AGNER

FERRATA STELLA ALPINA

Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo, non didattico. Se non sei un esperto, rivolgiti a una sezioalpino, a una guida alpina professionista, oppure a una scuola abilitata di alpinismo, scialpinismo, arrampicata o speleologia. Leggi le avvertenze.

 

 

 

 

 

Difficoltà: Impegnativa per la sua lunghezza e faticosa. Difficoltà d'orientamento in caso di nebbia. Salita gradevole in assenza di pioggia. Il percorso è lungo e vario.
Itinerario che si snoda alle spalle del rifugio E. Scarpa e con passaggi espostissimi sulla ripida parete dei Lastei d'Agner arriva nei pressi del bivacco G. Biasin. Da qui con altro sentiero attrezzato, in un'ora si arriva in cima all'Agner.

 

 




Tempo do percorrenza: circa 8 9 h.

 

Dislivello: totale salita/discesa 1790 mt.

1•  Frassenè (m 1084) Malga Losch (bivio ferrata) (mt 1730): 650 md, 1:15 oppure seggiovia vedi...

2•  Malga Losch - attacco ferrata (mt 1950) (I attacco): 220 md, 0:30

3•  Attacco ferrata - Lastei d'Agnèr (mt. 2270): 320 md, 1:45

4•  Lastei d'Agnèr - Bivacco Biasin (mt. 2650): 380 md, 1:00

5•  Bivacco Biasin - Monte Agnèr (m 2872): 220 md, 0:40

6•  Monte Agnèr - Bivacco Biasin: 220 md, 0:30

7•  Bivacco Biasin - attacco via normale (m 1980): 670 md, 1:45

8•  Attacco via normale Rif. Scarpa (mt. 1730): 250 md, 0:15

9•  Rif. Scarpa (mt. 1748) - Frassenè (m 1084): 650 md, 0:40



Rifugi: Rif. Scarpa 1748 mt. Tel. 0437/67010 (per inf. al CAI di Agordo tel. 0437/660495). - Bivacco Biasin 2650 mt. Ecco alcune info sul rifugio: Gestore: M.Teresa De Marco 340 0694555
Il Rifugio fino al 19 giugno è aperto tutti i sabato e domenica(meglio accertarsi con una telefonata) poi è aperto tutti i giorni fino al 19 settembre per poi ricominciare con sabato e domenica fino al 31 ottobre.

Raggingibile:

° Da Frassené Agordino con seggiovia.
· Da Frassené per la Costa d'Agaréi (segnavia CAI 771) ore 1.30.
· Da Frassené per Malga Luna (segnavia 772-773) ore 2.00.
· Da Voltago Agordino per Zérve e Malga Agnèr ore 2.30.
· Da Taibon Agordino per Fasón (segnavia CAI 769) ore 3.00/3.30.
· Da Forcella Aurine per il Passo di Luna 1718 m. (segnavia CAI 733 e 773) ore 1.30

 

ACCESSO STRADALE:
Il paese di Frassenè si trova lungo la strada che collega Fiera di Primiero e Agordo. Si può raggiungere da ovest per il Passo Cereda e la Forcella Aurine (lunga e tortuosa strada) o da est da Agordo per Voltago Agordino.
Salita ripida ma agevole da farsi con calma lungo la pista da sci ove passa il sentiero 771. Bellissimi pendii boscosi. È possibile salire un po' con la macchina per strette stradine (due possibili, una arriva un po' più in alto), risparmiando così un centinaio di metri di dislivello. Si può tranquillamente arrivare al rifugio prendendo la seggiovia

Percorso: Il sentiero è facile, ben segnato. Si consiglia di mettere il casco verso la fine del sentiero, cioè alla base del canalone che porta all'attacco della ferrata, perché c'è il serio pericolo di essere colpiti dai sassi lasciati cadere dalle persone in ferrata (proprio un cartello al II attacco - il "vero attacco" della ferrata - avverte di fare attenzione per il fatto che il sentiero passa proprio sotto la parete dove è stata attrezzata la via)

Le prime funi partono tese e verticali, dopo alcuni metri traversano a destra e si estendono verso la base
di un camino dove è richiesto un certo impegno nonostante la roccia salda che permette una buona presa
e la presenza di alcuni pioli metallici.

(La salita è possibile farla anche in arrampicata tranne il tratto conclusivo, dove la parete è verticale e levigata). Usciti dal camino si traversa brevemente a destra con il cavo utilizzato solo come corrimano e già si vede la fessura.
(Da non affrontare possibilmente con uno zaino troppo grande).

