CROZZON DI BRENTA 3153 m.

“LA VERTIGINOSA VIA PER IL PILASTRO DEI FRANCESI”

INTRODUZIONE:
JEAN FRÉHEL E DOMINIQUE LEPRINCE.RINGUET, 4 AGOSTO 1965. QUESTO ARDITO ITINERARIO, NOTO COME “ PILASTRO DEI FRANCESI “, SUPERA QUEL PILASTRO ARROTONDATO FRA IL DIEDRO NNE E LA CONCAVITA’ DELLA PARET NE. ARRAMPICATA INTERAMENTE LIBERA MOLTO BELLA, ESPOSTA ED ELEGANTE, SU ROCCIA MAGNIFICA.
BUONI I PUNTI DI SOSTA. DISLIVELLO CIRCA 830 M; CHIODI ATTUALMENTE INFISSI CIRCA 20 M ESCLUSI QUELLI DI SOSTA ( I PRIMI SALITORI NE USARONO 13 ). DIFFICOLTA’ : VI°-, CONCENTRATE NELLA PARETE CENTRALE.

DAL LIBRO: “TRA IL SILENZIO DELLE PARETI”.
<<…SONO ANCORA CON GLI OCCHI, SEMICHIUSI, CHE IL GRANDE DETASSIS, MI CHIEDE SE ABBIAMO ANCORA L’INTENZIONE DI FARE IL PILASTRO AL CROZZON.
SONO DA SETTE ANNI CHE MI CONOSCE CON IL SOPRANOME DEL “VENESIA” E DA SETTE ANNI, CON LA SUA SAGGIA CALMA, MI DA DEI CONSIGLI IN OGNI ASCENSIONE CHE FACCIO.
ANCHE SE HO UNA CERTA ETA’, HO IL PROFONDO CONVINCIMENTO DI POTER EFFETTUARE TALE VIA. LE LUMINOSE PAROLE CHE ACCOLGO CON UN SORRISO, DEL BRUNO, SONO INGREDIENTI IDEALI, PER POTER SALIRE, CON SICUREZZA E CLASSE.
SICURAMENTE MI TERRA’ D’OCCHIO E QUESTO MI INFONDE TRANQUILLITA’.
SIAMO FUORI DAL RIFUGIO CON L’EQUILIBRIO GIUSTO PER AFFRONTARE LA VIA, IL MIO CORPO E’ LIBERO DALLE ASPERITA’ DELLA VALLE PRONTO A SPAZIARE SUL PILASTRO CON LA SUA PARETE DI 850 METRI D’ALTEZZA…>>.

Giuseppe Frison.

ACCESSO:
SI ATTACCA LO ZOCCOLO DELLA PARETE PER LA VARIANTE CASTIGLIONI.

