CIVETTA

FERRATA GIANNI COSTANTINI (Cima Moiazza sud)

Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo, non didattico. Se non sei un esperto, rivolgiti a una sezione di un Club alpino, a una guida alpina professionista, oppure a una scuola abilitata di alpinismo, scialpinismo, arrampicata o speleologia. Leggi le avvertenze.

Generalmente si utilizza il rif.Carestiato come punto di pernottamento la sera prima della ferrata. La Costantini è giudicata la più bella, più lunga e più difficile ferrata delle Dolomiti, per questo richiede buone condizioni fisiche nonchè meteo. Attenzione nel caso di roccia umida poichè la progressione diventa ancor più faticosa specialmente nella prima metà.





Difficoltà: Salita molto difficile con alcuni passaggi estremamente difficili ed atletici. Richiede più volte, per superare i passaggi, l’uso delle braccia.
La discesa risulta poco difficile ma il tutto viene appesantito dall'estrema lunghezza del percorso!.

 




Tempo: Rif. San Sebastiano al rif. Carestiato 45'm. - Dal rif. Carestiato all'attacco 10'm. - Dall'attacco alla cima Moiazza 6,30 h con eventuali breve soste. - Dalla sella alta (bivio per la cima) al biv. Moiazza 1h. - Dal biv. Moiazza al sentiero che porta ai mughi 1,45h. Dal sentiero per il rif. Carestiato 30'm. Si consiglia di pernottare al Rif. Bruto Carestiato 1834 mt.


· Dislivello: circa. 1250 mt




Rifugi: rif. Tomè - rif. San. Sebastiano 1601 mt. - rif. Bruto Carestiato 1834 mt. - biv. Grisetti - biv. Moiazza 2600 mt

Punto di paretenza:
Da Agordo nella Val Cordevole o da Chiesa in Val Zoldana è necessario raggiungere,in entrambi i casi su strada a tratti stretta ed un pò sconnessa, passo Duran a quota 1601mt dove si può parcheggiare nei pressi dei rifugi Tomè e San Sebastiano.
Dal parcheggio del rif. San Sebastiano (cartelli) parte il sentiero 549 che conduce attraverso un breve tratto di pascoli con segni di erosione alla strada sterrata che passando sopra Malga Duran raggiunge il rif. Bruto Carestiato (1834 mt) in circa 45' dal passo. Durante la salita il percorso offre bellissimi panorami.

