PALE DI SAN MARTINO

SENTIERO ALPINISTICO NICO GUSELLA ALLA CIMA VAL DI RODA 2791 mt.
GRANDIOSO GIRO NEL GRUPPO DELLE PALE DI SAN MARTINO CON POCO DISLIVELLO PER
LA SALITA
PRUDENZA IN CASO DI NEBBIA.


  " Chi ha esperienza di montagna sa quanto sia importante avvistare da lontano la sagoma indistinta di un rifugio alpino, del rifugio programmato come "tappa" della propria escursione, significa provare la soddisfazione d'essere quasi arrivati, pregustare una bevanda dissetante , un piatto caldo, un bicchiere di vino e il riposo su un rustico letto d'alta quota, ma vuol dire anche anticipare in cuore il piacere dell'accoglienza, di un sorriso semplice che ti viene da chi conosce la fatica della salita, da chi sa che cosa significhi amare l'alpinismo"

Tratto da Guida
ai rifugi del Trentino
Azienda promozione Turistica del Trentino

 

 

 

Difficoltà: Ferrata difficile.

 

 




Tempo di percorrenza: Discesa: Rif. Funivia di Rosetta – Passo Ball, ca. h. 1,30 – Salita: Passo Ball – Cima Val di Roda , ca. h. 1,30.
Discesa: Cima Val di Roda – Passo Porton – San Martino di Castrozza, ca. h. 5/6.



 

Dislivello: Salita: ca. 400 mt: - Discesa: 1300 mt. – Ferrata: <circa 300 mt.

 

 


Rifugi: San Martino di Castrozza 1466 mt. – Rif. Pradidali, 2278 mt. Tel.: 0439 - 64180 Numero privato: 0439 - 67408 Il Pradidali è un rifugio storico, costruito nel 1896 dal D.O.A.V. di Dresda nell'alta Val Pradidali in un angolo tra i più belli delle Pale racchiuso in una cerchia di pareti, di torri, di campanili celebri nella storia dell'alpinismo internazionale.

Un piccolo laghetto ravviva con il verde smeraldo dell'acqua la severità dell'ambiente. La piccola costruzione iniziale (Pravitale Hütte) venne ingrandita nel 1912, negli anni successivi alla prima guerra mondiale passò in proprietà alla sezione di Treviso del CAI che né è tuttora proprietaria e che lo ristrutturò completamente nel 1959 portandone la capienza da n°15 a 64 posti letto.
La posizione centrale, la vicinanza di molti attacchi di vie famose e di ogni difficoltà su splendida dolomia, le numerose ferrate e traversate possibili ne fanno il centro alpinistico ed escursionistico più importante del gruppo, ed uno dei più importanti delle Dolomiti intere, oggi anche tappa dell'alta Via n°2 "L'alta Via delle Leggende".
L'attuale gestore, la Guida Alpina Duilio Boninsegna componente del gruppo "Aquile di San Martino" con la sua famiglia accolgono gli ospiti di ogni nazionalità, con simpatia e cordialità, cercando di soddisfare ogni loro esigenza.
Il rifugio dispone di 64 posti letto, offre servizio di ristorante-bar, ed è aperto dal 20 Giugno al 20 Settembre.

Gli accessi principali al Rifugio :
Da Fiera di Primiero per
la Val Canali , partendo a piedi dal Cant del Gal - Ristorante la Ritonda lungo il sentiero n° 709 della Val Pradidali in 3 ore .
Da San Martino di Castrozza salita con la seggiovia del Col Verde e la Funivia della Rosetta in 10' al rifugio Pedrotti, da qui due possibilità; per il sentiero del Col delle Fede e il Passo di Ball con un tratto attrezzato non difficile in ore 2.00 segnavia n° 702 - 715. Oppure tranquillamente per l'alto piano delle Pale e il passo di Pradidali Basso, segnavia n° 709 in ore 2.00 .
Direttamente a piedi da San Martino per la Val di Roda in ambiente spettacoloso, segnavia n° 702 - 715 in 3h 30'.

Principali traversate:
Al rifugio Velo della Madonna per la via ferrata Del Velo n° 739 in 2h 30', ferrata di media difficoltà in ambiente severo.
Al rifugio Treviso per il ghiacciaio della Fradusta sentieri N° 709-708- 707 in 3h 30' - 4h, con breve variante è possibile salire alla panoramica cima della Fradusta m. 2939.
Al rifugio Treviso per il passo delle Lede e il bivacco Minazio, segnavia n° 709 -711- 707 in 4h 30'. Percorso più impegnativo del precedente con un tratto alpinistico.
Vi proponiamo anche un interessante itinerario ad anello con partenza e ritorno al rifugio Pradiadali riservato ad esperti con attrezzatura da ferrata:
Si percorre il primo tratto della ferrata del Velo fino alla forcella del Porton, da qui si segue verso destra il sentiero Nico Gusella n° 714 che risale i pendii occidentali della cima di Ball giungendo a forcella Stephen, (dalla forcella è possibile in pochi minuti salire alla croce di vetta della cima Val di Roda) si continua in discesa per la ferrata Nico Gusella fino al passo di Ball ed in breve al rifugio Pradidali. Segnavia n° 739 -714 -715 ore 4 - 5 itinerario possibile anche in senso contrario.

