" Chi ha esperienza di montagna sa quanto sia importante avvistare da lontano la sagoma indistinta di un rifugio alpino, del rifugio programmato come "tappa" della propria escursione, significa provare la soddisfazione d'essere quasi arrivati, pregustare una bevanda dissetante , un piatto caldo, un bicchiere di vino e il riposo su un rustico letto d'alta quota, ma vuol dire anche anticipare in cuore il piacere dell'accoglienza, di un sorriso semplice che ti viene da chi conosce la fatica della salita, da chi sa che cosa significhi amare l'alpinismo"
Tratto da Guida
ai rifugi del Trentino
Azienda promozione Turistica del Trentino

Difficoltà: facile
Tempo: sentiero attrezzato 2h
Dislivello: ferrata in quota

Rifugio:
rif. Bosi 2205 mt.

Più
di una via ferrata è da considerare questo percorso, un semplice
sentiero attrezzato, circolare, facile.
Lo consiglio come prima esperienza o da farlo come giorno di "riposo";
si percorrono gallerie, trincee e postazioni militari. Questa zona
fu la più contesa durante la prima guerra mondiale(1915-1918)
tra l'esercito Italiano e quello Austriaco.
Poco sopra il bellissimo lago di Misurina 1756 mt., parte la strada
quasi completamente asfaltata che porta al rif. Bosi (2205 mt - 1,15h);
è percorribile anche con servizio estivo di taxi ( jeep a pagamento!).
Al rif. Bosi vi è un grande cartellone che rappresenta e rievoca
l'intero campo di battaglia della grande guerra su questi luoghi.
Con l’aiuto di questo, si può prendere visione del sentiero
attrezzato 6A che attraverso la Forcella di Castrati, la cima del
monte Piana (2324mt), la grande croce del monte Piano (2305mt) e le
postazioni dei "Kaiserjager" ci riporta al punto di partenza.
Al ritorno, presso il rif. Bosi, si può visitare anche il piccolo
museo militare situato all'interno del rifugio stesso.
La splendida posizione del rifugio offre un magnifico e bellissimo
panorama verso le Tre Cime di Lavaredo, il rif. Locatelli, il rif.
Auronzo e il rif. fratelli Fonda Savio.

