DOLOMITI DI SESTO

FERRATA ALDO ROGHEL – CENGIA GABRIELLA


" Chi ha esperienza di montagna sa quanto sia importante avvistare da lontano la sagoma indistinta di un rifugio alpino, del rifugio programmato come "tappa" della propria escursione, significa provare la soddisfazione d'essere quasi arrivati, pregustare una bevanda dissetante , un piatto caldo, un bicchiere di vino e il riposo su un rustico letto d'alta quota, ma vuol dire anche anticipare in cuore il piacere dell'accoglienza, di un sorriso semplice che ti viene da chi conosce la fatica della salita, da chi sa che cosa significhi amare l'alpinismo"

Tratto da Guida
ai rifugi del Trentino
Azienda promozione Turistica del Trentino

 




Difficoltà: Molto difficile la ferrata Roghel. Impegnativa la cengia Gabriella.
Attenzione!!! Non percorrere la “Via Ferrata Aldo Roghel” prima della fine giugno, perché nei dirupi nord della Forcella dei Campanili può esserci ancora neve! E' bene munirsi di ramponi e piccozza. Non tenere conto delle indicazioni attorno al Bivacco Battaglione Cadore, 2251 mt., perché in parte errate e traggono in inganno! 

 

 



Tempo di percorrenza: 6h30' di cui 4h30' di ferrata


 

Dislivello: Salita: ca. 800 mt. - Discesa: ca. 1300 mt. – Ferrata: ca. 500 mt.

 



Rifugi: Rif. Berti al Popera 1950 mt.
Ubicazione: Gruppo Dolomiti del Comelico - al Vallon Popera 224 metri - Telefono: 0435 67155 - Accessi: Dal rifugio Lunelli (da Padola per Valgrande) ore 1.30 sentiero 101. Da Passo Monte Croce Comelico m. 1636 ore 2.30 segnavia 124.

Escursioni: Al Rifugio Zsigmondy-Comici per Passo Sentinella e Strada degli Alpini (ferrata) ore 5.30-6 segnavia 101.
Al Rifugio Carducci m. 2297: 1° tronco al Bivacco Battaglion Cadore m. 2250 per la ferrata A. Roghel ore 3 segnavia 109 - 2° tronco per la ferrata della Cengia Gabriella ore 3.30-4 segnavia 110
Al Bivacco F. Piovan m. 2070 per la Forcella dei Camosci ore 1.30 segnavia 152
Ai Rifugi Prati di Croda Rossa m. 1899 transitando per il Rif: O. Sala m. 2049 segnavia n.124 - 15/A
Ai Rifugi Prati di Croda Rossa m. 1899 per la Croda Rossa Osservatorio m. 2939 per la via ferrata M. Zandonella ore 7.30 segnavia n.101


CLICCA PER INGRANDIRE
Click to enlarge

Ai Rifugi Prati di Croda Rossa m. 1899 transitando per il Rif: O. Sala m. 2049 segnavia n.124 - 15/A
Ai Rifugi Prati di Croda Rossa m. 1899 per la Croda Rossa Osservatorio m. 2939 per la via ferrata M. Zandonella ore 7.30 segnavia n.101

•  Rif. Carducci 2297 mt. :

•  Lo scenario è l'ampia conoide che si sviluppa all'estremità finale della Val Giralba, in corrispondenza dell'innesto nella Val d'Ansiei, nel Comune di Auronzo di Cadore.  Il Rifugio Alpino G. Carducci sorge a quota 2.397 mt., nell'antico circo glaciale dell'Alta Val Giralba.

Il Rifugio Carducci, appartenente alla Sezione Cadorina del C.A.I. di Auronzo, è perfettamente inserito tra i monoliti della Croda dei Toni, della Cima d'Auronzo e della Punta Maria. E' accessibile direttamente dalla Val Giralba tramite sentiero facilmente percorribile e dalla Val Fiscalina o dalle Tre Cime di Lavaredo, passando eventualmente per i Rifugi Zsigmondy/Comici e Pian di Cengia, lungo un sentiero più comodo e panoramico; e ancora, per i più esperti, attraverso i magnifici sentieri attrezzati "Roghel" e "Cengia Gabriella" provenendo dal Rifugio Berti. Inizialmente era un semplice ricovero di alta montagna. Chi ha avuto modo di scorrere le pagine della recente pubblicazione di Paolo Salvini: "Perle Dolomitiche. Nascita e curiosità dei rifugi storici in Cadore e Ampezzo", saprà senz'altro che la Sezione riuscì ad inaugurare ufficialmente il 31 agosto 1908 quello che rappresentava il suo primo rifugio, un piccolo edificio "….costruito in muratura con il tetto in lamiera zincata, internamente era composto al piano terreno da due locali, il primo dei quali, era sempre aperto al pubblico, mentre il secondo, che ha anche più spazio, serve da cucina e stanza da pranzo. Al piano superiore vi erano due locali con originariamente sei letti…" Durante il primo conflitto mondiale ebbe un ruolo importante come avamposto italiano, ma subì anche notevoli danni alla struttura che venne prontamente sanata negli anni immediatamente successivi. Solo nel '62, con l'allora Presidente della Sezione geom. Silvio Monti, le mutate esigenze degli alpinisti spinsero i soci della Sezione a realizzare una ristrutturazione completa con un primo ampliamento per l'allargamento della cucina, la realizzazione del magazzino e dei servizi igienici. Inaugurato solennemente il 1 settembre 1963, svolse egregiamente la sua funzione per oltre quindici anni. L'ultimo intervento significativo in ordine di tempo è riconducibile alla fine degli anni '70 quando "…venne deciso un nuovo ampliamento per potenziare i posti e ampliare la piccola sala da pranzo, grazie ad un corpo aggiunto lato est… …ristrutturare i servizi igienici, migliorare il ricovero invernale…"

