MARMOLADA

VIA ATTREZZATA BEPI ZAC

Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo, non didattico. Se non sei un esperto, rivolgiti a una sezione di un Club alpino, a una guida alpina professionista, oppure a una scuola abilitata di alpinismo, scialpinismo, arrampicata o speleologia. Leggi le avvertenze.


Un itinerario che si svolge attraverso fortificazioni della Grande Guerra percorrendo: trincee, gallerie, osservatori, perfino delle scale di legno (sostituite) ed un ricovero in grotta completamente ripristinato e funzionante.

Difficoltà: media.
E' bene specificare che questo è un "sentiero attrezzato" e che, rispetto ad una ferrata, dal punto di vista tecnico non presenta grossi problemi. La maggior parte del percorso, di fatto, è un normale sentiero di alta montagna; solo in alcuni punti, in presenza di luoghi rocciosi esposti o quando il passaggio si restringe, e' presente il cavo di acciaio che permette di continuare a "camminare" in tutta sicurezza. Sono pochi i punti che richiedono di usare le mani per aiutarsi. Il passaggio più scomodo c una placca di qualche metro da attraversare diagonalmente.



Tempo: circa 7,30 h


Dislivello: 700 mt. 1000 metri tra il Passo San Pellegrino e Forcella Ciadin. Se si utilizza la seggiovia, si riducono a 200 m.



Rifugio: Rifugio Passo Selle 2530 mt. Il rifugio si trova sulla Cresta di Costabella . Inaugurato nel 2006, sorge al posto della vecchia struttura in legno, che è stata smontata pezzo per pezzo e ricostruita poco distante.
Lo gestisce, con la collaborazione della moglie Elisabetta, Floriano, che ha ereditato la passione per la montagna dal padre Bepi "Zac" Pellegrin, noto alpinista fassano innamorato della natura e della storia locale.
Dedicato per volere dello stesso Bepi Zac a tutti i "vagabondi della montagna" (Bergvagabunden Hütte), è aperto per tutto il periodo estivo, dagli inizi di giugno fino - tempo permettendo - ai primi giorni di ottobre. Per informazioni e prenotazioni tel. al +39 347 4039331

Vedi il sito del rifugio: http://www.rifugioselle.it/pagg/homep_ita.htm

 

Partenze: Passo di San Pellegrino (1919 mt.), raggiungibile dalla Val di Fassa (Moena) per la Valle di San Pellegrino (12 km.) o da Cencenighe Agordino (Val Cordevole) attraverso la Valle del Biois (18 km, di cui gli ultimi molto ripidi).

Dal Passo San Pellegrino ci si può portare in quota in due modi:
A) - Con la Seggiovia della Costabella, in partenza pochi metri prima del passo, sul versante della Val di Fassa, e che deposita sugli omonimi pascoli, nelle vicinanze di un bar-ristoro (circa 2170 m);
B) - Con il sentiero 604, che stacca dalla strada poco più avanti, e che risale i pendii ricoperti di rado bosco e prati fino ai ripiani superiori della Costabella, nei pressi della stazione di arrivo della seggiovia (h 0,30 - 0,40 dal Passo di San Pellegrino).

Dalla seggiovia, seguendo le indicazioni, si va ad imboccare il bel sentiero 604. Contro il cielo, si intravvede la sagoma del Rifugio Passo delle Selle, appollaiato poco a sinistra del Passo. Il sentiero sale lungo i prati con scarsi e moderati strappi, e ci si può imbattere con delle mucche o cavalli al pascolo. Raggiunta la vasta e placida conca erbosa che si distende ai piedi del valico, il sentiero inizia ad inerpicarsi decisamente, ormai su terreno detritico, nel canale racchiuso tra i contrafforti della Punta delle Selle (2596 m, a sinistra) ed il Piccolo Lastèi (2687 m, a destra) e, con una serie di tornanti, consente di toccare velocemente il Passo delle Selle (2529 m, h 1,15 dalla seggiovia); pochi metri sulla sinistra sorge il Rifugio Passo delle Selle, in splendida posizione panoramica. Si apre la vista sulla Val delle Selle, che scende in Val dei Monzoni, e sul sottogruppo della Vallaccia, con la Punta della Vallaccia (2620 m) e il Sasso della Undici (2550 m, di cui appare solo l'erboso versante orientale), che emergono dai pascoli di Gardeccia. Nei dintorni, numerosi reperti risalenti alla I Guerra Mondiale, come le rovine di un villaggio austriaco sui ghiaioni poco sotto il passo (versante Monzoni), trincee e fili spinati. A destra, sul fianco del Piccolo Lastèi, comincia il sentiero attrezzato “Bepi Zac”.

Percorso:

Dal Passo Selle (finestra sulla Val di Fassa che permette di vedere la grandiosa parete del Catinaccio e del Latemar. Dietro tutto l' Agordino e a fianco le Pale di S. Martino, i Lagorai e Cima d'Asta).

