Tragitto
molto facile (vedi note e curiosità)
Tempo di percorrenza: circa 4 ore di
salita
Dislivello:
Totale: salita = discesa = 925 md, 5:50 ore
Rifugio
Fedaia 2056 mt. - Punto basso (m 2010): 46 md, 0:05
1. Punto basso - attacco ferrata (m 2160):
150 md, 0:30
2. Attacco - cresta (sotto Punta Seráuta
(m 2935): 775 md, 3:10
3. Cresta - fine ferrata Brigata Cadore
(cartello): 0:20
4. Fine ferrata Brigata Cadore - Rifugio
Forcella Seráuta (m 2880): 55md, 0:15
5. Rifugio Forcella Seráuta -
fine ghiacciaio - Rifugio Fedaia (m 2056): 825 md, 0:40 + 0:50


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Prefazione:
Vista
dal Lago di Fedaia (Passo di Fedaia), la Cresta Est della Marmolada
si presenta come un lunghissimo costone roccioso che delimita lo spettacolare
Ghiacciaio della Marmolada. La dorsale ricade a nord in un tratto
frastagliato che culmina nell'insellatura di Forcella Seráuta,
seconda (e intermedia) stazione della Funivia della Marmolada di Malga
Ciapela.
Partendo
da Rifugio Fedaia, situato a est del Lago di Fedaia, si scende per
circa 50 m lungo il prato della pista sciistica tenendosi sulla destra
(un sentiero ben calpestato prosegue verso sinistra) per prendere
un'esile traccia di sentiero tra i cespugli sotto le rocce (una freccia
sbiadita sulla roccia ne indica l'inizio) la quale, conduce in breve
alla parete. L'attacco della ferrata è segnalato con una grande
``F'' sulla roccia ed un cartello che riporta: ``Ferrata considerata
molto difficile, tempo di percorrenza 6 h.''.
Qui una precisazione è necessaria. La durata di 3:30 è
riferita alla ferrata fatta tutta in arrampicata eccetto una discesa
quasi alla fine del tracciato che si svolge in un canalino completamente
attrezzato di staffe incurvate e malferme, poco
raccomandabili.
Caratteristica sfavorevole di questa via ferrata è la presenza
continua della fune, per l' autoassicurazione, che non si interrompe
mai per tutto in tracciato. E’ evidente quindi, che risulta
essere un ottimo parafulmine in caso di temporali! La ferrata si distingue
in tre tratti per le caratteristiche diverse di tipologia di percorso.
La prima parte è molto facile in quanto la roccia, tranne in
alcuni punti, non è molto ripida, però le assicurazioni
sono artefatte per i chiodi molto distanziati e il cavo non sempre
teso.
Nel secondo tratto, si sale per lastra di roccia con ghiaia in minore
esposizione. Ci sono tratti un pò più ripidi e altri
dove si sale facilmente senza l'aiuto delle mani. Dunque è
un tratto molto facile ma che pò risultare faticoso.
L'ultimo tratto di ferrata, lungo il versante ovest della cresta è
un percorso decisamente più difficile, fatto di saliscendi.
La roccia qui è friabile e molto più esposta, a tratti
anche in cresta.
Il salire in arrampicata i primi due terzi di parete, fondamentalmente
non rallenta la salita, in questo ultimo tratto richiesto per salire,
si deve aver ancora forza per utilizzare il cavo solo come autoassicurazione.
È un tratto impegnativo. Molte le motivazioni: la stanchezza
accumulata durante un tragitto così lungo, la roccia friabile,
i molti tratti in discesa nei quali vanno studiati con attenzione
gli appigli da poter utilizzare. Inoltre ci sono tratti in cresta
con diversi cambi di lato del monte.
Memorabile la vista sugli strapiombi del versante ovest.
Le racchette alla mano (sono sufficienti, non è indispensabile
la piccozza), si inizia la discesa ai lati della pista da sci: molto
divertente, in sostanza si scia con gli scarponi. Arrivati al ghiacciaio
si mettono i ramponi (sufficienti i ramponcini) che permettono di
scendere in tutta tranquillità il ribrezzo del ghiacciaio.
Il tremore dell'imprevisto c'è sempre quando si attraversa
un ghiacciaio, poiché non è segnata una vera e propria
via di discesa. Fa sempre una certa impressione sentire l'acqua scorrere
sotto il ghiaccio. Il tratto di ghiaccio è comunque molto breve,
poi c'è ancora neve e roccette per la morena detritica, finché
non si raggiunge la comoda stradina ghiaiosa della pista da sci invernale,
per la quale si torna al Rifugio Fedaia.
Note e Curiosità:
La
ferrata Brigata Cadore non è frequentata tanto quanto altri
itinerari più famosi e soprattutto più brevi. Oltre
alla lunghezza dell'arrampicata, probabilmente ad intimorire è
anche la discesa per il ghiacciaio in un ambiente, come quello della
Marmolada, che incute trepidazione di per sé, preoccupazione
giustificata anche dai repentini cambiamenti delle condizioni atmosferiche
tipici di questa grandiosa montagna.
L'esperienza della salita per il lunghissimo costone est della Marmolada
è molto intensa e solitaria; il tempo può cambiare repentinamente,
il passo rallenta e accelera. Quando si sbuca, dall'ultimo camino
con staffe, sul percorso con fortificazioni di guerra
totalmente
reso turistico, con corrimano e scalini di legno, si entra improvvisamente
in un altro pianeta. Turisti con abbigliamenti nelle maniere più
svariate e meno appropriate, giunti con la funivia da Malga Ciapèla,
affollano questo brevissimo tratto, tra scivoloni, esecrazioni e risate
da circo.
Hai ancora indosso l’imbrago e casco, sei accaldato dalla lunga
e faticosa arrampicata e ti senti guardato come un’E.T.; sei
perfino fotografato.
Questa triste sensazione l’ho provata quanto ho salito la parete
sud e decisamente si perde il fascino della lunga lotta per aver dovuto
affrontare le difficoltà della parete, il lungo religioso silenzio
che avevi attorno.
La confusione e il stomachevole smog della funivia di Malga Ciapèla
suscitano la voglia a prendere velocemente la via di discesa.
Una
via di discesa alternativa è proprio quella di scendere con
i due tronconi di funivia che riportano a Malga Ciapela, salvo poi
il fatto di dover tornare al Passo di Fedaia, punto di partenza.
Informarsi l’ora dell’ultima corsa della funivia!!!

