

Difficoltà:
Facile. La galleria, completamente attrezzata con fune metallica,
non presenta particolari difficoltà. E’ Richiesta comunque
attenzione vista la notevole pendenza, l’ambiente buio e umido
e la possibile presenza di tratti ghiacciati.
Tempi: 2 ore circa
Dislivelli:
nella galleria, 350 m; dal Falzarego, 700
Partenza: Passo Falzarego (2105 m)

Note
Rifugio Lagazuoi è raggiungibile con la funivia Passo Falzarego
- Lagazuoi.
Materiali: Normale dotazione ferrata, lampada tascabile (consigliata
lampada frontale), guanti.
Storia
dell’intenerario:
La galleria di mina italiana del 20 giugno 1917 è stata completamente
recuperata e consente oggi di visitare uno dei teatri più drammatici
della Prima Guerra Mondiale.
L'imbocco della galleria si trova sull'Anticima del Piccolo Lagazuoi
e si raggiunge tramite un sentiero che parte dalla stazione a monte
della Funivia Lagazuoi. Prima di raggiungere l'ingresso si attraversa
un interessante sistema di trincee che costituiva un posto di osservazione
dell'esercito austriaco.
La
galleria di mina è in realtà un complicato groviglio,
il più ardito sistema di gallerie realizzato nella Grande Guerra.
Oltre al ramo costruito per piazzare la mina, ci sono la galleria
di spalla, il cui sbocco esterno sull'Anticima servì come uscita
per le pattuglie italiane di assaltatori dopo lo scoppio della mina,
e la galleria dell'artiglieria dalla quale i cannoni italiani tiravano
verso il Sasso di Stria. Ancora: la galleria a spirale, il ramo inferiore
che sbocca sulla Cengia Martini, e il ramo orizzontale che correva
parallelamente alla cengia offrendo riparo dal tiro austriaco.
Al
termine di questa grandiosa opera era stato quindi creato un collegamento
interno tra tutti i rami della galleria e con la cengia sottostante,
ed un sistema di feritoie di sparo orientate in tutte le direzioni.
Alla fine della galleria a valle si sbuca quindi sulla Cengia Martini,
e percorrendola verso destra fin quasi sotto la funivia si possono
visitare i resti dei ricoveri, delle baracche, dei camminamenti. La
cengia rappresentava una validissima postazione in quota per minacciare
le sottostanti postazioni nemiche della Vonbank; inoltre sul sentiero
si aprivano rientranze naturali nella roccia che, allargate e rese
più confortevoli, offrirono ripari dal fuoco nemico, alloggiamenti
per gli uomini e depositi per i materiali.
Descrizione:
Dal Passo Falzarego, con la funivia, si raggiunge la stazione d'arrivo
sul Piccolo Lagazuoi. Da qui, in 10 minuti, si arriva all'imbocco
della galleria elicoidale, illuminata soltanto da rare aperture nella
roccia. È indispensabile, quindi, portare una torcia elettrica.
All'uscita, sulla Cengia Martini, prendere a sinistra per il sentiero
402 che riporta al Passo Falzarego.
Durante
la Prima Guerra mondiale, il Piccolo Lagazuoi costituiva un baluardo
formidabile contro i tentativi italiani di penetrare in Val Badia.
Gli Alpini, tuttavia, riuscirono a sferrare un attacco fortunato a
quella che si sarebbe poi chiamata Cengia Martini (2400 m circa);
ai Kaiserjäger austriaci, dunque, non rimaneva che scavare una
galleria nel tentativo di eliminare questa pericolosa postazione italiana.
Da parte loro, anche gli Alpini stavano lavorando da tempo ad una
galleria nella roccia che si snodava elicoidale dal basso verso l'alto.
Di quei giorni infernali oggi rimangono le rovine delle postazioni
sulla Cengia Martini, le macerie prodotte dalle mine e, naturalmente,
la Galleria del Lagazuoi.

Discesa:
Dalla cengia Martini, con percorso segnalato, si raggiunge in breve
il segnavia 402 e per questo il Passo Falzarego.