DESCRIZIONE:
SI SALE 100 M ( III°+, IV° ) FINO AD UNA ZONA DI TERRAZZO, POI SI TRAVERSA SALENDO VERSO DESTRA. SI PASSA SOTTO UN DIEDRO GIALLO STRAPIOMBANTE, SI AGGIRA UNO SPIGOLO, E SEMPRE SALENDO VERSO DESTRA, SI ARRIVA AD UNA TERRZZA SITUATA 60 M SOTTO UN CARATTERISTICO TETTO GIALLO ( II° E III° ), SUL FIANCO DESTRO DELLO SPERONE.
SI SUPERA VERSO SINISTRA, IL CAMINO STRAPIOMBANTE, CHE DOMINA LA TERRAZZA ( IV°+ ) E SI CONTINUA DIRITTO FINO AD UNA COMODA CENGIA ( III° ), ALLA BASE DI UNA PARETE CON DEI TETTI SULLA SINISTRA.
SI TRAVERSA QUALCHE METRO A DESTRA; SI SALE PER UNA SOTTILE FESSURA, SI TRAVERSA DI NUOVO 2M. A DESTRA ( CH. ) E SI SALE DIRITTO FINO AD UNA GRANDE LAMA STACCATA, ALL’ ALTEZZA E A DESTRA DEL TETTO ( 30 M, IV°- ; 5 CH. ).
TRAVERSARE DUE METRI A SIN. VERSO UN PICCOLO DIEDRO STRAPIOMBANTE E SUPERARLO ( 15 M, A1, 2 CH., V°; SI PUO’ ANCHE SALIRE PIU’ A DESTRA UNA PLACCA CON APPIGLI MINIMI, PER ENTRARE NEL DIEDRINO VERSO LA SUA FINE: NESSUN CHIODO ).
SI CONTINUA DIRITTO FINO AD UNO STRAPIOMBO GIALLO CHE SI SUPERA PIEGANDO LEGG. VERSO DESTRA ( VI°-, 2 CH. ) E SI ROSEGUE OBLIQUANDO VERSO SIN. ( IV°+ ) A UNA PRIMA CENGIA ( 30 M ).
SI SALE PER MEZZA LUNGHEZZA ( II°+ ) AD UN BUON PUNTO DI SOSTA. INNALZARSI QUALCHE METRO, POI TRAVERSARE A SIN ( 1CH. ) E AGGIRARE UNO SPIGOLO PER PORTARSI SOTTO UN DIEDRO VERTICALE, SOVRASTATO DA DUE PICCOLI STRAPIOMBI.
SALIRLO CON BELLISSIMA ARRAMPICATA ( 38 M, 1 CH. ,V°+ ). SI CONTINUA LEGG. VERSO DESTRA LUNGO UNA FESSURA ( IV°+, III°+ ), CI SI SPOSTA 2 M A DESTRA OLTRE UN TERRAZZINO.
SI SALE IN UN DIEDRINO FINO A UN PICCOLO PUNTO DI SOSTA, SOPRA UN PILASTRINO ( 35 M, IV°+, V°, 1 CH. ).
DOPO QUALCHE METRO A DESTRA SI SUPERA DIRETTAM. UN TRATTO QUASI STRAPIOMBANTE ( CH. ) E OBLIQUANDO A SIN. SI ARRIVA A UNA COMODA CENGIA ( 35 M, V°+, VI°-, 2 CH. ).
SI PERCORRE LA CENGIA ALCUNI METRI A SINISTRA E SI SALE UN DIEDRO, ALL’ INIZIO VERTICALE ( 35 M, V°- , IV° ,III° ), CHE PORTA AD UNA TERRAZZA, DA DOVE, SI VEDE IL CANALE A SINISTRA DEL PILASTRO.
SI TRAVERSA IN SALITA CIRCA 35 M A DESTRA ( III°+, IV° ). DA QUI SI SALE DAPPRIMA LEGG. VERSO DESTRA, POI DIRETT. PER ALCUNE LUNGHEZZE DI CORDA, SU BUONA ROCCIA GRIGIA ( IV°, III°+ ), PER IL PILASTRO, FINO A RAGGIUNGERE LA SOMMITA’ DELLO SPIGOLO NORD E LA FACILE E LUNGA CRESTA CHE PORTA IN VETTA (CIRCA: ORE 8-10 ).

DISCESA :
DALLA VETTA (BIVACCO CASTIGLIONI; www.dolomitibrenta.it), SI SCENDE PER RIPIDA PARETE NEL PRIMO, PROFONDO, INTAGLIO (POSSIBILITA’ PER CORDA DOPPIA).
PER CENGE, SI SCENDE VERSO DESTRA, SULLO SPIGOLO DELLA CIMA DI MEZZO E SI SALE PER CRESTA IN VETTA.
SI SCENDE AL SECONDO INTAGLIO, PIU’ STRETTO DEL PRIMO E, SPOSTANDOSI POI QUALCHE METRO A SINISTRA, SULLA RIPIDA PARETE, SI SALE DRITTI ALLA SOMMITA’ DELLA PRIMA CIMA O CIMA SUD.
SI SCENDE PER ROCCE GRADINATE ALL’INTAGLIO SUCCESSIVO E PER UN CANALINO (POSSIBILITA’ DI NEVE), CI SI ABBASSA DI CIRCA 50 METRI A DESTRA, VERSO UNA STRETTA CORNICE CHE PERMETTE DI USCIRE SULLO SPIGOLO E DI CONTINUARE AL DI LA’ PER UNA CENGIA COPERTA. TRAVERSARLA ORIZZONTALMENTE, SUL LATO OVEST, PORTANDOSI ALLA FORCELLETTA CHE DIVIDE I MASSICCI DEL CROZZON E DELLA CIMA TOSA.
SI SCENDE ALLA FORCELLETTA, PER UN CARATTERISTICO GENDARME; SUL VERSANTE OVEST. SI SALE LO SPIGOLO PER CIRCA 80 METRI, FINO A 2 METRI SOTTO LA SUA CIMA, DA DOVE SI RAGGIUNGE IN CRESTA VERSO DESTRA, L’ULTIMO INTAGLIO.
SUPERANDO UNA PARETINA DI 15 METRI, SI ESCE SULLA NEVE, DELLA CALOTTA SOMMITALE DELLA CIMA TOSA (2 ORE, CIRCA).
DALLA CIMA TOSA SI SCENDE (VEDI PER TRACCE E OMETTI; SENTIERO n° 77/a) IN MENO DI 2 ORE AL RIFUGIO PEDROTTI ALLA TOSA.

LINKS:
www.parcoadamellobrenta.tn.it - www.salvaterra.biz/frameermanno/home.html - www.sat.tn.it

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