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FERRATA DELLE
MEISULES AL PIZ SELVA |
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Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo, non didattico. Se non sei un esperto, rivolgiti a una sezione di un Club alpino, a una guida alpina professionista, oppure a una scuola abilitata di alpinismo, scialpinismo, arrampicata o speleologia. Leggi le avvertenze.
La via ferrata delle Mésules oltre ad essere una delle più frequentate è la più antica delle ferrate delle Dolomiti (1912) ed è ancora oggi una delle più impegnative. Nel tardo autunno si sconsiglia il percorso nelle prime ore del mattino perché molto ghiacciato.
Tratto
da Guida
Dislivello:
Salita: ca. 700 m
La ferrata mostra subito la sua classe. Un cavo tracciato in linea retta risale la verticale ed umida parete (attenzione al ghiaccio in caso di freddo) e permette di guadagnare velocemente quota. Il primo tratto conduce per un umido e stretto camino verticale, che richiede molta attenzione e forza di nervi, in quanto è privo (fino all'estate 2000) di cavo per l'autoassicurazione. Unico aiuto sono dei pioli scivolosi che permettono di superare, senza troppa difficoltà se non ci si lascia impressionare, questo punto chiave. Gli spazi molto angusti e la considerevole distanza tra i pioli possono creare difficoltà alle persone di grossa corporatura e ai bambini. Questi ultimi è consigliabile siano assicurati in cordata data l'obiettiva pericolosità del percorso. Improvvisamente il camino si esaurisce. L'uscita è molto singolare. Senza alcuna assicurazione, infatti, si deve aggirare una roccia su un terrazzino per raggiungere una scala sospesa nel vuoto che permette di superare un salto verticale. Se fino ad adesso la ferrata è rimasta confinata in un angusto camino, ora lo scenario cambia decisamente. Il vuoto fa da padrone. La parete che stiamo salendo appare in tutta la sua verticalià. Con un'assicurazione esemplare, la ferrata sale verticalmente la scura parete in continua e estrema esposizione. Sotto di noi, poco lontano, i tornanti della strada per il Passo Sella. La salita è decisamente emozionante. La vista del baratro sotto i nostri piedi ripaga lo sforzo psicologico iniziale. Ancora tratti di fune verticale alternati a brevi, bellissime traversate orizzontali che, con l'aiuto di qualche staffa, permettono di raggiungere l'uscita della ferrata (2540 m). Se da un lato ci possiamo permettere un rilassamento psicologioco, la vera fatica deve ancora venire. La salita alla cima infatti, sebbene facile, è decisamente faticosa. Il sentiero che prosegue per il ghiaone permette di superare circa 200 md attraversando un ambiente ostile e solitario, impressionante in caso di avverse condizioni metereologiche. Giunti ad un altopiano, il sentiero prosegue verso sinistra (ometti e segni rossi - attenzione in caso di nebbia) fino alle basi di un canalino. La fatica non è finita, l'ultimo salto di roccia che ci separa dalla cima, attrezzato con corda, è piuttosto facile anche se non deve essere sottovalutato, soprattutto in caso di pioggia, dato che risale un canalino umido e molto scivoloso. Il cavo si esaurisce poco sotto la cima che si raggiunge per sentiero. Discesa: NOTE:Il giro classico è molto lungo. In caso di maltempo non offre scappatoie ma, con energie a disposizione, può essere effettuato in un tempo molto più breve del previsto (soprattutto quando i fulmini ti rincorrono). Il giro è molto vario e spettacolare. La ferrata, decisamente una delle più emozionanti delle Dolomiti, si esaurisce piuttosto rapidamente. Se ci si sente stanchi dopo la ferrata è bene non pensare al cammino che ci separa dal Passo Sella. Atipica l'autoassicurazione: per lunghi tratti verticali manca la fune metallica: attenzione in caso di maltempo. Oltre al fatto che la ferrata non offre vie di fuga, i tratti attrezzati di soli pioli lungo il camino possono diventare estremamente difficili da discendere con roccia scivolosa. Molto utile, in questo caso, avere a disposizione una corda per l'assicurazione. La traversata dell'altopiano del Sella è bellissima, soprattutto se avete la fortuna di percorrerla in condizioni favorevoli, tuttavia non permette un rapido rientro in caso di maltempo. Molto bella, inoltre, la discesa nella val Lasties. |