CIMA D’ASTA 2874 mt.
FERRATA GIULIO GABRIELLI

Difficoltà: abbastanza facile. Attenzione al tempo e alla lunghezza del percorso.


Tempo: circa: 7,15 ore


Dislivello: Totale: salita circa 1600 md. - discesa = 1600 md.
1. Malga Sorgazza (m 1450) - Vallon di Cima D'Asta (m 2000): 550 md, 1:35
2. Vallon di Cima d'Asta - Rifugio Ottone Brentari (Rif. Cima d'Asta) (m 2473): 470 md, 1:05
3. Rifugio Brentari - sella (circa m 2650): circa 200 md, 0:30
4. sella - punto basso (circa m 2550): circa 100 md, 0:15
5. punto basso - Cima d'Asta (m 2874): circa 300 md, 0:40
6. Cima d'Asta - punto basso (circa m 2550): circa 300 md, 0:30
7. punto basso - sella (circa m 2650): circa 100 md, 0:20
8. sella - Rifugio Brentari (m 2473): circa 200 md, 0:20
9. Rifugio Brentari - Malga Sorgazza (m 1450): 1020 md, 1:50



Rifugio: Rif. Brentari 2473 mt:

PREFAZIONE:
Bellissima e soddisfacente escursione, in ambiente alpino molto vario, dai mille colori autunnali. Dai boschi del fondo valle, per i prati a ridosso delle rocce e per le "laste" si risale una vallata meravigliosa. Chi non se la sentisse di proseguire alla cima può riposarsi al rifugio Ottone Brentari, situato in panoramica posizione. La salita al rifugio, infatti, è di per se appagante, anche se il panorama grandioso che si gusta dalla cima invita ad un ulteriore sforzo. Molti escursionisti, soprattutto in autunno, quando le giornate sono corte, spezzano la salita alla cima in due giorni, pernottando al rifugio Ottone Brentari che seppur chiuso, funziona da bivacco. Tuttavia, riducendo le soste al minimo e sia pur non partendo all'alba, con buone condizioni metereologiche si riesce a salire e scendere prima che venga buio. Il percorso per salire alla Cima D'Asta è molto frequentato anche in bassa stagione.

