Difficoltà:
difficile (paragonabile alla ferrata delle “Mesule” nel
Gruppo del Sella)
Tempi
di percorrenza = Salita:circa
2.30/3 - Discesa: circa h. 1.30
Dislivello
totale: 700 m - Dislivello ferrata: 410 m
Attrezzatura:
Normale Dotazione Ferrata (consigliabili i guanti da ferrata) 
Accesso:Il punto di partenza della ferrata “Sandro Pertini”
al Rifugio Stevia è Selva di Val Gardena, nella zona denominata
Vallunga, una magnifica valle di origine glaciale, che fa parte del
Parco naturale Puez-Odle.
Per raggiungere Selva di Val Gardena occorre uscire, per chi proviene
dall’autostrada A22 del Brennero, al casello di Chiusa (tra le
uscite di Bolzano e Bressanone), quindi si prosegue per ca. 26 km. in
direzione della Val Gardena, superando i paesi di Ortisei e di S. Cristina,
ed arrivando, dopo pochi chilometri, nell’abitato di Selva.
Seguire poi le indicazioni per “Vallunga” fino al parcheggio,
a fianco della baita “La Ciajota” (1650 m), che segna l’entrata
del Parco e della valle.
Descrizione generale della via ferrata:
La via ferrata si trova sulle pareti
rocciose a sinistra della valle stessa e s’inerpica, con esposizione
sud-est, su un grosso sperone denominato Crep dla Port, posizionato
a sinistra della profonda gola chiamata “Valacia”.
La prima parte supera delle placche grigie punteggiate da chiazze d’erba
e raggiunge, a metà percorso, una larga cengia erbosa con alberi.
Successivamente prosegue su uno sperone, dapprima facile e che diviene
sempre più ripido, seguendo il punto più vulnerabile delle
pareti gialle sommitali strapiombanti.
A fine ferrata si trova un bellissimo pianoro d’erba che conduce
al Rif. Stevia 2312 mt.
tel.: 0472 844111.

Avvicinamento:
Dal parcheggio inoltrarsi nella
valle e dopo ca. 50 m., ad una diramazione, imboccare la strada
sterrata di sinistra
(sulla destra, invece, c’è
un sentiero che conduce alla Cappella di S. Silvestro).
Dopo circa 300 m la strada sterrata entra nel bosco ed inizia
a salire. Successivamente, ad un incrocio,
proseguire
diritti, ignorando le indicazioni per il Rif. Puez. La strada
ora diventa ripida e, verso la fine, ad un ometto di sassi, deviare
a sinistra per un piccolo sentiero, che porta direttamente all’attacco
della ferrata (quota 1730 m).
Si può comunque continuare anche lungo la strada sterrata
fino ad incontrare un grosso blocco di roccia (partenza della
teleferica di rifornimento del Rif. Stevia).
Giunti davanti al blocco attraversare, verso sinistra, l’alveo
secco di un ruscello e salire in diagonale per ca. 30 m fino ad
un piccolo ghiaione di scolo dove, a sinistra, nei pressi di un
grosso albero, parte il percorso attrezzato. (Si consiglia di
prepararsi per la salita sulla destra del ghiaione di scolo, poiché
più sicuro da caduta sassi).
(Ore 0.30)
Descrizione
tecnica della via ferrata:
Nei primi 50 m. si sale uno sperone
inclinato poi, per placche, si arriva ad una parete verticale
denominata il “muro”, superabile con dieci scalini.
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Poco dopo il “muro” s’incontra
la “prima scala”, alta 5 m., che permette di oltrepassare
una spaccatura. Alla fine di questa troviamo un piccolo strapiombo che
presenta 3 scalini.
Proseguire ancora per la parete ripida fino ad un traverso a sinistra
finchè si arriva ad una cengia sotto degli strapiombi gialli.
Dopo
il traverso, la ferrata prosegue per un tratto molto esposto, quindi
procedendo a zig-zag ed evitando una serie di piccoli strapiombi, si
raggiunge un’ampia cengia ricca di pini cembri, larici e abeti.
Ora un facile sentiero (corto tratto di corda fissa) ci fa superare
la larga cengia (quota 1910 m) che, una volta oltrepassata, ci porta
ad una paretina verticale che permette l’accesso ad un lungo sperone
inclinato con alberelli.
Successivamente per piccole creste superficiali si raggiunge la “grande
nicchia gialla”. Superata
quest’ultima si piega verso sinistra e, con un tornante a destra,
si arriva al traverso “Pradari”
lungo ca. 10 m e suddiviso in due sezioni. Dopo circa 50 m. si giunge
ad una punta rocciosa con il caratteristico “ponticello”
(quota 2050 m) lungo 5 m., che consente di superare un profondo
crepaccio.
Seguono
quindi due brevi tratti verticali, superati i quali, si raggiunge
una cengia che porta,verso sinistra, alla base del “Gran diedro”,
alto 50 m, che rappresenta il tratto chiave del sentiero attrezzato.
Il superamento di questo diedro, che richiede una salita di arrampicata
tecnica (spaccata), conduce e termina con la “seconda scala”.
Da qui, un piccolo traverso esposto porta ad una nicchia naturale,
dove è conservato il libro di vetta e nei cui pressi (ca.1
metro), sulla sinistra, è presente un suggestivo rilievo
in legno raffigurante la Madonna col Bambino. Superata la nicchia
ci sono gli ultimi 40 metri di scalata (di minor difficoltà)
che conducono ad un pianoro sommitale (2140 m) da dove si può
godere un panorama spettacolare: da destra verso sinistra si possono
ammirare il Catinaccio, il Sassolungo, il Gruppo del Sella, il Gruppo
del Cir ed il Castello del Chedul, oltre a tutta la valle sottostante
(la Vallunga ed il paese di Selva).
Da questo pianoro, per semplici prati ed in leggera salita, passando
sopra un caratteristico arco naturale (visibile però solo
dal sentiero di discesa) si arriva, dopo ca. 20 minuti, al Rif.
Stevia (ben segnalato con frecce e bolli rossi) che comprende sia
la vecchia malga che il recente rifugio.
Il tempo necessario per percorrere tutta la via attrezzata è
di ca. 2.30/3 h. |
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Discesa:
Dal Rif. Stevia seguire le indicazioni
per Selva di Val Gardena, imboccando il sentiero nr. 17 denominato
S. Silvestro, che porta al Rif. Juac.Quindi in direzione Selva
e, dopo aver superato un piccolo laghetto, prendere la strada
sterrata di sinistra raggiungendo il sentiero della Via Crucis
in località Daunei, sopra l’abitato di Selva. Infine
per esso fino al parcheggio della Vallunga.
Oppure, dopo ca. 20 minuti di sentiero dal Rif. Stevia, prendere
a sinistra il sentiro nr. 17A chiamato la Palota, che più
rapidamente scende alla località Daunei.
(Ore 1.30)
Segnalazione:
La ferrata mi è stata
segnalata dall'amica Mari. Per l'interesse di tutti gli appassionati
l'ho inserita. Ringrazio da parte mia la Tua collaborazione.
Foto: Mari
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