S E L L A

SENTIERO LICHTENFELS AL PIZ BOE' 3152 mt.

Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo, non didattico. Se non sei un esperto, rivolgiti a una sezione di un Club alpino, a una guida alpina professionista, oppure a una scuola abilitata di alpinismo, scialpinismo, arrampicata o speleologia. Leggi le avvertenze.

" Chi ha esperienza di montagna sa quanto sia importante avvistare da lontano la sagoma indistinta di un rifugio alpino, del rifugio programmato come "tappa" della propria escursione, significa provare la soddisfazione d'essere quasi arrivati, pregustare una bevanda dissetante , un piatto caldo, un bicchiere di vino e il riposo su un rustico letto d'alta quota, ma vuol dire anche anticipare in cuore il piacere dell'accoglienza, di un sorriso semplice che ti viene da chi conosce la fatica della salita, da chi sa che cosa significhi amare l'alpinismo"

Tratto da Guida
ai rifugi del Trentino
Azienda promozione Turistica del Trentino

 

 



Difficoltà: Via ferrata facile. Bellissima escursione circolare nel cuore delle Dolomiti.
Piccolo Rifugio “Capanna Piz Fassa” sulla cima più alta del Gruppo di Sella, il Piz Boè, 3152 mt.

 

 





Tempo di percorrenza:
Salita: Stazione a monte – Piz Boè, ca. ore 2,30.
Discesa: Piz Boè – Val de Mesdì – Corsara, ca. ore 4. Ferrata: ca. 1


 

•  Dislivello: Salita: ca. 600 mt. - Discesa: ca. 1600 mt.

 



Punti d'appoggio. Corvara 1524 mt. -
Capanna Piz Fassa 3152 mt. Per informazioni: I-38032 Canazei, Italia Tel +39(0462)601723

 


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Accesso:
Salita con la funivia e la seggiovia da Corsara, 1524 mt, al Plan de Sass, 2538 mt.
Dalla stazione a monte, lasciando alla propria sinistra il Rif. Vallon (distrutto), si attraversa in direzione sud-ovest fino al bivio dei sentierino n°. 637 e 638 a quota 2600 mt. ca.
A destra inizia con il n°. 637 il sentiero Lichtenfels che porta in un a conca selvaggia e dove iniziano le corde metalliche.
Si continua il percorso attraverso il Piz Lago Gelato, 3011 mt. e la forcella del Lago Gelato, 2984 mt., fino al Piz Boè dove sorge la Capanna Piz Fassa, 3152 mt. Sosta obbligatoria per ammirare lo straordinario panorama circolare . La vista dalla cima abbraccia un panorama mozzafiato a 360 gradi: tra le tante montagne spicca a sud-est La Marmolada , la Regina delle Dolomiti, e lo spettacolare Gruppo del Sassolungo a nord-ovest.


Discesa:
Dalla vetta si scende sul sentiero n°. 638 in direzione nord-ovest al Rif. Boè, 2873 mt, e da lì attraverso la meravigliosa e singolare Val de Mesdì, sentiero n°. 651, si ritorna a Corvara.
La discesa può essere abbreviata seguendo il sentiero n. 638 in direzione est fino alla stazione a monte sul Plan de Sass, 2538 mt. Questo percorso è molto meno bello che quello attraverso la Val de Mesdì.

Curiosità:
La "mare del Pordoi"

Maria Piaz , madre di 6 figli e sorella del celebre scalatore Tita, dedicò tutta la sua vita al Pordoi. Dal modesto capanno affittato nel 1902 per dare ristoro ai viandanti e ai turisti, alla
costruzione dell'ardita funivia al Sass Pordoi, un'opera pionieristica tra le prime nella zona dolomitica. La sua caparbietà e fantasia hanno lasciato un segno indelebile nella storia dello sviluppo turistico della zona.
Maria Piaz, "ispiratrice" della funivia La funivia al Sass Pordoi negli anni '60, tra le prime nell'area dolomitica, un'opera pionieristica per l'epoca

La via del "Diavolo delle Dolomiti"
La Via Maria è stata aperta nel 1932 dal Diavolo delle Dolomiti , l'alpinista fassano Tita Piaz , assieme a Virginio Dezulian. La via è dedicata alla sorella di Piaz, Maria, la "mare del Pordoi" (madre del Pordoi), una donna straordinaria che fu tra gli artefici della costruzione della funivia al Sass Pordoi. La Via Maria è ancor oggi, dopo 70 anni dalla prima scalata, una delle vie di IV grado più celebri delle Dolomiti, frequentata da alpinisti che provengono da tutto il mondo pur di averla nel proprio"carnet" di scalate. Durante la salita in funivia è possibile osservare gli alpinisti in parete appesi alla roccia su uno strapiombo da brivido. La carriera alpinistica di Piaz iniziò con clamore a soli 18 anni scalando la Torre Winkler , la più impegnativa delle Torri del Vajolet . Tita Piaz era capace nel 1899 di salire otto cime in sette ore, aprì oltre cinquanta nuove vie sulle Dolomiti di Fassa, sulle Dolomiti Orientali e nel Kaisergebirge. A lui sono da ricondurre “la scalata più difficile delle Alpi” al Campanile Toro nel 1906, “la scalata più celebrata” alla Ovest del Totenkirchl nel 1908, “l'arrampicata più pericolosa” allo Spigolo Nord Ovest dello Schenòn nel 1926. Di qui il soprannome di “Diavolo delle Dolomiti”. Nel 1932, assieme a Virginio Dezulian, aprì sul pilastro sud del Sass Pordoi la "Via Maria", un quarto grado ancora oggi frequentato da alpinisti di tutto il mondo. Dopo una vita trascorsa a scalare le vette più difficili e pericolose, con ascese anche notturne, Tita Piaz morì nel 1948 in un incidente in bicicletta a pochi metri da casa.
”Tita Piaz, il "Diavolo delle Dolomiti"