L A T E M A R

CAMPANILI DEL LATEMAR

Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo, non didattico. Se non sei un esperto, rivolgiti a una sezione di un Club alpino, a una guida alpina professionista, oppure a una scuola abilitata di alpinismo, scialpinismo, arrampicata o speleologia. Leggi le avvertenze.

Difficoltà: facile


Tempo di salita: 1h 45'
Tempo di discesa: 2h 00'

Dislivello: 326 m Quota del punto di partenza: 1850 m. Quota del punto di arrivo: 2340 m

Rifugio: Rif. Torre di Pisa 2671 mt.

La ferrata ai CAMPANILI del LATEMAR, di grande spettacolarità, ci permette di scoprire questo selvaggio gruppo, rimasto a lungo dimenticato sia per la particolarità della roccia che per le leggende popolari del passato, che lo identificavano come ricetto di maghi e streghe.

Accesso al punto di partenza:
Lasciata l'autostrada del Brennero A22 all'uscita di Egna - Ora, si seguono le indicazioni per la Val di Fassa, Cavalese, Predazzo; giunti all'abitato di Predazzo, e attraversatolo, si incrocia a destra la cabinovia che sale sul versante destro orografico della valle. Si arriva così, con un successivo tratto di seggiovia, al Passo Feudo, da dove parte l'itinerario.

Accessi:
dal Passo di Costalunga 1745 m. per Forcella Piccola del Latemar 2526 m., Cornon2791 m. e Schenon, segnavia 18 - passaggi su roccia di 1° - per escursionisti preparati - ore 4
- dal bivacco Latemar A. Sieff 2365 m. per la Forcella dei Campanili, segnavia 516 e 18 - ore 1.15
Traversate: al rifugio Torre di Pisa 2671 m. segnavia 18 e 516 - ore 2
- al rifugio Torre di Pisa 2671 m., per il sentiero attrezzato Campanili del Latemar, segnavia 511 e 516 - itinerario alpinistico, suggestivo - ore 3.45

Ascensioni:
Schenon 2800 m - roccette con passaggi di 1° - ore 0.40
Torre Christomannos 2800 m - difficoltà di 1° - ore 0.45. Cimon del Latemar 2846 m - roccette 1° - ore 1


Punto di partenza: Predazzo (Tn).

Si sale dapprima con la funivia e poi la seggiovia nei pressi del Passo Feudo. Da qui, in circa 60’ si raggiunge il Rifugio Torre di Pisa a 2671 m. E’ possibile salire direttamente al rifugio partendo dalla frazione “al Fol” di Predazzo in circa 3 ore. Presso il rifugio è possibile godere dell’ottima ospitalità e cucina del gestore Nicola.
Abbandonato il rifugio si prosegue con il segnavia 516 per giungere in circa 1-1,30 ore alla Forcella dei Campanili, m.2685. questo è un luogo estremamente panoramico, da cui è possibile ammirare il lago di Carezza, oltre che una serie impressionanti di montagne famose delle dolomiti (tra cui Marmolada, Cima d’Aste, Catena dei Lagorai, Pale di S. Martino).
Molto piacevole e divertente per il panorama e la varietà del percorso, richiede circa 1,20-1,45 ore per il completamento che consente di raggiungere il bivacco Rigatti situato a 2620 metri di quota. Da qui è possibile scendere direttamente a valle in fraz. Fondo (segnavia n.516, circa 2 ore), oppure ritornare con un comodo sentiero al rifugio Torre di Pisa.
Pur essendo priva di grandi difficoltà, comporta passaggi molto esposti e quindi è consigliabile affrontarla muniti di imbracatura con doppio moschettone e dissipatore e caschetto.
Si inizia il percorso con una salita ripida lungo un sentiero fino ad arrivare al primo tratto di fune metallica, dove si procede per un sistema orizzontale di cengie. Terminato questo primo tratto si percorre un tratto non attrezzato giungendo ad una forcella molto panoramica sul versante altoatesino. Si attraversa questa forcella, e la successiva, attraverso un altro tratto attrezzato, mentre si prosegue leggermente in salita alternando tratti attrezzati ad altri di cammino libero. Poco oltre, si devia verso Nord-est e si trova una scaletta metallica leggermente strapiombante, di facile superamento anche se un po’esposta. Dalla scaletta si scende in un intaglio, risalendo sulla parete opposta mediante un sistema di corde metalliche non difficili. Da qui si scende lungo un sistema di corde metalliche verticali su di un colletto dove è collocato il bivacco Rigatti 2650 m/s.l.m. .
Storia e ambiente nella zona del bivacco: La Forcella Grande del Latemar, aperta tra lo Schenon e la Torre Christomannos, ospita su di un esiguo ripiano erboso il bivacco Rigatti. Per centralità del luogo e vicinanza alle pareti, il bivacco serve soprattutto a quanti compiono la traversata del Latemar per le creste, ma è untile anche per spezzare il tragitto della via attrezzata dei Campanili. Il bivacco è in lamiera e dispone di otto posti letto. L'acqua si trova solo all'inizio della stagione in una gola sul versante sud della Torre Christomannos, a fianco del sentiero che conduce a Forcella dei Campanili.
Installato dalla Fondazione Antonio Berti in collaborazione con la Sezione S.A.T. di Rovereto e le Fiamme Gialle di Predazzo, venne dedicato a Mario Rigatti, pilota della seconda guerra mondiale e presidente della Sezione Sezione S.A.T. di Rovereto per alcuni anni. Costruito nel 1972, venne inaugurato il 3 settembre dello stesso anno.

NOTIZIE UTILI:
Dalla forcella dei Campanili (2590 m) si risale le friabili rocce senza difficoltà, aiutati da corde fisse, in direzione est, percorrendo tratti molto esposti, dopo i quali, con breve salita, si giunge ad un pianoro erboso (2680 m). Si prosegue sempre verso est attraversando il pendio detritico del versante sud, tra maestosi intagli e gole tra le rocce, scendendo infine per rocce ripide attrezzate in cengia, giungendo ad una scala verticale in discesa che permette di superare un impressionante intaglio. Si risale dalla parte opposta aiutati da corde metalliche, e, superato l'ultimo facile tratto in discesa, si giunge al Bivacco Mario Rigatti (2620 m) dove si può pernottare (1 ora e mezza dal bivio della forcella dei campanili). Spettacolare vista sul gruppo del Latemar, il lontano Catinaccio, con la roda di Vael splendida al tramonto, e le pareti verticali della cima Latemar.

Nota:
Tutta la zona del Latemar è povera di acqua: si consiglia pertanto di portare scorte idriche abbondanti visto che per due giorni non c’è possibilità di rifornimento; al bivacco infatti non c'è acqua e quindi, per trovare la prima fonte bisogna attendere il giorno successivo, quando si scende al Passo di Costalunga.