SELLA
FERRATA DELLE MEISULES AL PIZ SELVA

 

La via ferrata delle Mésules oltre ad essere una delle più frequentate è la più antica delle ferrate delle Dolomiti (1912) ed è ancora oggi una delle più impegnative. Nel tardo autunno si sconsiglia il percorso nelle prime ore del mattino perché molto ghiacciato.

 


  " Chi ha esperienza di montagna sa quanto sia importante avvistare da lontano la sagoma indistinta di un rifugio alpino, del rifugio programmato come "tappa" della propria escursione, significa provare la soddisfazione d'essere quasi arrivati, pregustare una bevanda dissetante , un piatto caldo, un bicchiere di vino e il riposo su un rustico letto d'alta quota, ma vuol dire anche anticipare in cuore il piacere dell'accoglienza, di un sorriso semplice che ti viene da chi conosce la fatica della salita, da chi sa che cosa significhi amare l'alpinismo"

Tratto da Guida
ai rifugi del Trentino
Azienda promozione Turistica del Trentino

Difficoltà: Via ferrata particolarmente difficile
Punto di partenza: Passo di Sella, 2240 m

Punto di appoggio: Rif. Passo Sella, 2183 mt. Il rifugio Passo Sella si trova ai piedi del Sassolungo in un luogo di particolare bellezza. Il paesaggio e l'armonioso panorama rendono il Passo Sella un posto privilegiato e una meta quasi d'obbligo per chi visita le Dolomiti. Raggiungibile facilmente in auto e in autobus è punto di partenza, in estate, per passeggiate, escursioni e arrampicate tra le più conosciute.

Rif. Passo Sella.

Dislivello: Salita: ca. 700 m
Discesa: ca. 700 m
Via ferrata: ca. 500 m

Tempo di percorrenza: Salita: Passo sella - Piz Selva, ca. ore 3,30 Discesa: Piz Selva - Piz Gralba - Val Lasties - Passo Sella, ca. ore 4 Via ferrata: ca. ore 2,30
Indicazione: La via ferrata delle Mésules è la più antica tra le vie ferrate delle Dolomiti (1912) ed è ancora oggi una delle più impegnative. Nel tardo autunno si sconsiglia il percorso nelle prime ore mattutine perché molto ghiacciato.
1. Passo Sella (2240 m) - Attacco (290 m): 50 mds, 0:20
2. Attacco - Piz Selva (2940 m): 650 mds, 2:45
3. Pizz Selva - Forcella d'Antersass (2840 m): 100 mds, 1:30
4. Forcella d'Antersass - Val Lasties (2020 m): 820 mds, 1:20
5. Val Lasties - Passo Sella (2240 m): 220 mds, 0:50
Totale: salita = discesa = 920 md, 6;40 ore
ACCESSO STRADALE: Il Passo Sella è facilmente raggiungibile sia da Canazei che da Selva di Val Gardena.
1. Il sentiero (attenzione ai segni) sale dolcemente lungo le pendici franose a ridosso delle rocce. A destra si ergono le Torri del Sella, luogo di ritrovo di molti arrampicatori. Davanti, sulla sinistra, il Sassolungo. In meno di trenta minuti si raggiunge la base del salto di roccia che ci separa dai ghiaioni sovrastanti. Il percorso di salita è ben identificabile, sia dal Passo Sella che dalla val Gardena. Esso si snoda, infatti, lungo la verticale parete scura che sale fino ad una sella situata in posizione molto inferiore rispetto alla cima. Da qui, un ghiaione prima ed un breve tratto attrezzato poi, permettono di raggiungere il Piz Selva.
Dal Passo Sella le tre Torri del Sella.

