
Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo, non didattico. Se non sei un esperto, rivolgiti a una sezione di un Club alpino, a una guida alpina professionista, oppure a una scuola abilitata di alpinismo, scialpinismo, arrampicata o speleologia. Leggi le avvertenze.
Difficoltà:
Sono in realtà due brevi facili ferrate concatenate: Via ferrata Giovanni Barbaranella e Via ferrata Lucio Dalaiti nella Valle di Fanes (1300mt) attraversata
dal fiume Boite, percorribili in tutta tranquillità.
E proprio la classica prima escursione
per chi vuole avvicinarsi al mondo delle vie ferrate. (Consigliabile la giacca a vento!). Durante la salita del sentiero, che porta alle ferrate delle cascate fate attenzione alle MTB (specialmente nei mesi di luglio e agosto). Purtroppo per l'euforia di qualcuno puoi essere investito!!! 
Tempo: ferrate: circa h. 1, 15 m'.
Dislivello:
100 mt. ferrata
Cortina d'Ampezzo: Per la statale che da Cortina d'Ampezzo(BL) va a Dobbiaco (BZ) dopo circa 5 km, sulla sinistra, si lascia la strada principale
per una secondaria piuttosto stretta che porta direttamente all'entrata
della valle dove c'è un comodo parcheggio, un campeggio ed
un ufficio delle guardie forestali.


Clicca per ingrandire
Per
salvaguardare le poche zone ancora intatte da esagerate speculazioni
a scopo di lucro, per porre un freno allo sfruttamento incontrollato,
per proteggere flora e fauna in pericolo di estinzione, la Provincia
Autonoma di Bolzano ha istituito una serie di parchi naturali, di
cui quello di FANES-SENNES-BRAIES è uno dei più vasti
e forse il più suggestivo. Il parco naturale fu inizialmente
molto discusso e, contemporaneamente, sostenuto e contestato, ma dopo
un periodo di necessaria maturazione aumentò gradualmente la
sensibilizzazione della popolazione verso i problemi della tutela
della natura e dell'ambiente e oggi si è sempre più
convinti che questi pochi angoli di pace e tranquillità devono
essere assolutamente salvaguardati. Le regioni di Fanes, Fodara Vedla
e Sennes costituiscono il nucleo centrale di questo parco naturale
che coinvolge, però, anche vasti territori dei comuni confinanti
con quello di Marebbe, cioè dei comuni di Braies, di Valdaora,
di LaValle e Badia. Con i suoi 25.680 ettari il parco naturale FANES-SENNES-BRAIES è inoltre uno dei parchi più vasti, superato solamente
da quello del "Gruppo di Tessa".
La
Valle di Fanes inizia a solo 5 km da Cortina nel gruppo delle dolomiti
di Braies e si snoda dal Ponte Alto 1460 mt. al passo di Limo a 2172
mt. Si percorre comodamente su un sentiero ampio e ben tracciato in
un'atmosfera particolare spesso arricchita dal fresco rumore del rio
di Fanes. Impressionante la parete sud del Taè che sporge sulla
valle e la colorazione del col Becchei di colore giallastro, in netto
contrasto con la dolomia principale del monte Vallon Bianco. Il rio
di Fanes è interrotto da uno sbarramento artificiale che da
luogo all'omonimo lago 1832 mt. e a due meravigliose cascate che si
possono ammirare ed attraversare durante il percorso.
L'attraversamento è reso possibile da due brevi vie ferrate,
la Giovanni Barbara, più a valle e la Lucio Dalaiti a quota
1700 mt. In entrambi i casi si tratta di due vie perfettamente curate,
brevi e di facile percorrenza, ma di grande suggestione per il territorio
del tutto particolare che attraversano. Incredibile
è il frastuono
delle cascate quando si percorre in sicurezza le strette cenge che
ne permettono l'attraversamento rimanendo all'interno della caduta
d'acqua, altrettanto sorprendente è l'estrema frescura che
si percepisce anche nelle giornate più calde. Un facile itinerario
dunque, ma assolutamente da non perdere per la ricchezza e la particolarità
del percorso.
