ENZO COZZOLINO

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VOLONTÀ, ESTRO, DETERMINAZIONE QUESTE LE CARATTERISTICHE DI ENZO COZZOLINO CHE, DOPO APPENA UN ANNO DI ALLENAMENTI IN VAL ROSANDRA, SI SCATENA IN CIVETTA.. LASSÙ RIPETE ALCUNE TRA LE PIÙ BELLE CLASSICHE DI OGNI TEMPO: VIA TISSI ALLA TORRE VENEZIA, VIA CARLESSO ALLA TORRE TRIESTE, E INFINE IL DURISSIMO DIEDRO PHILIPP.
GLI MANCA ANCORA UN INVERNALE, E COSÌ CONCLUDE L'ANNO CON LA PRIMA RIPETIZIONE DELLA VIDESOTT-RUDATIS ALLA CIMA BUSAZZA, PERCORSA QUASI PER INTERO SOTTO UNA BUFERA DI NEVE.
IL RICHIAMO DELLE CRODE È DIVENTATO IRRESISTIBILE, QUASI VIOLENTO: ENZO VUOL METTERSI ALLA PROVA, CONFRONTARSI CON LE DOLOMITI. È SOLO L'INIZIO DELLA GRANDE CARRIERA ALPINISTICA.
IL 1968 È L'ANNO DELLA GRANDE RIPETIZIONI: L' 11 MAGGIO, IN CORDATA CONJOSE BARON, SALE A TEMPO DI RECORD LA VIA "PAOLO VI" AL PILASTRO DI ROZES, LO SPIGOLO E LA PARETE NORD DELL'AGNER, LA VIA SOLDA' ALLA MARMOLADA E INFINE, SULLA TISSI ALLA TORRE ARMENA, SALE SENZA ASPETTARE CHE GLI FACCIANO SICUREZZA.
MA NON È FINITA: IN BRENTA MACINA UN SESTO GRADO AL GIORNO. LA RESISTENZA DI SILVANO SINIGOI, IL SUO SECONDO, È MESSA A DURA PROVA.
ENZO HA DEI RITMI INFERNALI, NON È FACILE STARGLI DIETRO. E PRIMA CHE LA STAGIONE FINISCA, C'È ANCORA IL TEMPO DELLE DUE PRIME INVERNALI: LO SPIGOLO SUD DELLA TORRE DI FANES E LA VIA JULIA ALLA TOFANA DI ROZES.
NELLA PRIMAVERA SUCCESSIVA, COZZOLINO ESCE QUASI IN GIORNATA DALLA VIA LACEDELLI ALLA CIMA SCOTONI; È LA SESTA RIPETIZIONE. POI, INIZIA LA STAGIONE DELLE SOLITARIE, CIRCA UNA VENTINA TUTTE DI V E VI GRADO, TRA CUI LO SPIGOLO DELL' AGNER, 1600 metri DI SVILUPPO IN 5,30 ORE, ENZO CONCLUDE L'ANNO CON LA PRIMA INVERNALE SOLITARIA DELLA VIA " PISONI ALLA TORRE DEL LAGO. HA ESAURITO UN CICLO, ORA STA PER INIZIARE QUELLE DELLE VIE NUOVE.
IL 1970 E’ UN ANNO PROGRAMMATO DALL’INIZIO ALLA FINE; ALLENAMENTI DURISSIMI E DIETA FRANCESCANA PER MANTENERSI IL PESO FORMA.
IN GIUGNO, IN CORDATA CON LUCIANO CORSI, COZZOLINO TRACCIA UN NUOVO ITINERARIO LUNGO LO SPIGOLO OVEST DELLO SPIZ D’AGNER NORD E UN ALTRO SULLA PARETE SUD DI PUNTA CHIGGIATO.
ALL’INIZIO DI AGOSTO CADE IN SUPER ALLENAMENTO E IL MEDICO GLI IMPONE UN MESE DI RIPOSO. A DENTI STRETTI, ENZO OBBEDISCE.
ARRIVA SETTEMBRE, LA STAGIONE E’ ORMAI AGLI SGOCCIOLI, MA LUI AVRA’ ANCORA IL TEMPO DI APRIRE TRE NUOVI ITINERARI: SULLA PARETE NORD DELLO SPIZ D’AGNER SUD, SULLA EST DELLA PALA DI SAN MARTINO (ENTRAMBE IN CORDATA CON PAOLO RUMIZ) E SUL DIEDRO DEL PICCOLO MANGART DI CORITENZA (CON ARMANDO BERNARDINI; UN GIORNO E MEZZO PER L’INTERA SALITA E, UNA DECINA DI CHIODI IN TUTTO).
NELL’ESTATE DEL 1971, CON ADELCHI CASALE, ENZO TRACCIA UNA NUOVA VIA SULLA PARETE OVEST DELLA CIMA BUSAZZA; POI, CON FABIO ARDESI, UN’ALTRA SULLA NORD DEL PIZ POPERA.
IN AGOSTO, ANCORA CON BERNARDINI, SALE LA OVEST DELLA TERZA SORELLA DEL SORAPISS; MA E’ NEL GENNAIO DELL’ANNO SUCCESSIVO, CON FLAVIO GHIO, CHE FIRMA IL SUO CAPOLAVORO: L’INVERNALE SULLA PARETE SUD DELLA CIMA SCOTONI.
SOLTANTO PER TRE DELLE SUE GRANDI VIE, SARA’ NECESSARIO IL BIVACCO: QUELLA A PUNTA CHIGGIATO, AL MANGART DI CORTIRENZA E A CIMA SCOTONI.
NESSUN ACCOSTAMENTO O PARALLELISMO CON SUOI CONTEMPORANEI E’ POSSIBILE.
LO SILE, LA TECNICA, LA DETERMINAZIONE NE HANNO FATTO UN CAPOSCUOLA SENZA CHE LUI SE NE RENDESSE CONTO.