Con il 1978 termina la narrazione della storia del Rifugio Carducci nel libro del Salvini, ma non gli sforzi della Sezione per migliorare la propria struttura. Sono questi gli anni in cui gli interventi sono rivolti soprattutto agli adeguamenti impiantistici, tecnologici e funzionali per adattare i rifugio alla rigorosa congerie di norme vigenti. Solamente lo scorso anno, grazie all'attenzione rivolta all'accesso alle varie forme di finanziamento, si è parlato d'intervenire ulteriormente sulla struttura, utilizzando, per la copertura di gran parte della spesa, un contributo regionale rivolto allo sviluppo e qualificazione dell'offerta turistica regionale, offrendo un'immagine d'insieme, soprattutto per chi proviene dalla Forcella Giralba, più regolare ed armoniosa. A disposizione degli escursionisti, infine il rinnovato ricovero invernale. Massimo Casagrande da: http://www.caiauronzo.it/quota864/numero6_art2.htm

Bivacco Battaglione Cadore 2250 mt.

Vedere: http://www.rifugio.it/Belluno.htm 

Dal punto di partenza Rif. Berti al Popera, mt1950, non si vede la “Via Ferrata”. Si segue quindi la freccia “Via ferrata Aldo Roghel” giunge così attraverso il “Canalone dei Fulmini” all'accesso a ca. 2350 mt. Seguire il segnavia n°. 109, indicazioni per il rifugio Carducci (punto di arrivo). Dal rifugio con 1h di ripida salita all'attacco della ferrata Roghel, non lunga ma molto impegnativa per la costante esposizione e la difficoltà di taluni passaggi verticali; un ripido sistema di scale e passaggi attrezzati con corde metalliche si arriva alla Forcella dei Campanili, 2565 mt., denominata anche Forcella Stallata(circa 1 ora dalla base del canalone). Da questa parte uno stretto e ripido canalone per il circo glaciale. Presso un bivio a ca. 2400 mt., si può raggiungere direttamente la “Via Ferrata Cengia Gabriella”. Con sufficiente tempo a disposizione si consiglia però di volgere a sinistra per scendere per ca. 150 mt. di dislivello al Bivacco Battaglione Cadore, 2251 mt. che si trova nel selvaggio Cadin di Stallata. Possibilità di riparo e posto di ristoro con acqua (possibilità di discesa verso Auronzo).

Si segue la traccia a destra sul ghiaione, segnavia 110, in direzione della parete sud-est del Monte Girala di sotto, 2883 mt., e si sale attraverso diverse scale verticali e un camino fino ad una conca rocciosa per raggiungere lo sbocco che porta a percorrere la stupenda via Cengia Gabriella, meno difficile della via Roghel, ma pur sempre impegnativa.

Traversata aerea, con un impressionante Sali scendi, parzialmente attrezzata nei punti più difficili; alcuni passaggi duri nel "doppiare" lo spigolo sud del Monte Giralba di Sotto. Questa ferrata non offre vie di fuga, spesso il canalino di discesa presenta neve anche in estate inoltrata. Ad un certo punto si può vedere in lontananza il Rif. Carducci 2297 mt.; ( 6,30h di percorrenza dal rif. Berti si al rif. Carducci).
Sulla cresta sud del Monte Girala di sotto 2883 mt., la cengia si allarga con un improvviso precipizio.
Assicurarsi con le corde metalliche e si scende in una gola per lo più piena di neve e ghiaccio fino all'esteso circo glaciale e poi al Rif. Carducci, 2297 mt. Ca. ore 3 dal Bivacco Battaglione Cadore

N.B. Percorrere le due ferrate assolutamente solo con bel tempo stabile. Volendo si può "chiudere" il giro del Popera tornando dal rif. Carducci al rif. Berti attraverso la via attrezzata Strada degli Alpini, facile ma lunga.
Per tutto il giro calcolare circa 11h di percorrenza totale .

Discesa:
Dal Rif. Carducci, 2297 mt., si sale alla forcella Girala, 2431 mt. e passando per il Rif. Zsigmondy-Comici, 2235 mt., si scende a Campo Fiscalina (Fischleinboden).Curiosità: http://www.donbosco-pn.it/links/valgrande/escursioni.html

CRODA ROSSA DI SESTO, 2939 m .
Dalla posizione del sole rispetto alle crode che chiudono a sud la loro magnifica valle, gli abitanti di Sesto Pusteria desumevano in antico l'ora del giorno.
Cima Nove, Dieci, Undici, Dodici, Una: la grandiosa meridiana naturale reca ancora i nomi delle ore. La Cima Dieci è tuttavia generalmente conosciuta come Croda Rossa di Sesto:
un gigante di roccia che sfiora i tremila metri d'altezza e sembra messo lì a vigilare gli accessi alla valle del sud, per il Passo di Monte Croce Comèlico e per gli alti valichi della Val Fiscalina.
Su quelle cime, tra il 1915 e il '17, la Croda Rossa fu il baluardo più conteso, per il cui possesso le truppe alpine dell'una e dell'altra parte si batterono con pari valore. E di quella lotta leggendaria la montagna conserva le testimonianze indelebili: caverne, gallerie, trinceramenti, resti di baracche, di scale, di teleferiche.