PROGRESSIONE SICURA SU FERRATA
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Uno degli argomenti più dibattuti in assoluto legati alla montagna è certamente quello legato alle vie ferrate.

Spesso sulle riviste di settore (comprese quelle edite dal Club Alpino Italiano) torna in voga il solito tormentone "ferrate si, ferrate no". Ma siccome le ferrate esistono e sono molto frequentate, si cerca di dare dei consigli, per la sicurezza a chi le voglia frequentare.
“Casco, moschettoni, imbrago, dissipatore; con questi mezzi, gli escursionisti sfilano e procedono lentamente agganciati, alle funi metalliche lungo le ferrate. Sono, per noi alpinisti puri, dei “parchi giochi” chiamati anche “sentieri della vertigine”… Sono fermamente contrario alle ferrate, molte delle quali, hanno dissacrato delle stupende pareti o peggio s’incrociano con “classiche” vie alpinistiche; ma quando vedo, queste persone sorridenti, entusiaste non posso non pensare che anche per loro è stata una giornata coronata da soddisfazione, vittoria che pervade in ciascuno di noi, quello che la montagna con la sua bellezza, ci ha donato”. Giuseppe Frison.

Le escursioni, sulle vie ferrate, possono essere praticate con un buon livello di sicurezza solo se vengono adottate alcune fondamentali norme di sicurezza, se si dispone di un equipaggiamento adeguato, se si mettono in pratica, le normali manovre di auto-assicurazione ed il percorso attrezzato è sottoposto a periodici controlli di manutenzione. Una via ferrata è un percorso in parete attrezzato con infissi metallici, fittoni, funi d'acciaio, scale, ponti, ecc, da utilizzare per la progressione.


Gli elementi metallici che caratterizzano tali percorsi oltre ad agevolare la progressione, rappresentano anche il principale sistema di sicurezza dell’escursionista limitando in modo significativo le conseguenza di un eventuale caduta dalla parete. Normalmente il sistema di sicurezza principale di una via ferrata è costituito da un cavo di acciaio (a volte ricoperto di gomma per la protezione delle mani) al quale si agganciano i moschettoni. Tale cavo è fissato ad intervalli regolari a degli ancoraggi direttamente sul terreno in modo tale che la caduta, o più spesso la scivolata (comunque entrambe pericolose) vengono arrestate dall’infisso immediatamente sottostante. L’arresto non è comunque mai dolce in quanto è noto che anche pochi metri di caduta, se trattenuti in modo rigido, possono provocare delle tensioni molto alte sul fisico e quindi è assolutamente necessario collegarsi al cavo con del materiale adatto a distribuire tale strappo nel modo più ampio ed equilibrato usando l’imbragatura completa (imbrago alto) associata ad un dissipatore (di cui vedremo più avanti lo scopo e l’utilizzo).

DISSIPATORE
Allo scopo di ridurre tale forza d’arresto, è stato introdotto, a partire dagli anni 60/70 (su un’idea del Californiano Yvon Chouinard) un attrezzo molto semplice ma anche molto efficace noto ai più col nome di dissipatore. Il principio base sul quale si basa è quello di collegare la persona all’infisso lasciando che un tratto di corda rimanga libero di entrare in tensione in caso di volo e che possa dissipare parte dell’energia di caduta nell’attrito esercitato sulla placca forata nella quale è costretto a passare ripetutamente. L’importanza di tale attrezzo è assai raccomandata se non indispensabile; se ne raccomanda l’uso.
In caso di volo, il dissipatore lascia scorrere con frizione il tratto di corda libera, assorbendo energia. La forza di arresto e di conseguenza lo strappo sulla persona vengono quindi ridotti sensibilmente. La riduzione della forza di arresto dipende dal rapporto tra il tratto sottoposto a frizione (indicato con la lettera 'd'

nell'immagine) e l'altezza di caduta.

MOSCHETTONI:
Si utilizzano moschettoni ad alto carico di rottura, dotati di ghiera di sicurezza per evitare aperture accidentali. I migliori hanno una forma abbastanza larga, a "pera" e sono dotati di ghiera automatica che si chiude a "molla" (ne esistono di vario tipo) senza il bisogno di avvitarla (le ghiere a vite sono da evitare). Esistono anche modelli espressamente studiati per le vie ferrate, comodi da usare, ma piuttosto costosi. Molto utile il piccolo accessorio da inserire nel moschettone per bloccare la corda, serve ad evitare che il moschettone possa ruotare su sé stesso.