ENZO: ALCUNE SUE PAGINE SCRITTE DI SUO PUGNO
“IL PRIMO IMPULSO DAVANTI AD UN TRATTO DI ROCCIA APPARENTEMENTE INSUPERABILE IN ARRAMPICATA LIBERA, E’ QUELLO DI CHIODARE E TALVOLTA QUESTA SENSAZIONE PUO’ ESSERE TALMENTE FORTE DA NASCONDERE AGLI OCCHI DELL’ALPINISTA LA REALTA’ DI UNA SISTUAZIONE CHE POTREBBE ESSERE AFFRONTATA IN MODO MENO DRASTICO.
CON IL CEDERE A QUESTO IMPULSO CADE ANCHE- ALMENO PER QUANTO MI RIGUARDA – UNO DEGLI ELEMENTI ESSENZIALI CHE COSTITUISCONO IL PILASTRO, IL VERO FASCINO DELL’ARRAMPICATA: L’ENIGMA DEL PASSAGGIO E LA SUA EVENTUALE SOLUZIONE IN BASE AD UN RAGIONAMENTO E AD UN’ INTUIZIONE (…) SFRUTTANDO CIOE’ RAZIONALMENTE ED INTELLIGENTEMENTE GLI APPIGLI PIU’ O MENO MARCATI O VISIBILI CHE LA PARETE STESSA OFFRE PER ESSERE SALITA (…); PER QUANTO HO POTUTO, HO SEMPRE CERCATO DI RESISTERE ALL’IMPULSO SU ACCENNATO.
QUALCHE VOLTA MI SONO ACCORTO, INFATTI, D’AVER PIANTATO UN CHIODO DOVE UNA MAGGIOR RIFLESSIONE E OSTINAZIONE SAREBBERO BASTATE.
PER ME E’ BASTATA QUESTA CONSAPEVOLEZZA PER COMPROMETTERE LA GIOIA E LA SODDISFAZIONE DELLA SALITA (…); HO PENSATO E PENSO TUTTORA CHE L’ESSENZIALE NON SIA ESCLUSIVAMENTE IL RAGGIUNGIMENTO DELLA VETTA, QUANTO IL MODO CON CUI LA SI RAGGIUNGE”.

