TORRE VENEZIA 2337 m.

“Via TISSI"

"La diretta e bellissima via classica lungo la parete Sud della Torre Venezia"

www.paretiverticali.it

" Chi ha esperienza di montagna sa quanto sia importante avvistare da lontano la sagoma indistinta di un rifugio alpino, del rifugio programmato come "tappa" della propria escursione, significa provare la soddisfazione d'essere quasi arrivati, pregustare una bevanda dissetante , un piatto caldo, un bicchiere di vino e il riposo su un rustico letto d'alta quota, ma vuol dire anche anticipare in cuore il piacere dell'accoglienza, di un sorriso semplice che ti viene da chi conosce la fatica della salita, da chi sa che cosa significhi amare l'alpinismo"

Tratto da Guida
ai rifugi del Trentino
Azienda promozione Turistica del Trentino

Prefazione:
Aperta da : Attilio Tissi, Giovanni Andrich e Attilio Bortoli il 28/08/1933.
Sale lungo la parete sud della Torre Venezia per un dislivello di 460 mt e si sviluppa per 590 mt. su roccia ottima. Per il suo tracciato, perfettamente diritto e logico, è la direttissima dell aTorre Venezia e ne diventa di conseguenza una via classica.

La via si può dividere in tre parti.

1a parte: si svolge lungo uno zoccolo iniziale dove spesso il percorso non è obbligato... anche per via delle numerose varianti (ed attacchi diretti) che sono stati aperti. 2a parte; è composto dal "tiro del traverso" che secondo numerose guide rappresenta il tratto chiave. 3a parte: salita lungo dei camini e dei diedri(e per me la più impegnativa).
1a femminile: Ivonne Syda con Gino Soldà.
1a solitaria: Armando Aste.
1a invernale: ROberto Sorgato e Giorgio Ronchi.
1a solitaria - invernale: Roberto Sorgato.

Accesso:
Dal rifugio Vazzoler, si segue il sentiero fin sotto la parete Sud della Torre Venezia. Si devia a dx su pendio detritico, si raggiunge la base della parete. L'attacco si trova a sx di un masso addossato alla parete. Circa 20 m'.

