
" Chi ha esperienza di montagna sa quanto sia importante avvistare da lontano la sagoma indistinta di un rifugio alpino, del rifugio programmato come "tappa" della propria escursione, significa provare la soddisfazione d'essere quasi arrivati, pregustare una bevanda dissetante , un piatto caldo, un bicchiere di vino e il riposo su un rustico letto d'alta quota, ma vuol dire anche anticipare in cuore il piacere dell'accoglienza, di un sorriso semplice che ti viene da chi conosce la fatica della salita, da chi sa che cosa significhi amare l'alpinismo"
Tratto da Guida
ai rifugi del Trentino
Azienda promozione Turistica del Trentino

Difficoltà:
Via ferrata particolarmente difficile. Bisogna essere preparati all'esposizione e sopratutto per i primi 50 mt. avere resistenza nellle braccia per superare la verticalità della parete.
La Via Attrezzata al Piz Boè " Cesare Piazzetta" è una delle più impegnative ferratei delle Dolomiti. E' utile un
ulteriore cordino di sicurezza.

Rifugi: Rif Capanna Fassa Situato sulla cima del Piz Boè, la più alta del Gruppo del Sella a 3152 mt - Rif. Forcella Pordoi, 0462 - 767500, sulla forcella Sass Pordoi, 2.830 mt., privato.
Dislivello: Salita: ca. 900 m. Discesa: ca. 900 m. Via ferrata: ca. 500 m.
Tempo di percorrenza: Salita: Passo Pordoi - Piz Boè, ca ore
3,30 Discesa: Piz Boè - Forcella Pordoi - Passo Pordoi, ca.
ore 1,30 Via ferrata: ca. ore 2
Indicazione:

Stupenda via ferrata di elevatissima difficoltà, caratterizzata
da una parete
iniziale liscia e priva di appigli. Una volta superata
la prima difficoltà, la scalata procede regolare e rimangono
da segnalare
un paio di passaggi "a tetto" e la presenza
di un ponte sospeso
privo di pavimentazione.
La parte alta del percorso
non è attrezzata, ma non presenta grandi difficoltà,
è piuttosto un sentiero da percorrere con molta prudenza.
Una
volta in cima la vista spazia a 360° sui massici del Sella (siamo
nel punto più alto), della Marmolada e del Sassolungo; a valle
si intravvedono Canazei e la val di Fassa. Il percorso di rientro
è molto semplice, ed una volta giunti alla Forcella del Pordoi
si può salire fino alla vetta del Sass Pordoi per poi scendere
in funivia, piuttosto che percorrere il ripido ghiaione che dalla
Forcella porta giù al passo. Durante la prima fase dell'avvicinamento,
non si può fare a meno di visitare l'Ossario del Pordoi, impressionante
mausoleo eretto a memoria dei soldati tedeschi caduti nelle due Guerre,
ed ancora oggi considerato territorio tedesco.
N.B. L'avvicinamento è molto lungo e faticoso e si snoda attraverso
i prati che portano alla parete dove è situato l'attacco della
via attrezzata. Non lasciatevi scoraggiare dai primi difficili passaggi
sulla parete liscia, una volta superati quelli potrete procedere con
tranquillità.
