
" Chi ha esperienza di montagna sa quanto sia importante avvistare da lontano la sagoma indistinta di un rifugio alpino, del rifugio programmato come "tappa" della propria escursione, significa provare la soddisfazione d'essere quasi arrivati, pregustare una bevanda dissetante , un piatto caldo, un bicchiere di vino e il riposo su un rustico letto d'alta quota, ma vuol dire anche anticipare in cuore il piacere dell'accoglienza, di un sorriso semplice che ti viene da chi conosce la fatica della salita, da chi sa che cosa significhi amare l'alpinismo"
Tratto da Guida
ai rifugi del Trentino
Azienda promozione Turistica del Trentino
La ferrata degli Alleghesi al Monte Civetta , colosso dolomitico la
cui cima è la meta di questa escursione, è una delle
più note vie attrezzate delle Dolomiti; un famoso percorso,
bellissimo, soddisfacente e soprattutto panoramico, ma anche di
impegno per la sua lunghezza.
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Difficoltà: Per esperti:
Non presenta passaggi difficili, bisogna esere allenati per la particolare lunghezza della ferrata per non trovarsi affannati. Affrontare l'ascensione solamente con il tempo bello!!!
All'inizio dell'estate per la discesa è consigliabile portare con sè la piccozza da ghiaccio. La ferrata sui salti verticali è ben attrezzata e protetta. Se piovuto di recente attenzione
alla possibile formazione di vetrato (ghiaccio) specialmente sulle placche e rocce . |
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Tempo: circa: h. 3.20 per la salita dal'attacco/ circa 3 ore per la discesa. dalla cima. - Tempo totale: Dal rif. Coldai, al suo rientro 8.00 - 9 ore compreso la discesa. |
Dislivello:
Dal Rif. Adolfo Sonino al Coldai 2135 mt. alla Cima Civetta 3220 mt.
mt. 1.085.
Dalla cima Civetta al Rif. Torrani 2984 dislivello: mt. 236 mt., circa 40 m'. - Dal rif. Torrani al sentiero Tivan circa 2 ore. - Attenzione!!! Alla fine della normale non scendere troppo; tenersi subito sulla sinistra orografica - Dal sentiero Tivan segnalazione n°. 557 al rif. Coldai circa 2 h. - Dal rif. Coldai 2135 mt. alla Casera di Pioda, 1892 mt. 45 m'. - Da Casera di Pioda al parcheggio di Palafavera 1541 mt. 1 ora.
Rifugi:
Rif. Maria Torrani 2984 mt. costruito nel 1938 dalla sez. CAI di Conegliano. Tel. 0437 789150
Raggiungibile: per la ferrata degli Alleghesi o per la via normale a Cima Civetta
Rif. Adolfo Sonino al Coldai 2135 mt. costruito nel 1905 dalla sez. CAI di Venezia. Tel. 0437 789160
Raggiungibile: Da Palafavera, val di Zoldo, m.1507, a monte di Pecol, strada per Casera di Pioda, qui parcheggio. Di qui s.556, ore 1. Dalla Baita Scoiattolo m.1455, di Pian di Pezzé, s.564 e 556, ore 2. Dal Passo Staulanza, s.568, 561 e 556, ore 2..
Partenza:
Per la s.s. 251, si raggiunge Pecol
di Zoldo e continuando, per strada asfaltata, si parcheggia nei pressi
del rifugio Palafavera. Una strada sterrata (segnalazione del C.A.I.),
porta alla Casera di Pioda (30').
Una mulattiera conduce, attraverso
pascoli e roccette, al Rif. Coldai (2132 metri-ore 2,00' dal P.P.),
la zona è popolata dalle marmotte.
Con la seggiovia di Palafafera, si risparmia 1 h. di cammino (prima corsa alle 8,30 in estate).
Da Alleghe per sentiero 564 , con cabinovia e seggiovia fino a Col dei Baldi.
Escursioni
principali:
Dal rif. Adolfo Sonino al Coldai
· al Rif. Tissi: per s.a. n. 560 (Forcella Coldai 15' m., lago Coldai,
Forcella Col Negro, Forcella Col Rean);
· al Rif. Vazzoler: per s. attr. Tivan n. 557 (Schenal del
Bec), per tracce di sentiero in quota, prima di Forcella de le Sasse
per s.a. n. 558 (Van de le Sasse), al Pian de le Taie, sotto la Torre
Trieste, per s.a. n. 555;
· al Rif. Maria Vittoria Torrani: per s. attr. Tivan n. 557,
al Schenal del Bec per v. f. degli Alleghesi (base sperone orientale
Punta Pivetta, Punta Tissi, Cima monte Civetta);
· al Rif. Maria Vittoria Torrani: per s. attr. Tivan n. 557
(Schenal del Bec), per via normale alla Civetta (Passo del Tenente,
Pian de Tenta, Crepe basse).
Salita: Dietro al rifugio si imbocca il sentiero
Tivan che si snoda nella valle delle Ziolere e tra detriti e zolle
erbose supera un colatoio scendendo in una insellatura prativa tra
lo Spiz Gallina e la bella Torre di Valgrande.
Si attraversano poi dei ghiaioni fino ad un'ampia sella piena
di grandi massi detta Porta del Masarè tra lo Schinal del
Bec e la Punta Civetta. Giunti a questo punto
si abbandona il
sentiero e si seguono le indic. a dx per l'attacco della ferrata
(2420 metri-ore 2,30' dal PP).
