CROZZON DI BRENTA 3135 m
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L’ELEGANTE “VIA DELLE GUIDE”

INTRODUZIONE :
BRUNO DETASSIS E ENRICO GIORDANI, 2 AGOSTO 1935.
LA VIA SUPERA LA COMPATTA MURAGLIA DEL CROZZON, SEGUENDO NEL TRATTO MEDIANO QUELLA DI DESTRA DELLE DUE EVIDENTI STRISCE NERE CHE CARATTERIZZANO LA PARETE EST-NORD-EST. ITINERARIO LOGICO, IN ARRAMPICATA LIBERA, UNO DEI PIU’ INTERESSANTI E NOTI NON SOLO DEL GRUPPO DI BRENTA. L’ ARRAMPICATA E’ MOLTO BELLA E SOSTENUTA NEL TRATTO MEDIANO, SU ROCCIA OTTIMA E COMPATTA.
DISLIVELLO C. 800 M; DIFFICOLTA' V°+.


DAL LIBRO: “TRA IL SILENZIO DELLE PARETI”.
<<…CON BRUNO DETASSIS, NELLA SUA CASA, A MADONNA DI CAMPIGLIO ABBIAMO RIEVOCATO I RICORDI E IL PERIODO CHE AVEVO TRASCORSO AL SUO RIFUGIO TRA IL 1970 - ’77. A SETTEMBRE D’OGNI ANNO, PERNOTTAVO AL RIFUGIO PER 20 GIORNI E QUINDI CON BRUNO E SUO FRATELLO CATULLO SI ERA INSTAURATA, SIMPATIA E AMICIZIA RECIPROCA.
DUE GIORNI PRIMA, AVEVO PORTATO, AL RIFUGIO, UN QUADRO AD OLIO, NEL QUALE AVEVO DIPINTO IL CAMPANILE BASSO.
SUO FIGLIO CLAUDIO, SOLERTE LO AVEVA FATTO RECAPITARE IMEDIATAMENTE .
HA VOLUTO SAPERE IN CHE MODO ARRAMPICAVO E SE LA TECNICA ERA PRETTAMENTE ALPINISTICA. GLI STAVO RISPONDENDO MA CON UN GESTO MI INTERROMPE E RIPRENDE LA PAROLA: “VEDI - VENESIA - NON HO NULLA CONTRO L’ARRAMPICATA DI MODA.
MI HAI CITATO NOMI FAMOSI, MA COME LA MODA, LE LORO VIE TRACCIATE RIMARANNO CON IL TEMPO SENZA RIPETITORI, MENTRE LE NOSTRE, NON VERRANNO MAI SCORDATE, PERCHE’ SE ALLENATI E PREPARATI SONO A PORTATA DI TUTTI.
ANCHE SE NON ARRAMPICO PIU’ IL MIO CUORE E’ SULLE PARETI, AL MIO RIFUGIO, SULLE MIE MONTAGNE E CONOSCO GIOVANI COME TE, CHE PER IL LAVORO, PER CAUSE LOGISTICHE, PER LA FAMIGLIA, NON POSSONO ALLENARSI PER STARE A PARI PASSO CON LA MODA, MA QUANDO SI MUOVONO DANNO TUTTO LA LORO ENERGIA E NATURALEZZA, SULLA PARETE, DA TRACCIARE INTINERARI PIU’ CHE INTERESSANTI”.
SONO PERPLESSO NELL’ASCOLTARLO PER LA SUA LUCIDITA’ E SERIETA’ NEL PARLARE.
L’ARCANA GUIDA MI RIFERISCE CHE NELL’88 HA COMPIUTO LA SUA ULTIMA ARRAMPICATA, SCALANDO IL BASSO E DECIDENDO, CON QUELL’ ASCENSIONE, DI RITIRARSI DALL’ATTIVITA’ ALPINISTICA. SI ALZA E MI MOSTRA IL MIO QUADRO APPESO ALLA PARETE.
EGLI E’ RIMASTO SCEVRO DALLE ULTIME METODICHE, DAL SISTEMA MODERNO. NEI SUOI OCCHI, NEL SUO ESPRIMERSI COLGO L’ARDORE PER LE SUE MONTAGNE…>>

Giuseppe Frison.

ACCESSO :
DAL RIFUGIO BRENTEI SI ARRIVA SUL NEVAIO ALLA BASE DELLA PARETE. SI CONTINUA VERSO SININISTRA, OLTRE LO SPERONE, E SI SALE VERSO IL CANALONE DELLA TOSA FINO A CIRCA 40 M. OLTRE IL CAMINO DELLA VIA PREUSS ( ORE 1:10 ).