ACCESSO STRADALE:
La Malga Sorgazza si trova nella bella Val Tolva; questa si raggiunge dalla Val Sugana (ss 47) uscendo all'altezza di Strigno. Superate le località di Strigno e Bieno si prosegue in direzione Castel Tesino. Si seguono le indicazioni per la Malga Sorgazza, deviando a sinistra subito dopo un rettilineo in leggera discesa (un cartello indica: ``deviazione''). Si prosegue per una stretta strada che, prima in salita e poi in discesa, conduce ad una nuova deviazione. Continuando a seguire le indicazioni per Malga Sorgazza, si devia a sinistra entrando nella Val Tolva che si risale per una strada stretta e dissestata, ma praticabile. Questo bivio può essere raggiunto anche imboccando la Val Tolva da Pieve di Tesino. Adesso si seguono le indicazioni per il Rifugio Cima d'Asta (Rif. Ottone Brentari). Superato un canale di cemento (attenzione con la macchina, procedere adagio) si raggiunge la Malga Sorgazza (ampio parcheggio sulla destra).
Dalla Malga Sorgazza si imbocca una mulattiera (sv. 327-373) che inizialmente costeggia un laghetto sulla sinistra. La stradina sale dolcemente attraverso il bosco risalendo la bellissima Val Tolva solcata dal torrente Grigno. La Cima d'Asta rimane ancora nascosta dalla catena di monti sulla nostra destra (monte Coston, Campagnassa, Passetto). Di fronte a noi è ben visibile Punta Soccede. Superata una deviazione sulla destra si prosegue per la mulattiera che continua a salire nella stessa direzione. Bellissimi i colori del bosco e delle sovrastanti montagne in autunno. Più in alto si incontra una deviazione sulla sinistra che conduce alla Forcella Magna, dalla quale, mediante la ferrata Giulio Gabrielli, è possibile raggiungere il Rif. Brentari. La salita alla cima per questo tragitto richiede un tempo maggiore di quella diretta e non è consigliabile in autunno quando le giornate sono brevi.
Proseguendo sulla destra per il sentiero sv. 327 si raggiunge un ponticello che attraversa il torrente Grigno. Ci si addentra, prima in leggera discesa e poi in dolce salita per un terreno acquitrinoso in una vallata bellissima. Il bosco si fa via via più rado, e le rocce scure che si ergono dai prati. Raggiunto il prato, la pendenza del sentiero aumenta e il tracciato procede a zig-zag in direzione delle creste rocciose che collegano Punta Soccede con la Cima d'Asta (tracciato della ferrata Giulio Gabrielli). Raggiunta una deviazione, che conduce verso sinistra in direzione della Forcella Magna, si prosegue per pochi metri verso destra (continuando per il sv. 327) fino ad un masso, dove un cartello segnaletico indica località ed altitudine (Vallon di Cima d'Asta, m 2000).
Continuando in direzione del rifugio, con ben in vista la croce della Cima d'Asta, si raggiunge una deviazione: il sentiero sulla destra conduce al rifugio aggirando sulla destra la spalla rocciosa sovrastante. Continuando invece sulla sinistra si costeggia un rivolo d'acqua e si raggiunge una zona rocciosa definita Lastei di Cima d'Asta. Questi sono lastroni di roccia inclinata che vanno risaliti o in direzione rettilinea o a zig-zag, seguendo i segni rossi tracciati sulla roccia. Data l'inclinazione delle ``laste'', la salita è piuttosto faticosa, ma non comporta particolari difficoltà con tempo asciutto. Questo percorso rende la salita al rifugio molto divertente e ripagante, per il ambiente singolare con un panorama magnifico a livello paesaggistico.
Tuttavia richiede passo fermo, soprattutto con terreno bagnato, anche se non è quasi mai necessario l'uso delle mani, se non come aiuto nell'equilibrio. Superata l'ultima grande lastra rocciosa i due sentieri si ricollegano puntando leggermente a sinistra e risalendo una fessura tra le rocce. Si raggiunge così il laghetto Cima d'Asta, molto bello, poiché situato in una conca a ridosso delle erte pareti che ci separano dalla cima. Deviando versa destra, in pochi minuti si raggiunge il bel Rifugio Ottone Brentari, anche detto Rifugio Cima d'Asta. Dal rifugio si ha una bellissima vista sulla vallata appena salita e sulle cime che delimitano questa bella conca prativa.
Vista dal rifugio la salita alla cima appare impervia, data la severità della parete sud di Cima d'Asta. Tuttavia il percorso sembra abbastanza breve, poiché la cresta rocciosa che separa la cima dal passo sovrastante il rifugio appare breve e il dislivello non eccessivo. In realtà, dal rifugio non si vede il tratto in discesa del tragitto lungo il versante nord con la successiva risalita alla cima che non è per la cresta, bensì per la parete nord. Dal rifugio si prosegue prima verso est in leggera salita e poi verso nord per salita più ripida tra le rocce. Il sentiero è ben segnato e, sebbene tra le rocce, la via è facile. Il tracciato punta in linea retta verso la base della cresta rocciosa che, verso sinistra, conduce a Cima D'Asta. Raggiunta la sella (circa 2650 m.l.m.) alla base delle rocce, il tracciato non segue il profilo di cresta ma scende decisamente lungo il versante nord. Questo tratto di discesa richiede attenzione in quanto spesso innevato, anche in primo autunno o in tarda primavera. I salti di roccia che sotto il tracciato ricadono nella valle sottostante, l'esposizione nord, ombrosa e fredda, il brusco cambiamento di paesaggio, sono tutti elementi che rendono emozionante questo tratto di percorso, anche se la fatica inizia a farsi sentire. La discesa è facilitata da alcune corde metalliche ben fissate, anche se in presenza di neve, soprattutto se ghiacciata, i tratti più impegnativi sono privi di cavo metallico. Ramponi o ramponcini renderebbero il tragitto molto più agevole. Una volta scesi nella conca rocciosa sottostante, il sentiero risale dolcemente verso ovest per portarsi sotto la cima. La salita alla cima dal versante nord è facile, lungo un sentiero che sale tra le rocce. La difficoltà ovviamente dipende dallo stato della neve e dall'attrezzatura. Anche se il tracciato non è mai veramente esposto, in alcuni tratti della salita è imperativo non scivolare, per evitare di precipitare nel vuoto. Si raggiunge la cima dove è fissata una grande ma sbilenca croce bianca. Il panorama è stupendo; magnifico. A nord si vedono tutti i principali gruppi dolomitici tra i quali spiccano le pale di San Martino, la parete sud della Marmolada, il massiccio del Sella con il Piz Boè, il Sassolungo. A ovest i ghiacciai del gruppo Ortles-Cevedale e dell'Adamello e tante, tante altre meravigliose cime in lontananza. Sotto la croce, separato dagli abissi della parete sud, è ben visibile il Rif. Brentari. Proseguendo per il tratto di cresta verso ovest si raggiunge una serie di gradini di roccia che conduce al Ricovero Cavinato (non ci sono brande per pernottare), in pietra, ricavato da un vecchio osservatorio militare e ben visibile dalla cima.


DISCESA:
Per la discesa si consiglia la via di salita, anche se è possibile scendere proseguendo verso ovest lungo un canalone (percorso non segnato - eventuale via di salita alternativa alla Cima d'Asta). Considerare che il tragitto di rientro è piuttosto lungo, per via della risalita dal versante nord alla sella, che comunque risulta forse più breve del previsto.
Raggiunto il rifugio non resta altro che intraprendere rapidamente la lunga discesa lungo il percorso salito poche ore prima. Attenzione alla discesa delle ``laste'', che richiedono passo sicuro.