GRUPPO MONTUOSO CIME D'AUTA

FERRATA PAOLIN – PICCOLIN

 

Difficoltà: media con panorama meraviglioso; E' una faticosa ed impegnativa escursione e richiede passo sicuro e mancanza di vertigini. Possibilità di vedere branchi di stambecchi e marmotte. Questa escursione porta sulla sommità orientale delle Cime D' Auta, un bel gruppo dolomitico che si trova di fronte alla Marmolada , è poco frequentato ma offre uno spettacolo meraviglioso sulla regina dei " MONTI PALLIDI ".

 



Tempi:
escursione di una giornata.






Rifugi : Baita dei Cacciatori 1751 mt.
tel. 0437 592145 - Baita Giovanni Paolo I 1900 mt.

 

Descrizione:
Le Cime d'Auta si ergono tra il gruppo delle Pale e la Marmolada di cui fanno parte e costituiscono il più caratteristico ornamento montuoso della Bassa Valle del Biois. Le due piramidi dalle forme simmetriche hanno ardite pareti di roccia luminosa che si innalzano da un paesaggio verdeggiante di boschi, conche e dossi. Su queste cime una schiera di rocciatori si sono fatti le ossa, eppure, nonostante questo sono rimaste solitarie e non troppo "addomesticate". Forse per questo sono ancora più interessanti per gli escursionisti. Molti sono gli itinerari (sentieri e ferrate) che si snodano intorno al gruppo delle Cime d'Auta.
Alla cima dell'Auta orientale, la più alta delle due torri, oltre che per la via normale, vi si giunge anche per una via ferrata:

Come arrivare :

  • Da Falcade, Caviola, loc. Colmean: per s.a. 689
  • Da Falcade, Caviola, loc. Feder: per s.a. 687 a Baita Col Ment, a sinistra, per s.a. n. 697 (Altavia dei Pastori)
  • Da Vallada Agordina, Forcella Lagazon: per rotabile della Val delle Ferazze, per s.a. n. 687, a Baita Col Mont per s.a. n 697.

Escursioni principali:

  • Al Rif. Fociade: per s.a. n. 689 (Baita Giovanni Paolo I, passo di Col Becher), in alta Val Franzedas, a sinistra per s.a. n. 694 (Forca Rossa), al Pian de la Schita per s.a. n. 670;
  • alla Malga Ciapela, per s.a. n. 689 (Baita Giovanni Paolo I°, passo di Col Becher, Val Franzedas) in loc. Gran Pian per rotabile;
  • alla Cima dell'Auta, per s.a. 689, alla Baita Giovanni Paolo I°, per s.a. n. 696, a Forcella del Medil per v.f. Paolin Piccolin;
  • alla Cima dell'Auta, per s.a. 689, alla Baita Giovanni Paolo I°, per s. attr. n. 696, quindi per via normale (sopra Lago de Negher)

Descrizione:
per arrivare al punto di partenza si deve percorrere la s.s. 346 che da Cencenighe Agordino sale a Falcade, arrivati al bivio di Caviola si gira a dx seguendo le ind. per Colmean, alla fine della strada asfaltata c'è un' ampio parcheggio dal quale inizia il S. 689 (mt. 1274).
Il primo tratto è una passeggiata all'ombra di conifere secolari e ricalca la pista naturale di slittino,dopo circa un km inizia il sentiero n° 689 che segue la sx orografica del Torrente Caiada e in salita porta alla Baita dei Cacciatori (mt. 1740 ore 1). Si continua poi verso nord e poco dopo appare la baita intitolata al Papa Giovanni Paolo I° (nato in queste zone), dall'ampio spiazzo prativo si dominano i paesi di Falcade mentre alzando lo sguardo si elevano sopra di noi le cime gemelle dell' Auta; da qui si sale verso destra, passando di fianco al "naf”.
Oltrepassato il bosco inizia la salita (tracce di sentiero) verso l'attacco della ferrata. Incrociato il sentiero che proviene dal Lago di Franzei , anche denominato Lach de Negher , si va a sinistra e si supera un costone. Si sale fino sotto la parete e si prosegue sempre a sinistra, fino ad arrivare all'attacco della ferrata. La partenza è a
2280 m e si trova in mezzo alle due cime, ai piedi della gola che scende dalla forcella del Medil (temine dialettale che indicava un "cason" presso una "meda" o mucchi di fieno); una targa riporta la data di costruzione 1961 e la dedica a Paolin Piccolin.
L'inizio è piuttosto impegnativo, una scaletta porta ad un camino. Con l'aiuto di staffe e corde fisse si supera il primo passaggio piuttosto esposto e aiutano a superare un'enorme gradino di roccia quasi verticale alto 25 metri . Qui è necessario prestare attenzione affinché gli escursionisti non vengano colpiti da pietre smosse da quelli che li precedono! Si continua a salire per la gola detritica a tratti esposta attrezzata con funi metalliche fino ad arrivare alla Forcella del Medil (mt. 2470 ore 3 dal pp). Dalla forcella Medil si prosegue a destra per un sentiero aiutandosi con le corde metalliche che accompagnano il ripido fianco. Una scala e altri ancoraggi aiutano a superare un salto di roccia e le funi a superare detriti e lastroni di roccia. Sotto la cima si prende il sentiero che volta a sinistra per arrivare al punto più alto che offre una splendida vista su quasi tutti i gruppi dolomitici orientali e meridionali.
La sosta è d'obbligo anche per poter prendere fiato ed apprezzare il maestoso panorama : a nord vicinissima la Marmolada e via a perdita d'occhio l'anfiteatro dolomitico, a sud ovest di fianco al M. Pradazzo brillava il Lago di Cavia e l'ottima visibilità permetteva di seguire il tracciato dei sentieri. Il tratto finale si dirige a dx verso la ripida parete della Cima Est per cenge e gradinate assicurati con funi, superando l'imponente bastione fino alla vetta (mt. 2624 ore 4 dal p.p.).

Discesa
:
Si scende sul versante est. Bisogna prestare attenzione poiché c'è un passaggio di alcuni metri piuttosto stretto, ma c'è la possibilità di assicurarsi ad una corda metallica. Dalla vetta si scende poi per una stretta forcella e poi zigzagando si segue il crinale orientale, nei tratti più difficili ci sono funi metalliche ed il percorso è molto panoramico, in particolare è molto bello il laghetto di Franzei nel vallone sulla sx ; si attraversa poi la forcella del Corn Negher ritornando nel versante sud passando vicino al caratteristico corno nero roccioso di origine vulcanica e da qui per verdi pendii arriviamo alla Baita di Col Mont.
In questo quadrivio troviamo la prima tabella che indica l'Alta Via Dei Pastori, scenderemo quindi sulla dx dove poco dopo incontreremo il S. 689 percorso all'andata che ci riporterà al pp.