro, Fox in testa, iniziarono l'arrampicata superando i duecento metri di salita con nove chiodi.
Il principale protagonista riservò all'impresa un commento quanto mai lapidario: "Difficili soprattutto i primi quaranta metri, ma poi la parete diventa sempre più accessibile pur richiedendo una certa capacità di equilibrio..."-
L'ascensione comunque è valutata di quinto grado superiore. Il giudizio espresso da Fox mette in luce la modestia di questo alpinista le cui capacità sono evidenziate da un brillante curriculum in cui fanno spicco ascensioni come la Punta Iolanda con Friederichsen e Cottafari, la parete sud-est della Cima d'Ambiez con Marino Stenico, un'arrampicata di 10 ore definita "eccezionale per eleganza ed arditezza" da Castiglioni, la Cima Rocchetta nelle Alpi di Ledro, ancora con Stenico. una salita con le rocce a strapiombo sul lago di Garda che Fox ritenne "la più difficile della sua vita".
www.dolomitibrenta.it - www.enrosadira.it/brenta/itinerari.htm - www.sat.tn.it

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