PALE DI SAN MARTINO

VAL CANALI: PUNTA DELLA DISPERAZIONE 2083 mt.


  " Chi ha esperienza di montagna sa quanto sia importante avvistare da lontano la sagoma indistinta di un rifugio alpino, del rifugio programmato come "tappa" della propria escursione, significa provare la soddisfazione d'essere quasi arrivati, pregustare una bevanda dissetante , un piatto caldo, un bicchiere di vino e il riposo su un rustico letto d'alta quota, ma vuol dire anche anticipare in cuore il piacere dell'accoglienza, di un sorriso semplice che ti viene da chi conosce la fatica della salita, da chi sa che cosa significhi amare l'alpinismo"

Tratto da Guida
ai rifugi del Trentino
Azienda promozione Turistica del Trentino

 

 

 

 

Difficoltà: poco difficile. La roccia della parete e molto levigata per le continue discese che gli alpinisti eseguono dopo aver superato itinerari alpinistici lungo le pareti della Punta della Disperazione. Attenzione ai Sassi!!!

 

 




Tempo di percorrenza salita circa: ore 1,30


 

 



Dislivello: 180 mt di salita.

 

 



Rifugio:
Rifugio Treviso:1631 metri
Gestori: Tullio Simoni (GA) e Mara Iagher
Posti letto: 36. - Locale invernale: 4 - Proprietà: CAI Treviso - Apertura: 20/06 - 20/09
Telefono Rifugio: 0439/62311 - Telefono Gestore: 0439/62716

Indirizzo Gestore:
Mara Iagher
via Fol, 7
38054 Transacqua (TN)
P. IVA 01492610223 Stagione 2004 Rifugio Treviso chiuso per lavori

ACCESSO: da Trento, per Predazzo e Paneveggio raggiungere il Passo Rolle; quindi scendere a S. Martino di Castrozza e poi a Fiera di Primiero; da Fiera seguire indicazioni per il Passo Cereda e al bivio prendere la rotabile che porta a Cant del Gal; da qui proseguire fino a quando la strada diventa sterrata quindi parcheggiare l'auto e proseguire a piedi per il Rifugio Treviso.
Da Venezia/Treviso/Belluno: giungere a Feltre proseguire per Fiera di Primiero: da Fiera seguire indicazioni per il Passo Cereda al bivio prendere la rotabile che porta a Cant del Gal da qui proseguire fino a quando la strada diventa sterrata quindi parcheggiare l'auto e proseguire a piedi per il Rifugio Treviso.

AVVICINAMENTO: dal Rif.Treviso (raggiungibile da Cant del Gal in 1 ora) prendere il segnavia n.720 per la Forcella delle Mughe. Risalire il Vallon delle Mughe per poi abbandonare il sentiero proseguendo verso dx per tracce di sentiero su ghiaie portandosi la base dell'inizio del caratteristico canalone. Grossa catena di ferro che aiuta la salita fino alla cima.
Per non ridiscendere per la ferrata si esegue l'anello che con un sentiero gira lungo le ghiaie basali del Punta della Disperazione.
Rifugio Canali (Treviso) e giro della ferrata del Canalone
Questo anello richiede l'attrezzatura da ferrata ed una discreta preparazione fisica. Dura mediamente 1.30 ore in tutto. Parte nelle immediate vicinanze del rifugio e sale fin sotto la parete Ovest della Punta della Disperazione, per poi allacciarsi al sentiero 720 dal quale con 30 minuti di ripida discesa si giunge al rifugio.
Tempo complessivo ore 1.30

CARATTERISTICHE da: http://www.rifugipalesanmartino.it/treviso_anelli.htm
Il rifugio, situato in una pittoresca posizione, circondato da grandi alberi, sul versante orientale della Val Canali, venne costruito dalla Sezione di Dresda del DOAV nel 1897, e chiamato Rifugio Canali. Per sottolineare l'avvenimento, in occasione dell'inaugurazione (24 agosto 1897) la famosa cordata Raynor-Phillimore con le guide M. Bettega e G. Zecchini scalarono un grosso e ardito torrione sulla cresta SO della Pala della Madonna chiamandolo Torre Dresda. Alla fine della Prima guerra mondiale il rifugio venne consegnato alla SAT quale bottino di guerra, ma qualche anno dopo questa lo cedette definitivamente alla Sezione del CAI di Treviso che gli cambiò il nome con l'attuale “Rifugio Treviso in Val Canali”.
Il rifugio è ideale base per tutte le ascensioni della Val Canali ben collocato rispetto alle cime di maggior rilievo alpinistico.
Il rifugio dispone di 35 posti letto e 4 nel locale invernale. Aperto ufficialmente dal 20 giugno al 30 settembre e nei week-end a partire dal 1 maggio.
La posizione a quota medio-bassa e le numerose possibilità che offre di comode camminate e facili ascensioni in un ambiente distensivo, ne fanno un punto d'appoggio affollato nei periodi di punta, ideale nel periodo primaverile e a fine stagione per una vacanza nella natura.
Basta telefonare!
Telefono: 0439-62311

ACCESSO:
Da Fiera di Primiero, per la statale del Passo Cereda, si devia per “Val Canali” dopo 3 km circa. Arrivati al “Cant del Gal” si svolta a destra verso Malga Canali ( 1300 m ). Dal parcheggio si prosegue a piedi per il sentiero 707 che conduce al rifugio in 1 ora di comoda.