UN ALTRO SCRITTO DOPO LA NUOVA VIA A CIMA SCOTONI:”OGGI SONO MOLTI GLI ALPINISTI CHE VANNO SUL VI°, MA TRA TUTTI QUANTI LO FANNO “VERAMENTE”, E CIOE’ LEALMENTE, SENZA RICORRERE AD ABBONDANTI CHIODATURE E O STRANI SOTTERFUGI, SPECIALMENTE SUI TRATTI ESTREMAMENTE DIFFICILI CHE SI DOVREBBERO COMPIERE IN ARRAMPICATA LIBERA?. OGGI, I MEZZI TECNICI, SONO TANTI E TALI CHE PERMETTONO AGLI ALPINISTI SENZA SCRUPOLI DI FARE VIE DI VI°ANCHE SE NON SONO CAPACI DI FARLO IN MODO ONESTO. SI E’ GIUNTI AL PUNTO IN CUI NON SI ESITA PIU’ PIANTARE CHIODI AD ESPANSIONE DOVE I PRIMI SALITORI SONO PASSATI IN LIBERA”.

QUANDO ENZO MORI’, AVEVA SOLO 23 ANNI.
NELL’ESTATE DEL 1972, DURANTE UNA SOLITARIA ALLA TORRE DI BABELE, NEL GRUPPO DEL CIVETTA, SCOMPARIVA UNO DEI MAGGIORI PROTAGONISTI DELL’ALPINISMO DEGLI ANNI ‘6O, LASCIANDO AGLI SCALATORI DI ALLORA I GERMI DELL’ALPINISMO A VENIRE
ERA L’ANIMA DELL’AMBIENTE ALPINISTICO DELLA SUA CITTA’.
ENZO COZZOLINO, UNA CAREZZA SULLA ROCCIA.
ANCORA OGGI, E’ UN MITO PER LE NUOVE GENERAZIONI


Enzo Cozzolino, le più importanti vie aperte:

A 17 anni, il Grongo aveva già salito la via più difficile della Val Rosandra ed era considerato uno dei nomi di punta della XXX Ottobre di Trieste.

1970 - Enzo Cozzolino e Luciano Corsi sono impegnati sulla parete Overs dello Spiz d'Agner Nord: 800 metri in libera.
1970 - Enzo Cozzolino con Paolo Rumiz vincono la parete Nord dello Spiz d'Agner Sud: 700 metri con l'uso di 8 chiodi. 1970 - Enzo Cozzolino con A.Bernardini, il 22-23 settembre, Sale l'evidentissimo diedro che chiude a est la parete del Piccolo Mangart di Coritenza, uno dei più rilevanti della catena alpina. Via in arrampicata libera; uso limitato di protezioni V+, VI a
1970 - Enzo Cozzolino e Luciano Corsi salgono sulla Sud della Punta Chiggiato (Antelao): 700 metri, usando 7 chiodi. --1970 - Enzo Cozzolino con Paolo Rumiz, via nuova sulla Est della Pala di San Martino.

1971 - Enzo Cozzolino Terza Sorella (Gruppo del Sorapis), con solo cinque chiodi, sale questi 600 metri di parete!.
1971 - Enzo Cozzolino parete Ovest della Cima Busazza, salita di 800 metri verticali di parete, usando solo 8 chiodi.

1971 - Enzo Cozzolino co Fabio Ardesi, sulla Nord del Piz Popera

1972 – Enzo Cozzolino 14/15 gennaio, parete Sud della Scotoni.. via dei "FACHIRI"; una salita di 600 metri aperta in invernale e superata con l'impiego di soli 12 chiodi di assicurazione, in un'arrampicata libera condotta veramente all'estremo.Lo stile di arrampicata di è puro come il suo animo.
Il suo sogno è di aprire una nuova via su di una parete dalla roccia talmente compatta da non consentire nessun tipo di chiodatura. Scrive infatti: «Solo in questo caso non si sarebbe potuto ricorrere a sotterfugi, che volevano significare una mancanza di scrupoli nei confronti dell'alpinismo». Via aperta con Flavio Ghio; entrambi calzano scarpe da pallacanestro e superano veramente in libera passaggi di VI/VI+ (5c/6a).

L'attività di Enzo: 120 vie salite in montagna con nuove ascensioni, solitarie e invernali.

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