CIMA PICCOLA DI LAVAREDO m. 2857
VIA DELLE GUIDE
PER PARETE EST: A. WITZENMANN, S. INNERKOFLER, 1904
PER PARETE NORD: H.HELVERSEN, S. INNERKOFLER, 1890
PREFAZIONE:
VIA BELLISSIMA, ASCENSIONE, COMBINATA DA DUE VIE, ASSOCIATE IN EPOCHE DIVERSE. LA PARTE INIZIALE SALE PER LA BELLA E SOLARE PARETE EST DELLA CIMA PICCOLA, CON ROCCIA OTTIMA, E PORTA ALL'INSENATURA DELLA FORCELLA DI FRIDA. DA QUI SI SALE, IL CAMINO, HELVERSEN, SU ROCCIA MAGNIFICA, IN COSTANTE ESPOSIZIONE E CON NOTEVOLI DIFFICOLTA' FINO IN CIMA.
L'HO SALITA NEL 1972 CON GLI SCARPONI RIGIDI IN CORDATA CON L'AMICO LUIGI; NEL 1998, IN LIBERA CON LE SCARPETTE, ACCOMPAGNATO DA UNA GIONATA STUPENDA CON IL CIELO BLU COBALTO.

Giuseppe Frison

SALITA:
DAL RIFUGIO LAVAREDO 40 m. SALENDO FATICOSAMENTE IL GHIAIONE FINO ALLA BASE DELLO SPIGOLO GIALLO.
SI SALE PER I PRIMI 20m., FACILI, DELLA CENGIA FINO AD UN CHIODO (SOSTA). SI GIRA UNO SPIGOLETTO A CARPONI, GIUNGENDO AD UN FORTE RESTRINGIMENTO DELLA CENGIA (5m., 2°). LO SI SUPERA CON TRAVERSATA DELICATA. TRATTO ESPOSTO. SI SEGUE ORA LA GENGIA CON MINORE DIFFICOLTA' FIN SOTTO AD UNA PARETINA, NERA, INCISA DA DUE FESSURE. SI SALE LA FESSURA DI DESTRA (5m., 5°-), SI TRAVERSA QUALCHE METRO A SINISTRA SOTTO UN PICCOLO STRAPIOMBO. LO SI SUPERA SUL BORDO SINISTRO ARRIVANDO A ROCCE PIU' FACILI, CHE SI SALGONO DIRETTAMENTE, FINO AL BORDO INFERIORE DELLA CONCA ROCCIOSA DELLA PARETE EST DELLA PICCOLA (15m., 3°).
SI PUNTA A DESTRA ALLA BASE DELLA FACILE RAMPA CHE SALE DIAGONALE ALLA PUNTA FRIDA.
SI SALGONO LE ROCCETTE DELLA RAMPA. A SINISTRA DI UNA PROFONDA FESSURA, SI LASCIA LA FESSURA TRAVERSANDO A DESTRA E PER TRACCE SEGNATE CON OMETTI E DETRITI SI SALE FINO A CHE LA RAMPA S'ESAUIRISCE SOTTO LA VERTICALE DELLA PUNTA FRIDA (OMETTO). SI ATTRAVERSA VERSO SINISTRA PER CIRCA 30 m., PER POI CAMMINARE SU SENTIERO, CON NUMEROSI DETRITI, FINO ALLA FORCELLA FRIDA. (CIRCA 180m., DI 1° E 2°).
SI SALE LA PARTE SINISTRA DELLA PARETE NORD DELLA CIMA PICCOLA VERSO UNA PARETINA GRIGIA. SI SCALA LA PARETINA IN CORRISPONDENZA DELLA FESSURA CHE LA INCIDE, CON UN DIFFICILE SPOSTAMENTO INIZIALE (4°), FINO AD UN TERRAZZINO, ALLA BASE DEL CAMINO-DIEDRO. SI ENTRA IN QUESTO E LO SI SALE NEL FONDO, SU ROCCIA BELLISSIMA, USCENDO ALLA SUA FINE SU UN BUON TERRAZZO (SOSTA; 4°+, 4° PER 40 m.). SI SCALA LA BELLA PARETE GRIGIA E DOPO SEI METRI CIRCA CI SI PORTA LEGGERMENTE A DESTRA, PORTANDOSI VERSO L'INIZIO DEL CAMINO CHE SALE DIRETTAMENTE IN VETTA (4°+ PER 30 m.). SI SALE DIRETTAMENTE IL CAMINO CON UN'ENTUSIASMANTE ARRAMPICATA. DOVE IL CAMINO SI CHIUDE, LO SI RISALE IN SPACCATA ALL'ESTERNO. PORTARSI SUL BORDO DESTRO DOVE UN MASSO LO OCCLUDE. SI SALE UNA GRIGIA, DIFFICILE PARETINA A DESTRA DEL SOLCO, RIPORTANDOSI IN SPACCATA NEL CAMINO, RAGGIUNGENDO LA SOSTA (35m., DI 4°, 4°+, 5°-). SI PROSEGUE IL CAMINO-DIEDRO, TENEDOSI SUL BORDO DESTRO. POCO SOPRA IL DIEDRO PIEGA A SINISTRA E SALE, MENO PRONUNCIATO, DIRETTAMENTE IN CIMA. SI ARRIVA AD UNA BIFORCAZIONE; SI PROSEGUE PRENDENDO IL RAMO DI SINISTRA VERSO UN INTAGLIO DELLA CRESTINA SOMMITALE, SOSTANDO QUALCHE METRO SOTTO LO STESSO, IN UNA SPECIE DI ANTRO (40m., DI 4°+). DALL'ANTRO SI SALE UNA BREVE FESSURA CHE CONDUCE ALLA CRESTA SOMMITALE.
SI ATTRAVERSA IN SPACCATA L'INTAGLIO DOVE ESCONO DAL VERSANTE NORD IL CAMINO DI DESTRA E PER UN CAMINETTO SUPERFICIALE SI ARRIVA IN VETTA. LOCCIA FINALE E' COPERTA DI LICHENI ROSSI. (25 m., DI 4°).

DISCESA:
DALLA VETTA SI SEGUE PER BREVE LA CRESTA VERSO LA CIMA GRANDE, SCENDENDO POI DUE METRI NEL CAMINO ZSIGMONDY, DOVE SI TROVANO I PRIMI SPIT DI CALATA. CON TRE CALATE DA 25 M., SI RAGGIUNGE LA SPALLA DEL MONTE. DA QUI SI SCENDE SUL VERSANTE OVEST, TROVANDO NUOVI ANELLI PER LE DOPPIE FINO A SCENDERE ALLA FORCELLA DELLA PICCOLA. PER CANALOLE CI SI RIPORTA ALLE GHIAIE DELL'ATTACCO (1,30/2 ORE DALLA VETTA).


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