IMBRAGATURA
L’imbragatura ovviamente NECESSARIA; ognuno deve trovarne una che si adatti bene alle proprie caratteristiche fisiche, tenendo però presente che sono consigliabili dei cosciali belli ampi e magari imbottiti (i quali distribuiscono meglio l’eventuale strappo dovuto ad una caduta). Il solo cordino intorno alla vita è assolutamente da evitare: oltre a sbilanciare l’escursionista, in caso di caduta potrebbe anche rompersi e lo strappo diventare insopportabile per il fisico.

CASCO
Il casco, un elemento che ai più risulta molto fastidioso, ma che va considerato assolutamente indispensabile, in particolare modo quando si percorrono vie ferrate molto frequentate, dove la probabilità che chi ci precede smuova qualche sasso diventa a volte elevatissima. Deve essere leggero, areato ma anche ben robusto, anche per proteggere dalle testate contro la parete e i tetti (non così rare).

KIT DA FERRATA
Il kit da ferrata (costruito da se o acquistato in blocco tra le varie tipologie presenti sul mercato) deve essere ben solido ma anche poco ingombrante e preferibilmente montato con corde di diametro di 11 mm. (Oggi esistono in commercio anche kit montati con dissipatore e corde da 9 mm. adatti a bambini o a persone con fisico minuto e comunque non oltre i 60 kg di peso).

SCARPE
Le calzature sono da scegliere più robuste delle scarpe che usiamo solitamente per attività escursionistiche (devono reggere il confronto con la roccia e con gradini in ferro) e con suola preferibilmente vibram. Le scarpe sono uno degli strumenti più importanti, e spesso trascurati, da chi frequenta le ferrate o percorsi facili su roccia come le vie normali. Le ditte più specializzate offrono invece delle calzature studiate appositamente per questo tipo di terreni.
Sono scarpe robuste, ma al tempo stesso "compatte" e leggere, con una buona "sensibilità" per l’arrampicata. Hanno infatti una forma avvolgente, con la punta affusolata ed un’allacciatura molto efficace per la regolazione del volume di calzata. La suola è studiata per una migliore aderenza sulla roccia, ma è anche adatta a percorrere i sentieri di avvicinamento e discesa.
Una normale scarpa da trekking, ideata per camminare con il massimo confort, è spesso troppo ingombrante o pesante e non consente di sfruttare al meglio gli appoggi in arrampicata.

GUANTI
Anche i guanti possono tornare utili, in particolare su ferrate ove per la progressione il contatto con gli infissi risulti quasi obbligatorio. Proteggono da piccole abrasioni determinate da cavi sfilacciati o gradini mal rifiniti ed aiutano nel caso di cavo bagnato. In commercio ne esistono di specifici per ferrata, ma anche quelli da ciclista o di pelle da lavoro possono funzionare bene.
Una giacca a vento non troppo calda ma che isoli bene visto che spesso ci si trova, sudati per lo sforzo, a passare da colatoi/camini infossati a creste ventilate e viceversa ed uno zaino non troppo ingombrante e ben aderente (per facilitare i passaggi più aerei e strapiombanti).


REGOLE DI PROGRESSIONE

Le regole di progressione sono tutto sommato semplici e poche e possono esser riassunte dicendo che "in ogni istante della progressione bisogna rimanere collegati al cavo di sicurezza con almeno un moschettone". Ecco perché il kit da ferrata è composto da due spezzoni di corda e relativi moschettoni. Infatti, quando si raggiunge un infisso di collegamento a terra del cavo di sicurezza, occorre PREVENTIVAMENTE collegare un moschettone oltre tale infisso e solo POI LIBERARE l’altro moschettone. A scelta, tra un infisso ed il successivo si può scegliere di rimanere collegati con entrambi i moschettoni (maggior sicurezza) o con uno solo. In questo secondo caso è però molto importante tenere presente che, in caso di caduta, la corda scorrendo nel dissipatore eserciterà una forte ed improvvisa trazione su questo secondo moschettone portandolo fino all’altezza del dissipatore stesso e quindi fare molta attenzione a dove lo andiamo eventualmente a collegare (meglio lasciarlo libero).

