Difficoltà:
abbastanza facile. Attenzione al tempo e alla lunghezza del percorso.
Tempo: circa: 7,15 ore
Dislivello:
Totale: salita circa 1600 md. - discesa = 1600 md.
1. Malga Sorgazza (m 1450) - Vallon di Cima D'Asta (m 2000): 550 md,
1:35
2. Vallon di Cima d'Asta - Rifugio Ottone Brentari (Rif. Cima d'Asta)
(m 2473): 470 md, 1:05
3. Rifugio Brentari - sella (circa m 2650): circa 200 md, 0:30
4. sella - punto basso (circa m 2550): circa 100 md, 0:15
5. punto basso - Cima d'Asta (m 2874): circa 300 md, 0:40
6. Cima d'Asta - punto basso (circa m 2550): circa 300 md, 0:30
7. punto basso - sella (circa m 2650): circa 100 md, 0:20
8. sella - Rifugio Brentari (m 2473): circa 200 md, 0:20
9. Rifugio Brentari - Malga Sorgazza (m 1450): 1020 md, 1:50
Rifugio: Rif. Brentari 2473 mt:

PREFAZIONE:
Bellissima e soddisfacente escursione,
in ambiente alpino molto vario, dai mille colori autunnali. Dai boschi
del fondo valle, per i prati a ridosso delle rocce e per le "laste"
si risale una vallata meravigliosa. Chi non se la sentisse di proseguire
alla cima può riposarsi al rifugio Ottone Brentari, situato
in panoramica posizione. La salita al rifugio, infatti, è di
per se appagante, anche se il panorama grandioso che si gusta dalla
cima invita ad un ulteriore sforzo. Molti escursionisti, soprattutto
in autunno, quando le giornate sono corte, spezzano la salita alla
cima in due giorni, pernottando al rifugio Ottone Brentari che seppur
chiuso, funziona da bivacco. Tuttavia, riducendo le soste al minimo
e sia pur non partendo all'alba, con buone condizioni metereologiche
si riesce a salire e scendere prima che venga buio. Il percorso per
salire alla Cima D'Asta è molto frequentato anche in bassa
stagione.
ACCESSO
STRADALE:
La
Malga Sorgazza si trova nella bella Val Tolva; questa si raggiunge
dalla Val Sugana (ss 47) uscendo all'altezza di Strigno. Superate
le località di Strigno e Bieno si prosegue in direzione Castel
Tesino. Si seguono le indicazioni per la Malga Sorgazza, deviando
a sinistra subito dopo un rettilineo in leggera discesa (un cartello
indica: ``deviazione''). Si prosegue per una stretta strada che, prima
in salita e poi in discesa, conduce ad una nuova deviazione. Continuando
a seguire le indicazioni per Malga Sorgazza, si devia a sinistra entrando
nella Val Tolva che si risale per una strada stretta e dissestata,
ma praticabile. Questo bivio può essere raggiunto anche imboccando
la Val Tolva da Pieve di Tesino. Adesso si seguono le indicazioni
per il Rifugio Cima d'Asta (Rif. Ottone Brentari). Superato un canale
di cemento (attenzione con la macchina, procedere adagio) si raggiunge
la Malga Sorgazza (ampio parcheggio sulla destra).
Dalla
Malga Sorgazza si imbocca una mulattiera (sv. 327-373) che inizialmente
costeggia un laghetto sulla sinistra. La stradina sale dolcemente
attraverso il bosco risalendo la bellissima Val Tolva solcata dal
torrente Grigno. La Cima d'Asta rimane ancora nascosta dalla catena
di monti sulla nostra destra (monte Coston, Campagnassa, Passetto).
Di fronte a noi è ben visibile Punta Soccede. Superata una
deviazione sulla destra si prosegue per la mulattiera che continua
a salire nella stessa direzione. Bellissimi i colori del bosco e delle
sovrastanti montagne in autunno. Più in alto si incontra una
deviazione sulla sinistra che conduce alla Forcella Magna, dalla quale,
mediante la ferrata Giulio Gabrielli, è possibile raggiungere
il Rif. Brentari. La salita alla cima per questo tragitto richiede
un tempo maggiore di quella diretta e non è consigliabile in
autunno quando le giornate sono brevi.
Proseguendo sulla destra per il sentiero sv. 327 si raggiunge un ponticello
che attraversa il torrente Grigno. Ci si addentra, prima in leggera
discesa e poi in dolce salita per un terreno acquitrinoso in una vallata
bellissima. Il bosco si fa via via più rado, e le rocce scure
che si ergono dai prati. Raggiunto il prato, la pendenza del sentiero
aumenta e il tracciato procede a zig-zag in direzione delle creste
rocciose che collegano Punta Soccede con la Cima d'Asta (tracciato
della ferrata Giulio Gabrielli). Raggiunta una deviazione, che conduce
verso sinistra in direzione della Forcella Magna, si prosegue per
pochi metri verso destra (continuando per il sv. 327) fino ad un masso,
dove un cartello segnaletico indica località ed altitudine
(Vallon di Cima d'Asta, m 2000).