CURIOSITA':
STORIA ALPINISTICA DELLA VAL CANALI,
Quando si parla d'alpinismo nelle Pale di San Martino, la Val Canali ha un posto di rilievo da quando i primi esploratori giunsero attraverso il Passo Canali, provenienti da Col di Prà, nella lontana sera del 30 maggio 1864. Era una comitiva d'inglesi che diedero inizio all'esplorazione delle Pale di San Martino.
I pionieri che fecero la storia della conquista dolomitica furono D.W. Freshfield, F.F. Tuckett, J.H.Backhouse, G.H. Fox, con le due guide F. Devovasson e P. Michel.
Come già detto, questa fu la prima esplorazione di alpinisti, ma per vedere la conquista delle cime della Val Canali dovrà passare ancore un quarto di secolo anche se quasi di sicuro, Cime come la Manstorna , la Cima dei Lastei e forse il Sass d'Ortiga erano già dominio dei cacciatori della Valle di Primiero.
Fra gli alpinisti che operarono nella Valle alla fine del secolo scorso, salendo tutte le cime più importanti, vanno ricordati Diamentidi, Dumler, Schuster, Filimore, Murer, Raynor, Beatrice Tomasson ed il Conte di Lovelace.
Ma i veri artefici di queste conquiste furono le guide alpine come Michele Bettega, Bortolo Zagonel, Giuseppe Zecchini ed Antonio Tavernaro.
Esaurita questa sistematica fase di conquista attraverso le vie normali, inizia a partire dal 1926 l 'apertura di tracciati molto impegnativi da parte di fortissimi alpinisti tedeschi esponenti della scuola di Monaco che in seguito diedero all'alpinismo il 6° grado.
Questi tracciati sfruttavano spigoli, diedri e fessure.
Dal 1926 al 1928 H. Kess, P. Wisiol, F. Simon, F. Wiessner aprirono alcune delle più belle e ripetute vie della valle quali il diedro del Coro, lo spigolo di Manstorna e lo stupendo spigolo del Sass d'Ortiga.
Gli anni a seguire vedono Ettore Castiglioni impegnato nella stesura della sua guida delle Pale e con Bruno Detassis traccerà in sei giorni quattro importanti vie: lo spigolo O del Campanile d'Ostio, la parete N del Sass d'Ortiga, lo spigolo NO della Cima d'Oltro e la classica e molto ripetuta via dello spigolo NO della Pala del Rifugio.
Sono rispettivamente del 1941 e del 1942 la SO della Pala del Rifugio di E. Esposito, F. Mauri e G. Galli e la E alla Cima dei Lastei di G. Scalet con L. Jagher.
E' in quegli anni che G. Franceschini inizia la sua attività nella valle tracciando innumerevoli vie nuove, da citare: la fessura al Dente del Rifugio, la parete N alla Torre Dresda, il bel pilastro alla Cima del Coro, la SE del Campanile Elma.
Contemporaneamente anche Michele Gadenz inizia la sua intensa attività. Apre con Q. Scalet e L. Gadenz una delle vie più ripetute del Coro.
Negli anni cinquanta e sessanta la Val Canali vede un periodo di grande movimento.
Questo grazie a giovani alpinisti di Primiero come Arturo Brunet, caduto giovane sul Sass delle Lede, Aldo Bettega, Samuele Scalet che aprono con altri compagni itinerari che hanno contribuito a far conoscere la valle per la bellezza della roccia tra la più solida di tutto l'arco dolomitico.
Altri alpinisti fanno conoscere queste belle montagne: due veneziani aprono una stupenda via alla parete SO del Sass d'Ortiga; Vittorio Penso, accademico del CAI, del gruppo rocciatori "Gransi" del CAI di Venezia e Renato Torresan tracciono un elegante e difficile itinerario il
3 agosto 1946.
Nel 1967 sulla Pala del Rifugio la guida H. Frisch con P. Corradini apre la via sulla parete NO.
E' ormai accertato che questa via è stata salita per un errore d'attacco allo spigolo NO, Detassis-Castiglioni; errore anche fortunato se pensiamo che per almeno vent'anni è stato l'itinerario più impegnativo e ripetuto della valle.
Questi sono anche gli anni in cui Renzo Timillero prende la gestione del Rifugio Canali “Treviso”: grazie a lui la Val Canali vede un rispolvero di vecchi itinerari alpinistici, sentieri e vie ferrate.
Timillero, contribuirà senza pari all'apertura di bellissime vie anche con alpinisti di fama internazionale come Claude Barbier con qui apre una via alla Cima del Coro. Con C. Andrich apre un itinerario sulla Pala del Rifugio, con le guide C. e G. Depaoli sulla N del Sass d'Ortiga, sempre sulla N del Sass d'Ortiga una via con L. Capellari e con il figlio Alessandro sul Dente del Rifugio e sulla Disperazione.
In questi anni sono molto attivi anche R. Gobbato, L. Cappellari, C. Zonta, A. Gogna, G.P. Scalet, A. Leviti, A. Dorigatti, Vittorio Lotto, S. Scalet.
A. Bonat e A. Partel firmano due itinerari in artificiale, uno allo Sperone di S. Anna e l'altro sull'imponente pilastro giallo, detto dei finanzieri, alla Cima dei Lastei.
Gli anni Ottanta vedono l'arrivo di Manolo che con D. Dalla Rosa apre alcune difficili salite: sulla N della Pala del Rifugio, sulla Torre Dresda, sul Campanile Elma e con R. Debortoli la fessura dedicata a F. Serrantini al Dente del Rifugio.
Nel 1994 A . Soccombi, P.G. Penna e F. Tiozzo aprono la via S.P.T. sulla parete O della Pala con una concezione innovativa; spit alle soste e sui tratti più difficili permettendo la discesa in doppia e una maggiore sicurezza.
In questi ultimi anni Tullio Simoni, Samuele Scalet e Gianni Fellin hanno aperto, salendo dal basso, alcuni itinerari sportivi con l'utilizzo del trapano e degli spit.
Diversi itinerari di questo tipo sono stati tracciati sul Dente del Rifugio e sulla Torre Clara ed altri più alpinistici sulla Pala dal Rifugio e sulla Torre della Pala, in tutto undici itinerari che per la qualità della roccia, le ottime protezioni e la facilità d'accesso meritano sicuramente una ripetizione.
Sempre T. e I. Simoni, G. P. Corona e F. Piccinini hanno attrezzato nelle vicinanze del Rifugio Canali “Treviso” alcune interessanti falesie.