DESCRIZIONE:
1) 38m (3°, 4°). SI SALE VERTICALMENTE. PF BUONO.
2) 30m (3°, 4°). SI SALE OBLIQUANDO LEGGERMENTE VERSO SINISTRA . PF BUONO.
3) 30m (3°; 4°). SI PROSEGUE SALENDO A SINISTRA.
4) 20m (4°, 3°, 2°,). SI SALE PER UNA FESSURA-DIEDRO (3°), ALL’INIZIO STRAPIOMBANTE (4°), E SI TRAVERSA A SINISTRA (2°). PF BUONO.
5) 37m (2°, 4°). SI SALE OBLIQUAMENTE A SINISTRA, SU GRADONI, FINO ALLA BASE DI UNA RAMPA OBLIQUA DA SINISSTRA A DESTRA. SI AGGIRA LO SPIGOLO POCO MARCATO DELLA RAMPA E SI SALE SU QUESTA FINO ALLA SUA FINE (4°), SOTTO UNA PARETE VERTICALE. PF, BUONO.
6) 30m (2°, 3°). SI SEGUE UNA FESSURA FIN SOTTO UNO STRAPIOMBO GIALLO, CHE SI EVITA TRAVERSANDO A SINISTRA (7m) FINO A UN BUON POSTO DI FERMATA.
7) 35m (2°+, 3°). SI SALE SU GRADONI, CON TERRA E MUGHI, OBLIQUANDO LEGGERMENTE A DESTRA, FIN SOTTO STRAPIOMBI CHE SI EVITANO TRAVERSANDO A SINISTRA. SI PROSEGUE VERTICALMENTE PER UN CAMINO E SI RAGGIUNGE IL PF, BUONO.
8) 35m (5°+). SI SALE VERTICALMENTE SU PARETINA E SI PROSEGUE PER UN DIEDRO CHE TERMINA SU UN TERRAZZO CON UN GROSSO MUGO. PF BUONO.
DI QUI INIZIA UNA TRAVERSATA DI 40m, ASCENDENTE E OBIQUA A DESTRA, CHE PUO’ ESSERE CONSIDERATA IL TRATTO CHIAVE DELLA VIA. LA TRAVERSATA PUO’ ESSERE PERCORSA CON UNA SOLA LUNGHEZZA DI CORDA DI 40m O CON UNA FERMATA INTERMEDIA.
9) 20m (5°+). DAL TERRAZZO, DAPPRIMA SI SALE OBLIQUANDO LEGGERMENTE VERSO DESTRA (10m; 5°+) E POI SI TRAVERSA ORIZZONTALMENTE, ANCORA VERSO DESTRA (10m; 5°+). PF, SU APPOGGI (3 CH.).
10) 20m (5°+). SI TRAVERSA A DESTRA (2m), SI SALE VERTICALMENTE (4m) E SI PROSEGUE VERSO DESTRA FINO AD UN TERRAZZINO. PF, DISCRETO.
11) 37m (4°+, 3°). SI SALE DAPPRIMA VERTICALMENTE (20m; 4°+) E POI OBLIQUANDO A SINISTRA (4°+, 3°+) FINO AD UN TERRAZZINO. PF, BUONO.
12) 38m (3°). SI SALE OBLIQUANDO A SINISTRA. PF, BUONO.
13)-14) 60 m (3°+, 4°, 5°, 5°+, 4°+). SI SALE OBLIQUANDO VERSO DESTRA, IN DIREZIONE DELLA FESSURA CHE PORTA AL CAMINO TERMINALE. SI RAGGIUNGE LA FESSURA E LA SI SEGUE (4°+) FINO AD UN TERRAZZINO. PF, BUONO.
15) 35m (4°, 5°). SI SALE SU PARETE, PRIMA VERTICALMENTE E POI A DESTRA, FIN SOTTO UN TETTO. PF, DISCRETO IN UNA NICCHIA GIALLA, POCO PROFONDA.
16) 35m (5°, 5°+). SI PROSEGUE A DESTRA DEL TETTO, SALENDO UN CAMINO CHE PIU’ IN ALTO (7m) SI ALLARGA MOLTO E DIVENTA PROFONDO. SI SALE SULLA PARETE DI DESTRA DEL CAMINO (10m) FINO A UNO STRAPIOMBO E SI TRAVERSA A SINISTRA (3m). PF, SU APPOGGI.
17) 30m (5°, 5°+). SI SALE VERTICALMENTE (10m) SU PLACCHE GRIGIE CON BUONI APPIGLI; SI ATTRAVERSA A DESTRA (3m) E SI PROSEGUE PER UN DIEDRO APERTO, CHE PIU’ IN ALTO SI CHIUDE. SI SALE SULLA SINISTRA PER UN CORTO DIEDRO (2m) E SI SUPERA UNO STRAPIOMBO. PF, DISCRETO IN UNA NICCHIA, ALLA BASE DI UNO STRETTO CAMINO.
18) 30m (5°; PASSAGGI DI 5°+). SI SEGUE IL CAMINO (20m; 5°, PASSAGGI DI 5°+), CHE SI APRE IN UN COLATOIO. SI SALE IL COLATOIO (10m; 3°) FINO A UNA CONCA DETRITICA. PF, BUONO.
19) 30m (5°, 3°, 4°). SI SUPERA UNO STRAPIOMBO (3m; 5°), SI TRAVERSA A DESTRA SU CENGIA, SI AGGIRA UNO SPIGOLO E, SALENDO VERTICALMENTE SU PARETE (10m; 3°, 4°), SI RAGGIUNGE LA GRANDE CENGIA DETRITICA SOTTO LA CIMA DELLA TORRE.
20) 70m (1°, 2°). PERCORRENDO LA CENGIA CERSO DESTRA, SI AGGIRA LA PARTE TERMINALE DELLA TORRE, DAPPRIMA SUL VERSANTE EST E POI SUL VERSANTE NORD DOVE S’INCONTRA LA VIA NORMALE (TRACCIA DI SENTIERO), CHE SI SEGUE FINO ALLA VETTA.