Continuando in direzione del rifugio, con ben in vista la croce della
Cima d'Asta, si raggiunge una deviazione: il sentiero sulla destra
conduce al rifugio aggirando sulla destra la spalla rocciosa sovrastante.
Continuando invece sulla sinistra si costeggia un rivolo d'acqua e
si raggiunge una zona rocciosa definita Lastei di Cima d'Asta. Questi
sono lastroni di roccia inclinata che vanno risaliti o in direzione
rettilinea o a zig-zag, seguendo i segni rossi tracciati sulla roccia.
Data l'inclinazione delle ``laste'', la salita è piuttosto
faticosa, ma non comporta particolari difficoltà con tempo
asciutto. Questo percorso rende la salita al rifugio molto divertente
e ripagante, per il ambiente singolare con un panorama magnifico a
livello paesaggistico.
Tuttavia richiede passo fermo, soprattutto con terreno bagnato, anche
se non è quasi mai necessario l'uso delle mani, se non come
aiuto nell'equilibrio. Superata l'ultima grande lastra rocciosa i
due sentieri si ricollegano puntando leggermente a sinistra e risalendo
una fessura tra le rocce. Si raggiunge così il laghetto Cima
d'Asta, molto bello, poiché situato in una conca a ridosso
delle erte pareti che ci separano dalla cima. Deviando versa destra,
in pochi minuti si raggiunge il bel Rifugio Ottone Brentari, anche
detto Rifugio Cima d'Asta. Dal rifugio si ha una bellissima vista
sulla vallata appena salita e sulle cime che delimitano questa bella
conca prativa.
Vista dal rifugio la salita alla cima appare impervia, data la severità
della parete sud di Cima d'Asta. Tuttavia il percorso sembra abbastanza
breve, poiché la cresta rocciosa che separa la cima dal passo
sovrastante il rifugio appare breve e il dislivello non eccessivo.
In realtà, dal rifugio non si vede il tratto in discesa del
tragitto lungo il versante nord
con la successiva risalita alla cima che non è per la cresta,
bensì per la parete nord. Dal rifugio si prosegue prima verso
est in leggera salita e poi verso nord per salita più ripida
tra le rocce. Il sentiero è ben segnato e, sebbene tra le rocce,
la via è facile. Il tracciato punta in linea retta verso la
base della cresta rocciosa che, verso sinistra, conduce a Cima D'Asta.
Raggiunta la sella (circa 2650 m.l.m.) alla base delle rocce, il tracciato
non segue il profilo di cresta ma scende decisamente lungo il versante
nord. Questo tratto di discesa richiede attenzione in quanto spesso
innevato, anche in primo autunno o in tarda primavera. I salti di
roccia che sotto il tracciato ricadono nella valle sottostante, l'esposizione
nord, ombrosa e fredda, il brusco cambiamento di paesaggio, sono tutti
elementi che rendono emozionante questo tratto di percorso, anche
se la fatica inizia a farsi sentire. La discesa è facilitata
da alcune corde metalliche ben fissate, anche se in presenza di neve,
soprattutto se ghiacciata, i tratti più impegnativi sono privi
di cavo metallico. Ramponi o ramponcini renderebbero il tragitto molto
più agevole. Una volta scesi nella conca rocciosa sottostante,
il sentiero risale dolcemente verso ovest per portarsi sotto la cima.
La salita alla cima dal versante nord è facile, lungo un sentiero
che sale tra le rocce. La difficoltà ovviamente dipende dallo
stato della neve e dall'attrezzatura. Anche se il tracciato non è
mai veramente esposto, in alcuni tratti della salita è imperativo
non scivolare, per evitare di precipitare nel vuoto. Si raggiunge
la cima dove è fissata una grande ma sbilenca croce bianca.
Il panorama è stupendo; magnifico. A nord si vedono tutti i
principali gruppi dolomitici tra i quali spiccano le pale di San Martino,
la parete sud della Marmolada, il massiccio del Sella con il Piz Boè,
il Sassolungo. A ovest i ghiacciai del gruppo Ortles-Cevedale e dell'Adamello
e tante, tante altre meravigliose cime in lontananza. Sotto la croce,
separato dagli abissi della parete sud, è ben visibile il Rif.
Brentari. Proseguendo per il tratto di cresta verso ovest si raggiunge
una serie di gradini di roccia che conduce al Ricovero Cavinato (non
ci sono brande per pernottare), in pietra, ricavato da un vecchio
osservatorio militare e ben visibile dalla cima.
DISCESA:
Per
la discesa si consiglia la via di salita, anche se è possibile
scendere proseguendo verso ovest lungo un canalone (percorso non segnato
- eventuale via di salita alternativa alla Cima d'Asta). Considerare
che il tragitto di rientro è piuttosto lungo, per via della
risalita dal versante nord alla sella, che comunque risulta forse
più breve del previsto.
Raggiunto il rifugio non resta altro che intraprendere rapidamente
la lunga discesa lungo il percorso salito poche ore prima. Attenzione
alla discesa delle ``laste'', che richiedono passo sicuro.