Da un terrazzo alla base
dello
sperone roccioso parte una prima fune con pioli per superare una
paretina strapiombante. Si prosegue per canalini e placche
fino
a raggiungere lo spigolo da dove si ha una bellissimo panorama
sulle torri settentrionali (Pan di Zucchero, Torre di Val grande
e Torre D'Alleghe,
poi per vari salti rocciosi e attraverso un
difficile camino verticale
(ottime le funi e i pioli) si giunge alla cresta in corrispondenza
della forcella
tra Punta Civetta e Punta Tissi (2992). Attraverso il sentiero si risale alla Punta Tissi continuando in cresta, in parte attrezzata.
Ora la vista si
apre sul versante opposto;
giù si vede:
il rif. Attilio Tissi, il fondovalle con il Cordevole, Alleghe con il verde
lago, sullo sfondo, Madonna delle Grazie, Caprile, Colle Santa lucia, l'imponente mole della Marmolada e quasi tutti i gruppi e le cime principali delle Dolomiti.
Impressionante e magnifica è la vista verso la celebre parete
di NO, alta più di un chilometro e ampia sette, chiamata anche
la “Parete delle Pareti”. Salendo lungo la cresta,
per facili rocce, finalmente
si raggiunge la vetta
(3220 metri - ore 3.15' dall'attacco).
Il panorama
è affascinante e spazia per 360 gradi. In vetta, vicino alla
croce, c’è da porre la firma sul diario.
Discesa:
Prestare attenzione in caso di nebbia!!!
Dalla cima, per tracce di sentiero (segni rossi, ometti) e placche di rocce si arriva in 20 m'. sopra al rif. Torrani.
Con l' aiuto di funi di metallo, si supera la paretina a sin. che termina ai piedi del rifugio. (Ottimo punto d'appoggio per coloro che affrontano la traversata del massiccio lungo le due ferrate o per chi sale la via normale ed anche per gli alpinisti che si sono cimentati sulla salita della parete Nord Ovest). (Meglio prenotare; tel. 0437 789150).
Il rifugio Torrani presenta una superficie contenuta (non è
il solito albergo da 60-80 posti letto che usualmente si trova in
montagna); ha solo 15 posti letto, in caso di emergenza estensibile
fino a 20-22.
Raccomando di passar la notte al rifugio per lo stupendo panorama
che si gode sia sulla vicina cima Civetta e all’alba verso la
Val Zoldana.
Dal rif. Torrani scendere per la via normale del "Piovanèl", prima per sentiero ben segnato e poi aiutati da funi ben attrezzate aiutano a scendere gradoni e salti di roccia fino, seguendo le corde fisse, ad arrivare all'esposto Passo del Tenente,
un cornicione roccioso inclinato verso valle, attrezzato con fune.
Superatolo si arriva alla base della via normale lambita dalla neve. 
Impresa invernale di TONI VALERUZ: CORRIERE DELLA SERA.
Valeruz scende con gli sci dai 3218 metri del Civetta
nuova impresa di Tone Valeruz che si e' fatto calare sulla cima del Monte Civetta in elicottero ed e' sceso tra mille difficolta' fino al rifugio Plan dei Crep
------------------------- PUBBLICATO ------------------------------ TITOLO: Valeruz scende con gli sci dai 3218 metri del Civetta L' IMPRESA - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - AGORDO (Belluno) . Questa volta ha rischiato grosso. Dall' elicottero avrebbero voluto aiutarlo, ma lui ha rifiutato: Tone Valeruz e' sceso con gli sci ai piedi del Civetta, "la montagna che incanta", nelle Dolomiti agordine. Tre ore e 35 minuti di tensione per un' impresa mai tentata finora. Si e' buttato giu' per la parete nord est, dai 3218 metri della vetta: 1000 metri di dislivello con 60 gradi di pendenza media e neve ghiacciatissima. Un' impresa da brivido: "La piu' difficile della mia vita", ha commentato Valeruz che ha all' attivo decine di discese impossibili. All' arrivo il 43enne maestro di sci della Val di Fassa era esausto. Nella ricognizione di giovedi' non avrebbe mai pensato a un impegno psicofisico del genere. Ieri pero' , pur essendo una giornata serena, le condizioni erano cambiate. Bisognava fare i conti con raffiche di vento fortissimo che spazzavano il massiccio dolomitico. Un ostacolo in piu' . Valeruz, che si e' fatto calare sulla cima da un elicottero, ha cominciato a disegnare i suoi zig zag nella neve lungo il primo costone intorno alle 10. La discesa ha riservato difficolta' inaspettate. A un certo punto ha perso un bastoncino. Dall' elicottero sono riusciti a dargliene un altro. Anche in un' altra occasione gli uomini dell' elicottero, pensandolo in difficolta' , avrebbero voluto intervenire. Ma Valeruz ha tenuto duro. Dopo 3 ore e mezzo d' inferno e' giunto al rifugio Pian dei Crep, dove si e' rifocillato prima di scendere a valle in cabinovia. Chi glielo fa fare: "Non lo so nemmeno io . risponde . quando vedo una parete e colgo la possibilita' di scendere, provo una sorta di attrazione, una specie di sentimento puro".

