DOLOMITI DI SESTO

SENTIERO ATTREZZATO STRADA DEGLI ALPINI

La strada degli Alpini è sicuramente una pietra miliare tra le "ferrate storiche"  dell' intero arco alpino. La grandiosità dell' ambiente in cui si svolge e il valore storico - culturale per gli eventi della Grande guerra ne fanno un percorso eccezionale. Solo passando per le cenge e guardando verso la montagna si possono immaginare le fatiche a cui uomini anche senza esperienza alpinistica erano sottoposti. Se poi sommiamo a tutto questo le condizioni ambientali e i pericoli oggettivi della montagna possiamo dire che questi uomini furono "Eroi" anche senza volerlo. Ora con l' Europa unita e senza dogane ai confini cosa possiamo pensare di quello che è stato ? Ad ognuno la propria risposta...

LA PREGHIERA DELL'ALPINO

(Traduzione di Pietro Menis di Buia)

 Su le nude rocce, sui perenni ghiacciai

su ogni balza delle Alpi ove la provvidenza

ci ha posto a baluardo fedele delle nostre

contrade, noi, purificati dal dovere

pericolosamente compiuto,

eleviamo a Te, o Signore che proteggi

le nostre mamme, le nostre spose,

i nostri figli e fratelli lontani e,

ci aiuti ad essere degni delle glorie

dei nostri avi.

Dio onnipotente, che governi tutti gli elementi,

salva noi, armati come siamo di fede e di amore.

Salvaci dal gelo implacabile, dai vortici della

tormenta, dall'impeto della valanga,

fa che il nostro piede posi sicuro

sulle creste vertiginose, sulle ritte pareti,

oltre i crepacci insidiosi.

Rendi forti le nostre armi contro chiunque

minacci la nostra Patria, la nostra Bandiera.

E Tu, Madre di Dio, candida più della neve,

Tu che hai conosciuto e raccolto

ogni sofferenza e ogni sacrificio

di tutti gli Alpini caduti;

Tu che conosci e raccogli ogni anelito

e ogni speranza,

di tutti gli Alpini vivi ed in armi,

Tu benedici e sorridi ai nostri battaglioni

e ai nostri gruppi.

Così sia.

 

 

 

Difficoltà: Itinerario d'alta montagna da intraprendersi solo con buone conoscenze ed esperienze alpinistiche, esclusivamente nel periodo estivo. È una ferrata storica: la cengia "Salvezza" veniva utilizzata durante la prima Guerra Mondiale come collegamento rapido tra il passo della "Sentinella" e la forcella "Giralba". Venite a vivere con noi un ambiente suggestivo in piena sicurezza. Questa ferrata è facile e alla portata di tutti. 

 

 



Tempo previsto: circa 8 ore a secondo dell' allenamento e delle condizioni della montagna


 

Dislivello: circa 1200 mt





Rifugi: Rif Comici
Rif. Antonio Berti 1950 mt. tel. 0435/67155

 


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Come arrivare:

  • da Comelico Superiore, Padola: per la Val Grande , dal Rif. Italo Lunelli per s.a.101.
  • da Passo Monte Croce Comelico: per s.a.124 (Lago dell'Orso, forcella Pian della Biscia)

Escursioni principali:

  • al Rif. Giosué Carducci: per v.f. Ròghel (ghiaioni sotto Guglie di Stalata, Forcella tra la prima e la seconda Guglia di Stalata) al Cadin di Stalata per v.f. Cengia Gabriella.
  • Al Rif. Carducci: per s.a. 101 al Passo della Sentinella per strada degli alpini (sotto Cima Undici), sotto Forcella Giralba, a sx, per s.a.103 (Forcella Giralba).
  • Al Rif. E. Comici: per s.a. 101 (Vallon di Popera), al Passo della Sentinella per strada degli alpini (sotto Cima Undici), sotto Forcella Giralba, a dx, per s.a.101