DESCRIZIONE :
L’ ATTACCO E’ INDICATO DA UN SEGNO ROSSO.
SI SALE IN UNA FESSURA ( ALL’ INIZIO V°), SI PROSEGUE SU UNA PLACCA, LA QUALE SOPRA, FORMA UN DIEDRO CHE SI INNALZA DIRITTO. SI SUPERA TUTTO IL DIEDRO ( 5 LUNGHEZZE, III° E IV°+ ), FIN DOVE SI CHIUDE CONTRO LA PARETE. DOPO UNO SPOSTAMENTO DI QUALCHE METRO A SINISTRA, (SI PUO’ STARE ANCHE NEL DIEDRO ) CON UN’ ALTRA LUNGHEZZA SI ARRIVA AD UNA PRIMA CENGIA CHE TAGLIA TUTTA LA PARETE.
SPOSTARSI UN PO’ A SIN. E DA 1 CH. SALIRE PER UNA LUNGHEZZA SU UN PILASTRO ( V°*, MOLTO BELLO ). SI RAGGIUNGE UN CAMINO LEGGERMENTE OBLIQUO A SINISTRA.
SALIRLO COMPLET. ( IN ALTO: MASSO INCASTRATO CHE FORMA FINESTRA ) PER ARRIVARE AD UNA SECONDA CENGIA ( 2 LUNGHEZZE, IV°+ ). SI E’, ALLA BASE DELLE DUE STRISCE NERE PARALLELE CHE SEGNANO LA PARETE CONVESSA: LA VIA PROSEGUE SULLA STRISCIA DI DESTRA CON DIFFICOLTA’ MOLTO SOSTENUTE. SPOSTARSI 5 M A DESTRA E PRENDERE UNA FESSURA OBLIQUA CHE SALE A SIN (SOSTA SU CENGIA). SI SALE ORA, DIRITTI, PER 2 LUNGHEZZE, PER RAGGIUNGERE UNA TERRAZZA DETRITICA SITUATA C. 15 M SOTTO UN EVIDENTE GRANDE TETTO ( IN QUESTO TRATTO DIVERSI CHIODI PIU’ A DESTRA SONO FUORI VIA ! ). DALLA TERRAZZA SI SALE 5 M A UN’ESILE CENGIA.
SI TRAVERSA 4 M A DESTRA, POI SI SALE SU PARETE NERA OBLIQUAMENTE A SIN ( VI°- ) FINO AL DIEDRO SITUATO SUBITO A DESTRA NEL DEL GRANDE TETTO. DA UNA NICCHIA SI ESCE A DESTRA E SI SALE PER 40 M. SI OBLIQUA LEGGERM. A SIN. A UN ALTRO DIEDRO, SOPRA IL QUALE SI ARRIVA AD UN TERRAZZINO, DA DOVE LA PARETE SI INCLINA E DIVENTA MENO DIFFICILE. SALENDO 50 M SI GIUNGE A UNA TERRZZA CON NICCHIA ROSSASTRA. SI DEVONO ORA SUPERARE ALTRI 80 M DI ROCCE RIPIDE,NERE E SPESSO BAGNATE; I PRIMI 40 M STRAPIOMBANTI VENGONO GIRATI A DESTRA ( IV°; OPP. A SIN. ); GLI ALTRI 40 M SI SUPERANO DIRETTAM. E PORTANO SU ROCCE FACILI. POI SI PROSEGUE DIRITTO SENZA VIA OBBLIGATA ( ROCCE ROTTE ) PER C. 170 M E SI ARRIVA IN CIMA ( ORE 7-9 DALL ‘ ATTACCO).

DISCESA :
DALLA VETTA (BIVACCO CASTIGLIONI; www.dolomitibrenta.it), SI SCENDE PER RIPIDA PARETE NEL PRIMO, PROFONDO, INTAGLIO (POSSIBILITA’ PER CORDA DOPPIA).
PER CENGE SI SCENDE VERSO DESTRA SULLO SPIGOLO DELLA CIMA DI MEZZO, E SI SALE PER CRESTA IN VETTA.
SI SCENDE AL SECONDO INTAGLIO, PIU’ STRETTO DEL PRIMO E, SPOSTANDOSI POI QUALCHE METRO A SINISTRA, SULLA RIPIDA PARETE, SI SALE DRITTI ALLA SOMMITA’ DELLA PRIMA CIMA O CIMA SUD.
SI SCENDE PER ROCCE GRADINATE ALL’INTAGLIO SUCCESSIVO E PER UN CANALINO (POSSIBILITA’ DI NEVE), CI SI ABBASSA CIRCA 50 METRI A DESTRA, VERSO UNA STRETTA CORNICE CHE PERMETTE DI USCIRE SULLO SPIGOLO E DI CONTINUARE AL DI LA’ PER UNA CENGIA COPERTA. TRAVERSARLA ORIZZONTALMENTE, SUL LATO OVEST, PORTANDOSI ALLA FORCELETTA CHE DIVIDE I MASSICCI DEL CROZZON E DELLA CIMA TOSA.
SI SCENDE ALLA FORCELLETTA, PER UN CARATTERISTICO GENDARME; SUL VERSANTE OVEST SI SALE PER CIRCA 20 METRI UN CANALE GHIACCIATO E SI TRAVERSA A DESTRA SU CENGIA PER 40 METRI, FINO AD UNA PICCOLA SPALLA DELLO SPIGOLO, CHE SCENDE DA UNA TORRE.
SI SALE LO SPIGOLO PER CIRCA 80 METRI, FINO A 2 METRI SOTTO LA SUA CIMA, DA DOVE SI RAGGIUNGE IN CRESTA VERSO DESTRA L’ULTIMO INTAGLIO.
SUPERANDO UNA PARETINA DI 15 METRI SI ESCE SULLA NEVE DELLA CALOTTA SOMMITALE DELLA CIMA TOSA (2 ORE, CIRCA).
DALLA CIMA TOSA SI SCENDE (VEDI PER TRACCE E OMETTI; SENTIERO n° 77/a) IN MENO DI 2 ORE AL RIFUGIO PEDROTTI ALLA TOSA.

LINKS:
www.valdimello.it/top/top.asp - www.trentino.to/NewApt/pages/i/ambiente/dolomiti.htm - www.sat.tn.it

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