PALE DI SAN MARTINO

MONTE CIMERLO 2503 mt.
SENTIERO ATTREZZATO DINO BUZZATI - SENTIERO ATTREZZATO DEL CACCIATORE

Sito ufficiale C.N.S.A.S.
  " Chi ha esperienza di montagna sa quanto sia importante avvistare da lontano la sagoma indistinta di un rifugio alpino, del rifugio programmato come "tappa" della propria escursione, significa provare la soddisfazione d'essere quasi arrivati, pregustare una bevanda dissetante , un piatto caldo, un bicchiere di vino e il riposo su un rustico letto d'alta quota, ma vuol dire anche anticipare in cuore il piacere dell'accoglienza, di un sorriso semplice che ti viene da chi conosce la fatica della salita, da chi sa che cosa significhi amare l'alpinismo"

Tratto da Guida
ai rifugi del Trentino
Azienda promozione Turistica del Trentino

 

 

 

 

Difficoltà: via ferrata difficile. Percorso circolare solitario e faticoso. Prudenza in caso di nebbia! Scarsa la segnavia.

 

 




Tempo di percorrenza: Salita: Rif. Baita Ritonda – Cimerlo, ca ore 4 – Discesa: Cimerlo – Sentiero del Cacciatore _ Rif. Baita la Ritonda , ca. ore 3 – Ferrata: ca. ore ¾.


 

 


Dislivello: Salita: ca. 1300 mt. – Discesa ca, 1300 mt. – Ferrata, ca, 800 mt.

 

 




Rifugio: Baita
la Ritonda 1160 mt.

 


Clicca per ingrandire
Click to enlarge

Questa escursione si svolge nell'estremità meridionale del gruppo delle Pale di San Martino, per l'ascesa alla cima Della Stanga si utilizza il sent. Dino Buzzatti mentre la discesa viene fatta sul sent. Del Cacciatore. Per raggiungere il PP si percorre la ss. 50, arrivati a Fiera di Primiero si seguono le ind. sulla dx che conducono a Tonadico e poi Val Canali; raggiunto l'albergo al Cant del Gal si imbocca sulla sx una stradina asfaltata che in 2,5 km porta a Prati Fosne.
Nei pressi ci sono due parcheggi e tre diramazioni, imboccheremo il s. 747 ( 1370 m ) prima su carrabile poi attraverso un bel bosco si punta decisamente alle propaggini del M. Cimerlo .
Dopo circa ore 1.00' si esce sulla grande fascia detritica affrontando il ripido canalone, solo adesso si può vedere verso Sud il fondovalle; terminato il tratto franoso ci si trova immersi in un paesaggio fantastico fatto di pinnacoli e torri tra cui spicca una bella piramide, la quota raggiunta è di circa 2000 m . e dopo 2 ore di salita conviene fare una sosta.
Verso SE il panorama si apre sul gruppo del Cimonega mentre a S in Val Canali si distingue il laghetto di Welsperg. Il percorso si snoda senza grosse difficoltà fino all'attacco della ferrata ( 2150 m ), mediamente facile il primo tratto, poi però poco più avanti c'è il punto chiave che se non si è preparati dà del filo da torcere anche ai più esperti: una fenditura profonda tra le rocce fa una certa impressione perchè è larga circa 50 cm ,provvista di scalette e funi si incunea verso l'alto per una decina di metri,con lo zaino non si passa e bisogna arrampicare su roccia scivolosa, alla fine si esce con fatica e guardando in basso si capisce tutta la difficoltà di questo tratto. Proseguendo su facile sentiero marcato si sale poi sul pendio erboso del M. Cimerlo 2503 mt.(ore 3.00' dal PP); un bel panorama sulla Valle Cismon e sul paese di Fiera di Primiero si offre alla vista sul versante S mentre a N si scorgono le Torri Del Cimerlo.
Un altro tratto assicurato porta poi sul lato settentrionale della cima scendendo con passaggi impegnativi fino ad aggirare la Torre Moser ,si risale ancora di poco per la cresta della spalla di Cima Stanga fino al bivio (45' ) che conduce al rifugio Velo della Madonna a sx mentre a dx si imbocca il s. 742 Del Cacciatore ( 2500 m ca.).

 Discesa:
Questo percorso, per il ritorno non presenta grosse difficoltà basta avere con se l'indispensabile attrezzatura da ferrata e non dimenticare un paio di ramponi (dovrebbero non mancare mai nello zaino); già sotto la Cima della Stanga si vede
il percorso che si andrà ad affrontare (Qui c'è la possibilità di scendere in 1 ora circa al Rif. S.A.T. Velo della Madonna, 2358 mt.). Rimanendo a destra e scendendo per i sentiero n°. 749 si scende seguendo il “Sentiero del Cacciatore” scendendo fin sotto al fianco orientale del Sass Maor prima su tratti prativi e poi tra i detriti attraverso un nevaio (ore 4.30' dal PP). I punti più esposti sono provvisti di assicurazioni, specie lungo le cenge (2000 mt.), in alto dominano le cime della Madonna e il Sass Maor, poi si continua a scendere sotto la base della parete attraversando un torrente che esce da una gola ostruita da enormi massi mentre lungo il sentiero ora si può scorgere la sottostante Val Pradidali. Un canalone innevato (attenzione!) porta infine all'ultimo tratto del percorso su greto ghiaioso al bivio con il s .719 (ore 5.45' dal PP), questo sentiero quasi pianeggiante ci riporterà in circa ore 1.15' al PP di Prati Fosne.

Note:
Con sufficiente tempo a disposizione e buona condizione fisica si può raggiungere il pounto di partenza superando il Rif. S.A.T. Velo della Madonna – la via ferrata del Velo – La via Ferrata del Porton – il Rif. Pradidali, circa 0re 10/11.

 

Pale di San Martino_olio di g.frison'04