•  Rifugio Giosuè Carducci mt. 2297

Per quanto riguarda la ferrata dal punto di vista escursionistico dobbiamo dire che la strada degli Alpini finiva a Forcella Undici mentre il tratto che da questa va al Passo della Sentinella è stato attrezzato dalla sezione del C.A.I. di Padova negli anni settanta, per quella cengia che ne attraversa il fianco quasi regolarmente. Questo tratto del sentiero che una volta era la parte più impegnativa, per l' attraversamento di gole e canali ripidi e innevati, è ora, per il continuo innalzamento della temperatura e per le scarse precipitazioni nevose un tratto non più impegnativo del resto della ferrata. E' meglio comunque informarsi delle condizioni se si vuole percorrere il percorso ad inizio stagione presso i rifugi della zona. Se per le condizioni del tempo o per qualsiasi altro motivo si vuole abbandonare il percorso a Forcella Undici c'è la possibilità di scendere per ghiaioni all' Alpe Anderta e da questa in Val Fiscalina senza incontrare particolari difficoltà. Va poi ricordato che dal Passo della Sentinella si può scendere in un ora circa al rif. Berti(già visibile dal passo). Si scende il ripido canalone senza una traccia vera e propria e poi per la cresta di una morena si arriva vicino al punto dove sorge il rifugio.

Partendo dal rif. Comici si seguono le indicazioni per la strada degli Alpini. Si segue il sentiero e dopo un avvallamento si continua per un ghiaione che scende da Cima Dodici. In costante salita si arriva fino ad un bivio presso il Lago Ghiacciato. Si lascia sulla destra il sentiero per Forcella Giralba ed il rif. Carducci e per roccette e detriti si sale sul gradone a sud della Lista. Si continua ora per una cengia un pò franosa e si arriva all' ingresso della Busa di Dentro. Si lascia sulla destra la traccia che entra nella Busa e per terreno inaffidabile si attraversa tutta la sua larghezza fino ad arrivare sotto la "Spada" e da questa si arriva al punto in cui parte la ferrata vera e propria. Ci si equipaggia per la progressione in ferrata e assicurati s'inizia ad affrontare La cengia della Salvezza che con passaggi emozionanti, ponticelli di legno e vedute straordinari porta sempre con poche difficoltà alla Busa di Fuori . Questa si attraversa nel punto in cui il cono nevoso (in agosto di solito il cono si spacca in due e si passa normalmente guadando il torrente che forma una bella cascata) è più stretto facendo attenzione alle scariche dall' alto. Si continua per la cengia sul basamento di Torre Undici e aggirata questa si arriva al terrazzo ghiaioso di Cima Undici che ne caratterizza tutto il fianco Ovest. A questo punto si risale il ghiaione che nel primo tratto è spossante. Questo tratto, se non ci fossero i panorami verso le montagne circostanti risulterebbe monotono. Si possono vedere molte opere militari sia lungo il percorso che sulle pareti di Cima Undici. Infatti dobbiamo pensare che noi ci troviamo dove si trovavano i soldati Austriaci mentre sulla parete di Cima Undici erano appostati gli Italiani. Dall' avamposto Italiano su Cima Undici a Forcella Undici lo spazio era brevissimo eppure gli Italiani non riuscirono mai a conquistare la Forcella . Si raggiunge la Forcella Undici mt. 2600.

Da questa si può scendere all' Alpe Anderta e poi in Val Fiscalina. Continuando invece la cengia che attraversa il fianco Nord di Cima Undici. Questo tratto a secondo delle condizioni della montagna può essere semplice o molto difficile visto che la parete è solcata da numerosi canali, alcuni anche molto ripidi e larghi. Se c'è della neve, risulterebbe necessaria una piccozza ed eventualmente dei ramponi anche se di solito le tracce sono sempre ben evidenti e le tacche sono ben scavate per il contino passaggio di escursionisti. In questi ultimi anni non si incontra un filo di neve e quindi il percorso è sicuro e facile. ( La difficoltà della traversata dell'impervia parete nordest invece, dipende dallo stato di innevamento (corde e scale sono state rinnovate nel 1992. Nel caso di condizioni avverse, si consiglia la discesa per la Forcella Undici ). Solo nel tratto dove si trova il largo canalone detto " Coutandin " (così chiamato per la scivolata notturna  di un Alpino fino alle postazioni austriache. Salvato dai soldati nemici che rimasero stupefatti dal fatto che non si fece niente di grave. ), si sale una scala e si rimonta un spigolo. Si attraversa poi un tratto esposto su un ponticello e si arriva al bivio per la discesa in Val Fiscalina. A questo punto si sale con l'aiuto di alcune corde fisse e dove queste finiscono si segue la stretta traccia che sale verso destra (bisogna stare attenti perché ci sono molte tracce) e attraversata una piccola gola ci porta al Passo della Sentinella mt. 2717.
Il Passo della Sentinella conteso lungamente durante il primo conflitto mondiale perché punto di collegamento tra il Comelico e la Valle di Sesto venne occupato da entrambe i contendenti con il sacrificio di molti "Valorosi" soldati.