Occorre però porre molta attenzione (su questo tema) al vostro kit da ferrata in quanto attualmente sono in commercio (oltre ai normali modelli a doppio collegamento) modelli che prevedono il collegamento con un solo moschettone al cavo di assicurazione affinché il dissipatore funzioni correttamente. Quindi in fase di acquisto, chiedete senza timore il corretto utilizzo di ciò che avete acquistato.

SICUREZZA
La seconda ed ultima regola è quella di ricordarsi che in caso di caduta dell’escursionista che ci precede, il suo volo arriverà fino al primo infisso al di sotto del sua posizione sul cavo di protezione più qualche metro determinato dalla lunghezza del suo kit di protezione (compresa l’eventuale tratto di corda lasciato per il dissipatore). Quindi è buona regola tenersi sempre fuori dalla portata di un tale volo perché le conseguenze per chi segue potrebbero essere veramente dolorose. Quindi, soprattutto nei passaggi più impegnativi e con protezioni lunghe, MAI trovarsi in due persone sullo stesso tratto di cavo (inteso come tratto compreso tra due infissi successivi).

CONSIGLI
Se portate dei bambini, le prime volte legateli a voi con una mezza corda di sicurezza, ma lasciate che imparino comunque la tecnica di progressione con il loro kit da ferrata.
Due moschettoni ed uno spezzone di corda (da 6 mm.) possono servire ad aiutare qualcuno che trova delle difficoltà a superare dei passi strapiombanti o altro.
Prudenza sempre, anche quando vi sembra che le difficoltà siano minime. Qualcosa dall’alto può sempre cadere e le disgrazie capitano quando ci si allenta l’attenzione. La sorpresa potrebbe facilmente tramutarsi in tragedia.

PER RIDURRE RAGIONEVOLMENTE I PERICOLI IN VIA FERRATA E' NECESSARIO:
· Possedere una buona preparazione fisica, tecnica e psicologica;
· utilizzare un'imbracatura certificata CE - UIAA;
· utilizzare un sistema d'auto assicurazione come descritto ovvero con ansa di corda di almeno un metro ( che si può inserire " a scomparsa " nel cosciale o all'interno della cintura ma mai annodare!! ), il DISSIPATORE ed entrambi i moschettoni agganciati al cavo metallico ( materiale certificato CE - UIAA);
· indossare il casco certificato CE - UIAA;
· utilizzare materiale in buono stato non vecchio ed usurato;
· indossare indumenti e calzature adeguati al percorso e alla quota, non dimenticando la discesa;
· sganciare un moschettone alla volta per superare l'infisso;
· non procedere simultaneamente sullo stesso tratto di corda o catena metallica perché la caduta del primo alpinista trascinerebbe gli altri con sé;
· evitare escursioni in condizioni di tempo avverse e soprattutto con rischio di temporali;
· evitare di affrontare ferrate super affollate ( pericolo di caduta pietre );
· non dimenticare mai di " cacciare fuori gli occhi !! "
Il dissipatore è un freno che assorbe l'energia di caduta, generalmente tramite lo scorrimento di una porzione di corda attraverso un numero di fori predisposti.
L'energia dissipata attraverso l'attrito di scorrimento della corda fa si che la forza d'impatto non superi il valore di 6kN (circa 600 Kg); indispensabile è l'approntamento di un corretto sistema di legatura rappresentato nei disegni A1, A2, A3.
La corda utilizzata è di tipo alpinistico certificata CE - UIAA generalmente di diametro nominale da 9 a 11 mm.
L'utilizzo di corde diverse da quelle consigliate dall'azienda che fornisce il dissipatore, potrebbe variare notevolmente il carico di trattenimento ( variando le caratteristiche della corda varia l'attrito prodotto nel dissipatore).
I moschettoni per ferrata sono certificati CE - UIAA e vengono denominati K ( Klettersteig = Ferrata); sono in una lega leggera, trapezioidali ad ampia apertura e con la ghiera a leva autobloccante.
Come sempre accade, le norme stabiliscono criteri per la fabbricazione d'attrezzi ed il loro utilizzo che sono un compromesso dei vari problemi di produzione ed applicazione dell'attrezzo stesso e delle tecniche relative.
In questo senso l'anello debole della catena d'auto assicurazione in ferrata risulta il moschettone; questo può essere sollecitato a flessione secondo il piano principale garantendo così carichi assai modesti.

Risulta fondamentale mantenere entrambi i moschettoni agganciati al cavo metallico durante la progressione!

Alvise Frison. Ferrata delle cascate. val di Fanes

 

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