La ferrata mostra subito la sua classe. Un cavo tracciato in linea retta risale la verticale ed umida parete (attenzione al ghiaccio in caso di freddo) e permette di guadagnare velocemente quota. Il primo tratto conduce per un umido e stretto camino verticale, che richiede molta attenzione e forza di nervi, in quanto è privo (fino all'estate 2000) di cavo per l'autoassicurazione. Unico aiuto sono dei pioli scivolosi che permettono di superare, senza troppa difficoltà se non ci si lascia impressionare, questo punto chiave. Gli spazi molto angusti e la considerevole distanza tra i pioli possono creare difficoltà alle persone di grossa corporatura e ai bambini. Questi ultimi è consigliabile siano assicurati in cordata data l'obiettiva pericolosità del percorso. Improvvisamente il camino si esaurisce. L'uscita è molto singolare. Senza alcuna assicurazione, infatti, si deve aggirare una roccia su un terrazzino per raggiungere una scala sospesa nel vuoto che permette di superare un salto verticale. Se fino ad adesso la ferrata è rimasta confinata in un angusto camino, ora lo scenario cambia decisamente. Il vuoto fa da padrone. La parete che stiamo salendo appare in tutta la sua verticalià. Con un'assicurazione esemplare, la ferrata sale verticalmente la scura parete in continua e estrema esposizione. Sotto di noi, poco lontano, i tornanti della strada per il Passo Sella. La salita è decisamente emozionante. La vista del baratro sotto i nostri piedi ripaga lo sforzo psicologico iniziale. Ancora tratti di fune verticale alternati a brevi, bellissime traversate orizzontali che, con l'aiuto di qualche staffa, permettono di raggiungere l'uscita della ferrata (2540 m). Se da un lato ci possiamo permettere un rilassamento psicologioco, la vera fatica deve ancora venire. La salita alla cima infatti, sebbene facile, è decisamente faticosa. Il sentiero che prosegue per il ghiaone permette di superare circa 200 md attraversando un ambiente ostile e solitario, impressionante in caso di avverse condizioni metereologiche. Giunti ad un altopiano, il sentiero prosegue verso sinistra (ometti e segni rossi - attenzione in caso di nebbia) fino alle basi di un canalino. La fatica non è finita, l'ultimo salto di roccia che ci separa dalla cima, attrezzato con corda, è piuttosto facile anche se non deve essere sottovalutato, soprattutto in caso di pioggia, dato che risale un canalino umido e molto scivoloso. Il cavo si esaurisce poco sotto la cima che si raggiunge per sentiero.

Discesa:
La discesa classica è molto lunga ma estremamente bella e appagante, anche se, in caso di maltempo, può risultare estenuante. Si segue il sentiero verso nord in continuo saliscendi, superando due deviazioni verso sinistra per il Passo Gardena (tracce) la prima, e per il rifugio Pisciadù la seconda. Dopo circa un'ora e trenta si raggiunge la forcella d'Antersass.
4. Da questo punto inizia la discesa vera e propria (verso destra al bivio - a diritto possibilità di proseguire per il Piz Boè). Si scende verso sud nella Val Lasties per lungo tratto su roccia e ghiaia in un bellissimo contesto paesaggistico, poi per sentiero tracciato sui prati che solcano il fondovalle. Impressionante la veduta sulle pareti del Sella sia a destra che a sinistra. Una delle discese più belle delle Dolomiti. Giunti al Plan del Sella si prosegue verso destra sul sentiero 656. Più in basso si raggiunge un torrente dove si può fare una breve sosta rinfrescante. Si tiene a destra in risalita per prato e bosco fino alla strada asfaltata per il Passo Sella che, in qualche modo, deve essere risalita.

NOTE:Il giro classico è molto lungo. In caso di maltempo non offre scappatoie ma, con energie a disposizione, può essere effettuato in un tempo molto più breve del previsto (soprattutto quando i fulmini ti rincorrono). Il giro è molto vario e spettacolare. La ferrata, decisamente una delle più emozionanti delle Dolomiti, si esaurisce piuttosto rapidamente. Se ci si sente stanchi dopo la ferrata è bene non pensare al cammino che ci separa dal Passo Sella. Atipica l'autoassicurazione: per lunghi tratti verticali manca la fune metallica: attenzione in caso di maltempo. Oltre al fatto che la ferrata non offre vie di fuga, i tratti attrezzati di soli pioli lungo il camino possono diventare estremamente difficili da discendere con roccia scivolosa. Molto utile, in questo caso, avere a disposizione una corda per l'assicurazione. La traversata dell'altopiano del Sella è bellissima, soprattutto se avete la fortuna di percorrerla in condizioni favorevoli, tuttavia non permette un rapido rientro in caso di maltempo. Molto bella, inoltre, la discesa nella val Lasties.