Le principali ascensioni partendo dal rifugio Pradidali:
Campanili e cima di Val di Roda, cima di Ball, campanile Pradidali, cima e torre Pradidali, Pala di San Martino, cima Immink, cima Wilma, e la stupenda cima Canali.
Tutte raggiungibili per le vie normali con difficoltà che arrivano al massimo al 3° grado, o per tutte le altre vie con difficoltà dal 3° al 7° grado aperte da personaggi famosi nella storia alpinistica dolomitica: i pionieri Bettega, Zagonel, Dimai, Rizzi , il bolzanino Langes , i tedeschi Solleder, Rossi, Simon, Wissner , in seguito Castiglioni e Detassis, Franceschini, Soldà fino ai moderni Casarotto e Manolo e le varie generazioni di Guide Alpine che si sono succedute negli oltre cento anni di alpinismo di cui il rifugio Pradiali è stato testimone.
Tra le vie di alta difficoltà spicca su tutte per eleganza la classica fessura Buhl alla Cima Canali, forse la più bella via aperta dal grande Hermann Buhl nella sua carriera alpinistica.

Accesso:
Per l'accesso al Passo di ball, 2443 mt, guardare la descrizione della ferrata Via Ferrata Del Velo”. Da lì si sale poi sul sentiero n°. 714 in direzione ovest alle prime corde metalliche.
Attraverso lastre e gole (caduta di sassi!!!) si raggiunge la Forcella Stephen , 2680 mt. e la Cima Val di Roda, 2791 mt. Grandioso e magnifico panorama.

Discesa:
a Attraverso la “Via Ferrata del Porton” al Rif. Pradidali in cica 2 ore.
b Attraverso la “Via Ferrata del Velo” al Rif. S.A.T. Velo della Madonna, circa h.2.
c Attraverso la “via Ferrata della Vecchia” a S. M. di Castrozza, circa ore 4/5.(questa variante è poco frequentata, perché in caso di nebbia è difficile trovare il sentiero e non è bella come la discesa per la “Via Ferrata del Velo”.

 


Rif. Del Velo alla Madonna 2358 m/s.l.m.: ai piedi di Cima della Madonna - Comune Siror.
Gestore: Depaoli Beatrice - piazza Piubago, 21 - 38054 Tonadico - Telefono gestore: 0439-762604 Telefono rifugio: 0439-768731 Apertura: 20 giugno - 20 settembre

Storia e ambiente:
Il rifugio Velo della Madonna è l'ultimo rifugio realizzato ex-novo dalla S.A.T. sulle montagne trentine; il secondo realizzato nelle Pale di S. Martino dal sodalizio trentino che qui vi possiede da oltre cento anni il più noto rifugio Rosetta. Il rifugio Velo della Madonna sorge su un terrazzo roccioso alla base dell'aerea Cima della Madonna 2752 m . e affacciato sulla Valle del Cismon. Il suo nome è legato allo Spigolo del Velo una delle più belle scalate classiche delle Dolomiti: 440 m . di roccia bellissima, esposizione sempre forte, sull'affilato spigolo nord-ovest che fu salito per la prima volta nel 1920 da G. Langes ed E. Merlet.
Prima del nuovo rifugio, nella sottostante conca del Cadinot, la Sezione S.A .T. di Primiero - S. Martino di Castrozza aveva eretto nel 1966 un bivacco fisso con 10 posti letto. Il rifugio del Velo inaugurato il 21 settembre del 1980, si trova in un punto dove convergono e partono numerosi e suggestivi percorsi alpinistici. Oltre al citato Spigolo vanno ricordate le vie normali alla Cima della Madonna, un percorso facilitato dalla presenza di segnavia rossi, decisamente alpinistico, con difficoltà nell'ordine del 2° e 3° per ripercorrere la via seguita nel 1886 da G. Winkler con A. Zott. E accanto alla Cima della Madonna il Sass Maor 2812 m . con un'altra divertente ascensione di 1° e 2° che risale l'intaglio tra le due cime di cui si è detto, calcato per la prima volta da H.A. Beacheroff, C.C. Tucker, B. Della Santa e F. Devouassoud nel 1875 durante la prima ascensione alla vetta. E diversi sono anche i sentieri attrezzati che si possono percorrere a partire dal fondovalle avendo come meta questo rifugio; quello dedicato a Dino Buzzati e quello più recente dedicato a Camillo De Paoli, la "Ferrata del Velo" e del Portón che portano al rifugio Pradidali.