Descrizione della ferrata:
L'attacco della ferrata si trova seguendo il sentiero dietro al rifugio a nord ('indicazione "ferrata G. Costantini") e dista circa 10' dal rif. Carestiato su facile sentiero (1860 mt) . La via inizia in breve traversata verso sx. ma presto ripiega in verticale su roccia povera di appoggi per i piedi ma attrezzata con pioli metallici e mantiene il proprio sviluppo sulla dx. rispetto al vallone di roccia concava gialla e nera che caratterizza la parete. Si prosegue nuovamente in traversata obliqua a sx. senza appoggi artificiali ma su roccia più gradinata; tecnicamente l'impegno non è elevato ma è necessario procedere con molta cautela vista l'altaesposizione.
I primi tratti verticali si avvicinano e ci si trova ad affrontare placche inclinate che si riescono a superare grazie ad una buona aderenza degli scarponi, al contrario risultano molto impegnative nel caso di roccia umida. Si guadagna quota salendo lungo la roccia nera parallelamente foto all'ampia ed impressionante conca centrale che delimita il margine sx. della via, fino a raggiungere tratti di parete più gradinati dove il cavo è utilizzabile come scorrimano ed è possibile avanzare grazie a facili appigli naturali. Un breve tratto tra mughi e cengette porta a dx. ed aiuta a prender fiato prima di un nuovo tratto verticale in leggera diagonale a sx. su roccia salda, appoggi artificiali per i piedi non se ne trovano e ci si trova costretti a procedere per brevi tratti in aderenza. L'esposizione aumenta, è d'obbligo procedere con cautela scegliendo con cura gli appoggi per non "stressare" oltre misura le braccia ma la prima grande cengia è in arrivo ed incamminandosi in direzione est,dopo alcune facili roccette si ritrova la fune d'acciaio tesa in verticale con progressione facilitata dalla roccia frastagliata e dal cavo sempre ben teso. Un piccolo pulpito permette di riposare e di "studiare"lo spigolo attrezzato sopra di noi ma non sembra di eccessivo impegno tecnico così come le successive roccette non attrezzate (dove l'attenzione è comunque d'obbligo).Si prosegue tra roccette, mughi ed un ripido sentiero su pendio erboso fino ad arrivare sotto l'insenatura della grande parete a quota 2170mt.
"PUNTO CHIAVE" della Costantini ovvero un traverso a sx. lungo circa 8mt dove le braccia sono estremamente sollecitate e gli appoggi per i piedi sono rappresentati unicamente da due incavi nella roccia dove a fatica si riesce ad appoggiare la punta degli scarponi ma risultano ugualmente di grande aiuto anche se situati nel tratto finale del traverso.
Al termine si possono appoggiare i piedi su una staffa rettangolare e procedere in verticale grazie a pioli e successive staffemetalliche per non bloccare eventuali altri escursionisti in mezzo al traverso.
Si prosegue prima su roccia verticale per una cinquantina di metri mantenendosi sempre a dx. dell'insenatura centrale della parete poi lungo un breve spigolo dove le roccia migliora e facilita la progressione ed infine all'interno di un canalino superato il quale ci si ritrova in comoda posizione grazie ad un panoramico pulpitino. Inizialmente con sentiero poi con alcuni passaggi attrezzati si aggira a dx. una testa rocciosa arrivando alla base della parete di Cima Cattedrale dove un iniziale salto verticale si sposta poi a sx. all'interno di un lungo canale inclinato dove non si trovano passaggi particolarmente tecnici se non un pò di affanno per l'eventuale esposizione al sole. Si arriva alla Pala del Belia a quota 2295mt trovando prima il bivio che a sx. riporta a valle interrompendo la ferrata e rappresentando così una prima via di fuga anche se su sentiero abbastanza impegnativo; questo bivio che rappresenta anche un punto di sosta è individuabile da un grosso masso sopra il quale è indicato il rif. Carestiato con scritta rossa e freccia.
L'itinerario continua ad est lungo la parete dx. di una stretta gola e porta a Cima Cattedrale (2557mt 4h). Una freccia indica che la via traversa a sx. si entra nella conca sotto la Cresta delle Masenade, la si risale lungamente tramite placchette affannose ma ed impegnative in particolare il tratto finale.
Si esce dalla conca su un terrazzo,si aggira lo spigolo su stretta cengia e si sale per placche ripide fino ad arrivare alla Cresta delle Masenade (2737mt 1h). Finalmente a nord-ovest appare la Cima Moiazza Sud con le sue pareti gialle-nere.
La cresta,molto panoramica, degrada verso nord-ovest,è particolarmente "affilata"in alcuni punti a cengette in altri e scende alla forcella delle Masenade a quota 2650 mt dove a dx. un cartello indica la traccia di discesa per il bivacco Grisetti (nel caso di giornata limpida il rosso bivacco è visibile ad occhio nudo mentre in caso di nebbia è sconsigliabile la discesa verso quest'ultimo). Dalla forcella si cammina sovrastando a nord il ripido ghiaione lungo il punto basso della cresta (2610mt), si giunge ad uno stretto camino superato il quale si sale in esposizione al grande pendio dietritico sovrastante.
Un ripido e faticoso sentiero a tornanti porta alla sella alta a quota 2784mt in circa 1h dalla cresta delle Masenade.
Qui oltre che ad un buon punto di sosta vi si trova anche il bivio per la Cima. Proseguendo per la cimaci si trova subito ad affrontare una traversata a dx. su roccia liscia in direzione sud-est, si svolta poi a sx. salendo su ruvide placche ed in circa 25' ci si trova all'inizio della crestina sommitale traversata la quale si raggiunge rapidamente la Moiazza sud (2878mt) (spettacolare veduta panoramica).
Per continuare l'escursione è necessario ripercorrere a ritroso la salita alla cima tornando così al bivio (alta sella) dove questa volta si prosegue a sx. in direzione della maestosa cengia Angelini segnalata con cartello e bolli rossi. Stupendi e bellissimi panorami sulla Marmolata, gruppo del Civetta, gruppo del Sella. Vedi foto.
Si procede in grande esposizione fra pareti strapiombanti e talvolta stretti passaggi non assicurati che nel caso di nevicata notturna si mantengono innevati anche il giorno successivo; in questo caso può risultare utile l'utilizzo di una ventina di metri di corda come autoassicurazione oppure come consigliato dal gestore del rif. Carestiato (sig.Todesco) prendere in considerazione la possibilità di interrompere l'escursione ritornando al bivio della forcella Masenade e scendere in direzione del biv. Grisetti.
Aggirando alcuni spigoli, la cengia Angelini, porta alla base della parete ovest dove inizia la discesa nella ghiaione del Van delle Nevere (2670mt cartello) su traccia di ripido sentiero mentre sotto di noi già si vede il biv. Ghedini - Moiazza (2600 mt) raggiungibile in circa 50' dalla sella alta. Meglio riposare e rifocillarsi, in quanto da qui, inizia la lunga discesa.

Discesa:
Pochi metri dal bivacco si vedono le corde fisse che scendono nel canalone del Van del Cantoni ma al dire il vero dopo pochi metri di discesa proseguono traversando per un centinaio di metri in lieve salita sotto la cima delle Nevere in direzione sud-est.Al termine della traversata la discesa inizia e prosegue su terreno misto:ripidi salti verticali attrezzati si alternano a tratti di ripido sentiero o ripide rocce levigate.
Si arriva in fondo al ghiaione a quota 2120 mt,da qui il sentiero costeggia un piccolo canalone secondario deviando pian piano a sx. in direzione dei verdi mughi sottostanti tra i quali già si intravede il sentiero 554(cartelli) che a breve incrocia l'alta via delle Dolomiti n°1(1,45h dal bivacco) a quota 1780 mt dove in direzione est con leggero saliscendi in circa 40' si raggiunge il rif. Carestiato.