La ferrata inizia con una breve e ripida salita verso la cresta e già si incontra una postazione . Si prosegue con numerose svolte fra i detriti il ripido fianco della montagna e salendo, aiutati da funi metalliche, si raggiunge la selletta del Piccolo Lastei 2687 mt. Da qui il panorama è a 360 gradi: Sassolungo, Odle, Sella, Marmolada sono davanti ai nostri occhie se il cielo è terso si intravvedono le alpi austriache. Da qui, si prosegue senza grosse difficoltà lungo il crinale, in direzione est, seguendo sempre la linea del fronte. Si scende ora ad un'ampia insellatura di cresta, oltre la quale si risale per detriti e qualche facile roccetta alla cima del Grande Lastei (2713 m, h 1 dal passo). La traccia segnalata, senza toccare la vetta, porta all'imbocco di una breve galleria di guerra che porta direttamente sul versante Est della montagna. Da qui in poi l'itinerario si fa leggermente più impegnativo, pur rimanendo comunque facile: attraverso un divertente e vario percorso sul filo di cresta, sfruttando cenge, ponticelli e gallerie di guerra, si taglia dall'alto tutto il solitario anfiteatro detritico della Ciamorciaa, fino ad una più ampia forcella alla base della piramide terminale della Cima di Campagnaccia. La traccia risale un pendio di mobili detriti, tocca l'ardita "Postazione dei Bavaresi" e raggiunge in breve la sommità (2737 m, h 2 dal passo, croce di legno). Magnifica veduta su Val San Nicolò e Marmolada, e dall'altra parte sulla Catena di Bocche e sulla Gran Vernel e Marmolada. Si scende a questo punto dall'altra parte per un ampio e dolce pendio erboso e detritico (Banc di Campagnaccia) fino al punto di massima depressione, da dove un sentierino segnato scende per ghiaioni al Passo San Pellegrino (segnalazione "via di fuga") si trova la prima possibilità di interrompere l'itinerario e tornare aiutati da corde metalliche nel primo tratto e poi senza difficoltà verso il passo.

Da questo punto, invia delle foto o un tuo parere. Con il tuo aiuto posso rendere la relazione, più esatta e utile. Grazie.

Proseguendo, invece, si attraversano Cima Costabella (2762 m) e il Sass de Costabella – qui il sentiero è ottimamente attrezzato – per arrivare a Forcella del Ciadin (2664 m).

A questo punto, per concludere la gita, ci sono due opportunità:
A.) Dal passo, scendere su comodo sentiero sul versante opposto che si abbassa decisamente nell'alta Val delle Selle, curvando alla base della massiccia Punta dell'Ort (2690 m) e rasentando le piccole ma ardite Pale di Carpella (2490 m, 2430 m, 2411 m); superato lo specchio d'acqua del Lago delle Selle (2232 m, sovente asciutto), si giunge su di una costa prativa che si inclina bruscamente verso il fondo della Valle dei Monzoni. Con alcuni ripidi tornanti, il sentiero supera il salto (da cui il torrente scende con bella serie di cascate), e tocca il poggio alberato su cui sorge il piccolo Rifugio Taramelli (2046 m, h 0,50 dal passo). Continuando a scendere, superato il Rio dei Monzoni, si entra nel bosco e si scende all'ampia radura della Malga Monzoni e, poco sotto, alla Baita Monzoni. Di qui è possibile scendere, a piedi o con servizio taxi di pulmini, al parcheggio della Val dei Monzoni (h 0,30 a piedi), a poca distanza dalla Malga del Crocifisso in Val di San Nicolò.
B.) Dal rifugio, prendere il sentierino che percorre il filo di cresta, in ambiente aperto e con splendidi panorami circolari,e diretto all'attacco del Sentiero Attrezzato Bruno Federspiel. Ad un certo punto, poco sotto la cresta, si apre una bella caverna di guerra con una grande feritoia che si affaccia sulla Valle di San Pellegrino. Giunti all'altezza del piccolo Lago delle Selle, visibile in basso, una breve salita consente di raggiungere la vetta della Punta delle Selle (h 0,20 dal passo), da cui è visibile tutta la prosecuzione della cresta con la Punta d' Allochet (2582 m) ed il più scuro massiccio dei Rizzoni (2645 m), su cui si svolge il sentiero attrezzato Federspiel (anche per questo sentiero le difficoltà sono contenute, per cui vuole proseguire).
Discesa: Si discendono i ripidi prati del versante di San Pellegrino, giungendo velocemente e senza difficoltà ai prati della Campagnaccia, da dove procedendo verso sinistra si rintraccia il sentiero 604 già percorso in salita e si ritorna alla seggiovia ed al Passo di San Pellegrino (h 0,40 fino alla seggiovia, h 1 fino al passo).