La parete è sempre verticale e il seguente tratto è stato attrezzato con diversi spuntoni, che rendono più facile il superamento. La ferrata ora affornta la parte più esposta. Ci si trova proprio nel tratto più esposto (ma non il più impegnativo). Si prosegue con un buon livello d'esposizione mentre la verticalità, anche se non eccessiva, aiuta a
guadagnare metri fino al primo vero punto di sosta.

Da qui inizia l'ultima parte della ferrata dove vi sono le maggiori difficoltà.

Proseguire verso sinistra per poi salire in verticale con alcuni passaggi delicati verso la base della placca finale molto impegnativa, attrezzata con dei pioli.
Siamo circa a metà dell'escursione ed è ancora lontano il bivacco Biasin. Seguire bene le indicazioni giallo-rosse presenti sulla roccia in caso di nebbia.
Si superano facili rocce alternate a tracce di sentiero sempre in lieve ma costante esposizione, con alcuni tratti attrezzati. Si arriva alla placca finale che dopo averla superata, ci si trova a dover superare un traverso di 4-5 metri inclinato, esposto e con fondo abbastanza levigato. Fare attenzione in caso di roccia bagnata. Si consiglia assicurare i meno esperti con alcuni metri di corda utilizzando i 2 chiodi prer l'ancoraggio sicuro, presenti all'inizio e poco sopra il termine del tratto.

Dopo circa 900 mt. di cammino tra placche, tracce di sentiero, finalmente si intravvede il rosso del bivacco dedicato a Giancarlo Biasin 2650 mt. Si scende leggermente la conca detritica e si attraversa la parte alta del canalino friabile che non altro che l'inizio del grande canalone che si troverà , innevato, durante la descrizione della discesa a valle. Pochi metri in salita verso la Forcella del Pizzon e poi a destra per gradoni di roccia e si arriva al bivacco Giancarlo Biasin 2650 mt. ed a circa 1.30h di cammino dal termine della ferrata. http://www.caivaldagno.it/notiziari/biasin.htm


Bellissima la posizione del Bivacco Biasin che stimola alla conquista della cima Agnèr 2872 mt. che si erge imponente alla destra del bivacco.

Si prosegue dietro al bivacco e subito comincia il cavo metallico che ci aiuta nell'attraversamento di alcune facili cenge in esposizione e poi di alcuni brevi canali. Ci sono alcune interruzioni del cavo in particolare nel breve passo nel superamento di una crepa e nel suo proseguire in un pendio roccioso di primo grado. Si raggiunge in breve la cresta e la si segue prevalentemente sulla dx fino alla cima.

Stupenda la vista dall' Agnèr; le Pale di San Martino, il Gruppo della Civetta, le Pale di San Lucano e in fantastico panorama a 360°. La croce, visibile da fondo valle, si trova sull' anticima.

Discesa: La discesa molto impegnativa. Inizia dal Bivacco. E' evidenziata, la discesa, con una freccia rossa su un sasso che ne indica la direzione. Si scende su fondo di roccia (placche) ricoperte di ghiaie. Come detto all'inizio attenzione alle condizioni meteo. Se piove o fa nevischio (succede) diviene molto difficile e pericoloso a scendere.

Si continua a scendere aiutati da ometti, tracce e segni rossi per circa 20' minuti, fino ad arrivare ad un bivio. (2435mt) dove ci si trova a due segnavie. Segnavia gialla (sinistra orografica) porta a valle lungo la via normale mentre la segnavia rossa (destra orografica) porta all' attacco della variante attrezzata della via normale che scende lungo un canalone con strettissimi tornanti su fondo detritico, pendii erbosi e tratti attrezzati talvolta ripidi fino allo spigolo finale, attrezzato, che "precipita"allo sbocco del canalone terminando (se la stagione lo concede ci porta molto velocemente giù tenere sempre la destra del canalone) alla base della via normale attrezzata (1985mt) a circa 2.00h dal bivacco.

N.B. E' possibile in alcuni punti arrivare al base della normale attrezzata, con breve discesa di pochi metri lungo facili rocce, al nevaio.

Segno GIALLO: ci porta alla sinistra orografica del canalone. Si attraversa un impervio terminale costituito da grossi massi e residui di precedenti valanghe oppure dal manto nevoso. Il percorso fa fare un largo giro per poi rientrare verso dx o per il sentiero Miniussi che attraversa sotto le rocce per poi confluire sul sentiero dell'andata verso il rifugio Scarpa o per altro sentiero più sotto che perviene direttamente alla Malga Losch.

Attenzione!!! La seggiovia chiude alle 18,00.