Discesa:  
La discesa dal passo non si presenta facile e si rivela uno dei tratti più impegnativi del percorso. Si ritorna al bivio per la discesa in Val Fiscalina e si seguono una serie di corde fisse che facilitano il superamento di pareti e tratti esposti fino al ghiaione alla base della parete (Fare molta attenzione ai sassi perché il terreno è verticale e friabile). Ridisceso con vari tornati il ghiaione del Vallon di Sentinella si arriva all' Alpe Anderta dove si trova il bivio per la Val Fiscalina e i Prati di Croda Rossa. Si segue il sentiero sulla sinistra ed ad un'altra biforcazione si svolta sulla destra seguendo le indicazioni per il parcheggio e l' hotel  Dolomitenoff. Dopo un tratto in saliscendi (bel panorama sulla Val Sassovecchio e il rif. Locatelli)  ci si inoltra nel bosco e in costante discesa anche per un tratto fatto a scalinata si guadagna il fondovalle. Si prende a questo punto il largo sentiero che scende dai prati di Croda Rossa arrivando in breve al parcheggio.

 

Partenza: Dal Rifugio Carducci (m2297)
Totale:
Salita 490 md
Discesa 1200 md 
Tempo occorrente ore 5.00

Accesso alla Ferrata:
Partendo dal Rifugio Carducci (m 2297), per mulattiera, si sale alla Forcella Giralba (m 2431).
Sul versante nord, oltre la forcella, si devia a destra. Il sentiero sv. verde-blu porta al piano carsico della Lista, dove si incontra col sentiero sv. 101, via di accesso dal Rifugio Comici-Zsigmondy.
In discesa per roccette e detriti (deviazione del sentiero non segnato per il Monte Popera) si raggiunge il ghiaione sotto la parete che ricade dalla Busa di Dentro (Cascata). Il marcato sentiero traversa il ghiaione e porta all'inizio della Strada degli Alpini per la Cengia Salvezza (m 2380, ore.50).

Descrizione della ferrata:
In esposta traversata per stretta cengia attrezzata con corda fissa lungo la parete verticale della Torre Mitria si aggira lo spigolo per traversare nel profondo, impressionante camino sul tracciato scavato nella roccia strapiombante. Passato un breve tratto di ghiaccio nel fondo (gradini), si esce sul versante opposto. La cengia attrezzata porta all'impervio vallone Busa di Fuori. Attraversato il ripido nevaio sul fondo della gola (traccia), si continua per la cengia che aggira la Torre Undici e porta al grande pendio detritico sul versante ovest della cima Undici. Il sentiero sale tra i massi, traversa il ghiaione in salta a sinistra e porta alla spalla sotto l'appicco della cresta nord (m2620, ore 1.15, segnaletica,cambio di versante).
Lungo la parete nordest l'itinerario attrezzato con corde nuove continua per marcate cenge e brevi tratti di passerelle in legno passando sotto la roccia a strapiombo (in prima estate si passa per il vuoto dietro i resti della valanghe). In discesa per una rampa inclinata si raggiunge il grande e impervio Canalone Coutandin colmo di ghiaccio fino alla cresta. Giunti allo stretto sbocco ad imbuto del canalone, si sale sul margine esterno per rocce levigate su aeree scalette ( a volte danneggiate). Nel seguente tratto la via continua esposta per cenge. Infine si sale a destra in tornanti per il nuovo sentiero segnato, che porta ad un punto più alto, scendendo brevemente si arriva al Passo della Sentinella (m2717, ore 0.45).

Discesa:
La discesa nel ghiaione sul versante sudest inizia per sentiero detritico in tornanti lungo il primo tratto molto ripido che richiede prudenza se ancora innevato. Poi il sentiero sv. 101 porta al crestone della gigantesca morena e lo segue per tutta la lunghezza. Raggiunta la zona erbosa, si passa dal Laghetto di Popera per raggiungere il Rifugio Berti (m1950. ore 1.30)
  
Note: dal Rif. A. Berti si può fare un grandioso giro attorno alla Cima Undici, 3092 m , ed il Mt. Popera, 3045 m , percorrendo la "Via ferrata Aldo Roghel" e la "Via ferrata Cengia Gabriella"