Dal Rifugio Canali (Treviso):
1) Al Rifugio Pradidali ( 2278 m ) passando dal Bivacco Minazio nel Vallon delle Lede e per il Passo delle
Lede ( 2695 m ).
Dal rifugio Canali si prende il sentiero 707 nel breve tratto iniziale, poi 711 fin oltre il Passo delle Lede dove si incontra il 709 che scende al Rifugio Pradidali. Si tratta di un'attraversata abbastanza impegnativa, ma di sicura soddisfazione per la bellezza dell'ambiente. Qualche passaggio di II grado vicino al passo e 5 ore di traversata richiedono una buona preparazione.

2) Ancora al Rifugio Pradidali , ma per i Prati d'Ostio attraversando un fitto bosco di abeti con qualche larice sbucando improvvisamente nella radura dell'ex Malga Pradidali ( 1428 m ) dominata dalla superba parete Est del Sass Maor, nel fragore del torrente Pradidali nel primo tratto si segue il sentiero 707 poi si risale lungamente la Val Pradidali con il sentiero 709 fino ai 2278 m del Rifugio. Tempo comodo 4 ore in totale. La bellezza del luogo e l'accoglienza del Rifugio saranno un buon compenso per la fatica della salita.

3) Al Rifugio Rosetta per il sentiero basso dell'Altopiano delle Pale. Abbastanza lunga ma di grande soddisfazione per il bellissimo ambiente nel quale si svolge. Richiede circa 5 ore. Per il sentiero 707 del Passo Canali ( 2469 m ), Forcella del Miel ( 2538 m ), Altopiano e finalmente Rifugio Rosetta ( 2581 m ).

4) Al Rifugio-Albergo Passo Cereda con il sentiero dell'Alta Via n. 2 (o 718). Si attraversa la Forcella dell'Oltro ( 2094 m ) poi si scende verso Cereda passando in una selva di piccoli campanili dalle forme più strane. A quota 1400 m , al “Maso Brunet”, si riprende la stradina in direzione Ovest, che aggira il Col Molinai e raggiunge il Passo. Tempo richiesto circa 4 ore. Si può tornare al Rifugio Treviso passando per il Passo delle Regade ( 2069 m ) seguendo poi il “Sentiero delle Regade”, non numerato ma ben segnato.

5) A Col di Prà ( 843 m ) per la selvaggia Val d'Angheraz. Si segue il sentiero 707 per risalire la Val Canali , abbandonandolo poco prima del Passo Canali, per deviare a destra con il 767 che sale alla forcella dell'Orsa per imboccare in discesa la Valle omonima con il “Sentiero del dotor”, che ha dei tratti attrezzati (richiedono l'equipaggiamento da ferrata). Più avanti la valle diventa Val d'Angheraz e, passando come in un carosello davanti alle alte ed impressionanti pareti dei Lastei d'Agner, della torre Armena ed infine l'altissimo Spigolo Nord dell'Agner, si giunge dopo 6 ore di attraversata nel pittoresco paesino di Col di Prà .