DISCESA:
290m, sviluppo 600m; ore 2. diffficolta’: 1°, 2°, 3°, una corda doppia di 16 metri.
si segue la via normale in senso inverso. dalla vetta si scende dapprima verso sud, su rocce in parte coperte di detriti, e poi obliquamente a destra, in direzione ovest, fino alla grande cengia detritica, circa 50M sotto la cima della torre (passaggi di 1°). per traccia di sentiero, seguendo la gengia, si aggira verso destra (idr.), la parte terminale della torre fino a giungere, sul versante nord, in corrispondenza di una fessura che solca l’intera, sovrastante parete.
10 metri piu’ avanti si devia a sinistra (idr.) verso l’orlo della grande cengia fin qui seguita e con discesa obliqua a destra (idr.), su roccia gradinata, si arriva in corrispondenza di 1 chiodo.
con una corda doppia di 16 metri si arriva su un comodo terrazzino. si traversa a sinistra di 3 metri e si scende per due successivi salti di roccia (1°, 2°).
con una traversata in discesa verso sinistra (ometti), su una zona di parete caratterizzata da una serie di gradoni (1°, 2°), si raggiunge la sommita’ di un camino. si scende nel camnio per circa 10M (2°), si traversa a destra, si scende su roccia a gradoni (segni di passaggio, ometti) e si arriva su una piccola terrazza. dal suo orlo destro (idr.), si scende verticalmente su parete (20M, 3° o corda doppia con chiodi e fettucce gia’ sul posto).
si raggiunge il termine superiore di un canale-diedro della parete nord della torre, che si segue in discesa (40m; 2°, 2°+, un passaggio di 3°) fino a un allargamento detritico, poco ripido.
si continua la discesa tra la parete di destra (idr.) e un grosso masso incastrato. si arriva, sotto un masso, in una nicchia. si traversa su parete verso destra 3 metri di 2° e poi si scende verticalmente (6m; 2°, 3°) fino a una cengia. seguendo la cengia verso destra (passaggio delicato) si raggiunge la forcella, compresa tra la parete est della torre e un grande spuntone staccato.
attraversata la forcella, si prosegue verso destra, seguendo un’altra cengia (tracce, ometti; passaggi di 1°), fino a giungere in corrispondenza di uno sperone. si abbandona la cengia, si segue verso est la sommita’ dello sperone e poi si scende a sinistra (idr.) su facili salti di roccia (passaggi di 1°) e in un caminetto (3m; 2°). si traversa verso destra, su traccia di sentiero, fino ad un allargamento detritico del canalone che separa la torre venezia dalla torre delle mede.
si segue il canalone che subito si restringe. si scende un salto di rocce rossastre (1°) e, dopo un tratto detritico, un altro salto (2°). camminando su fondo detritico si arriva sopra un grande masso incastrato, sull’orlo di un terzo salto del canalone. si scende di 3M tra la parete di sinistra (idr.) e il masso incastrato e si traversa verso destra, seguendo una cornice (3M; 2°, 3°).
si scende verticalmente 5M (3°), su parete levigata e di solito baganata nella parte inferiore, fino alla base del salto. si esgue il canalone, senza difficolta’, fino ad un altro masso incastrato.
si scende tra il masso e la parete destra (idr.) e poi su una paretina di roccia bianca, compatta e levigata dall’acqua (2°). di qui, fino al rifugio vazzoler, la discesa, seppur ripida, non presenta difficolta’. si continua a scendere per il canalone fin dove sarebbe possibile abbandonarlo sulla sinistra (idr.), aggirando alla base della torre delle mede.
si esce dal canalone, verso destra (idr.), salendo 2M, e si prosegue quasi in quota, verso sud, alla base di uno sperone orientale della torre venezia. si scende in una piccola conca (tracce e ometti), con erba e mughi, si passa a destra (idr.) di un grosso masso e si prosegue in discesa obliqua a sinistra (idr.), su ripido pendio detritico, in direzione della cresta di un dosso con mughi e erba.
per traccia di sentiero si segue in discesa la cresta del dosso fino a raggiungere la mulattiera. si va a sinistra (idr.) e, percorrendo il breve tratto terminale del suddetto itinerario, si raggiunge il rifugio vazzoler (dislivello totale di 623M; ore 2,20).

LINKS:
www.itinerariitaliani.com/meravcivetta.htm www.itinerariitaliani.com/veneto/piediveneto1h.htm

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