VIA
FERRATA ALLA CASCATA VALLE DI FANES (chiamata anche Giovanni Barbara
e Lucio Dalaiti).
Il percorso si svolge dentro il Parco Naturale delle Dolomiti d'Ampezzo.
Numerosi cartelli lungo il sentiero in varie lingue italiano, latino
e locale danno un nome alle piante che s’incontrano. 
Con l'auto, lasciata alle spalle Cortina in direzione Dobbiaco, dopo
5 km, a sinistra, si prende una stretta stradina asfaltata fino al
parcheggio prima delle sbarre. 
Si sale dolcemente il largo sentiero per circa 45. Attenzioni agli
scatenati che scendono in mountain bike a tutta velocità!!!.

Ignorare i molti cartelli che indicano “CASCATE DI FANES”;
invitano solamente a svoltare per un sentiero minore, a destra, che
portano ad un belvedere di fronte alla cascata.
Si procede sempre lungo il largo sentiero principalen°. 10,
superando con
un paio di ponti in legno
profonde gole "orridi".
Attraversato il ponte Outo
(magnifico panorama a destra, verso la Tofana,
mentre se si guarda verso il basso s’intravede l’impressionate
gola che s’apre sotto il ponte “profondo orrido”),
si arriva ad una specie di area picnic con tavolo e panche.
Percorso:
Qui, inizia l’attacco alle ferrate
(si consiglia di equipaggiarsi
con normale attrezzatura da ferrata, giacca a vento o poncio e macchina
fotografica).
Fatti alcuni metri, immediatamente si percorre una cengia attrezzata
da fune una metallica.
La cengia, larga più di un metro e venti, si svolge lungo una
cengia orizzontale a strapiombo (cavetto a sinistra, strapiombo a
destra).
Il luogo è profondamente suggestivo;
dopo un centinaio di metri
si arriva alla parte alta della cascata.
Il sentiero passa dietro la cascata stessa
(obbligo una sosta per
poter ascoltare il fragoroso rumore della cascata e scattare qualche
foto). .GIF)
Il passaggio dietro è comodo, indimenticabile (si consiglia
di mettere il poncio, specialmente dopo numerose piogge o in tarda
primavera). Il cavo metallico serve molto in quanto la roccia è
sempre bagnata e scivolosa.
Passata la cascata, si sale di qualche metro,
quindi subito si comincia
a scendere ripidamente prima per sentiero all'interno della forra
rio Fanes e poi , aiutati dalla corda metallica
e da una scaletta di pioli infissi sulla parete.
Si arriva alla base della cascata, dove c'è uno spiazzo con
un paio di cartelli.
Uno segna la via del ritorno: traversando su un piccolo ponte,
si
ritorna alla parte iniziale della cascata,
sotto la parete che abbiamo
attraversato in diagonale all'inizio.
Si supera una cengia in salita diagonale,
sempre aiutati
con la fune metallica, si supera un salto di roccia in salita
per ridiscendere su una tre metri di parete gialla e un poco strapiombante
. Altra cengia che ci porta a superare una protuberanza di roccia a forma di spigolo
e si ritorna, con un'altra cengia al punto di partenza.
Discesa:
Si discende per il comodo sentiero di salita fino al parcheggio; circa
40 minuti.
 |
E' stata la prima ferrata di mia figlia Elena a otto anni e di mia
moglie Alessandra.
E' semplice, breve, emozionante. Un buon avviamento per chi si vuole avvicinarsi al mondo delle vie ferrate,
basta aver le dovute cautele e buona preparazione.
Mia figlia, oltre che a dotarla di un nomale equipaggiamento da ferrata
(casco, imbrago, e set completo da ferrata), l'ho assicurata a me, con un cordino
di 2 metri. Rifatta l' 8 agosto del 2010 con mio figlio Alvise. |
Vedi siti: www.bellunovirtuale.com, google maps
