S A S S O P I A T T O 2958 mt.

SENTIERO ATTREZZATO “OSCAR SCHUSTER”.

Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo, non didattico. Se non sei un esperto, rivolgiti a una sezione di un Club alpino, a una guida alpina professionista, oppure a una scuola abilitata di alpinismo, scialpinismo, arrampicata o speleologia. Leggi le avvertenze.

Difficoltà: Difficile. Itinerario grandioso, in ambiente severo e quasi alpinistico; panorami mozzafiato durante l'ascesa e dalla cima. Le attrezzature sono scarse, per cui è necessaria una grande attenzione ed esperienza. Attenzione in caso di presenza di ghiaccio (in questo caso, ramponi e piccozza).
Informarsi, preventivamente, delle condizioni della ferrata!!!



Tempo: circa 4 ore - Periodo consigliato: metà luglio - metà settembre

Dislivello: 320 mt. Dal Rif. Vincenza


Rifugi: Rif. Vicenza 0471 797315


Rif. Demetz 2681 mt.

Punto di partenza: Rifugio Demetz (2681 m) alla Forcella del Sassolungo, raggiungibile
dal Passo Sella (2174 m) in due modi:
a. con la cabinovia in partenza dal passo;
b. attraverso il sentiero 525 che ne segue più o meno fedelmente il percorso in h 1,15 (sconsigliato).

Descrizione: Dalla Forcella del Sassolungo si gode già di una splendida vista: la terrazza del rifugio è infatti affacciata sui bellissimi prati del Passo Sella, in vista del Gruppo di Sella e del Ghiacciaio della Marmolada. Direttamente sulla forcella incombono le precipiti pareti dello Spallone del Sassolungo (3069 m, a Nord Est) e della Punta delle Cinque Dita (2996 m, a Sud Ovest). Sul versante opposto, sprofonda il ripido e detritico Vallone del Sassolungo, oltre la cui apertura appaiono i distensivi prati dell'Alpe di Siusi. Dal Rifugio Demetz si prende quindi il sentiero 525 che inizia a discendere il Vallone del Sassolungo, con bella veduta iniziale delle verticali pareti del Campanile di Venere (2987 m, a destra); la discesa è facile ma da affrontare con attenzione a causa della possibile presenza di tratti ghiacciati, specie al mattino, in quanto le altissime pareti che rinserrano il vallone impediscono al sole di penetrarvi per gran parte della giornata. Volgendo lo sguardo alle spalle, impressionano le selvagge pareti, solcate da ripidissimi canali ghiacciati, della Punta delle Cinque Dita (2996 m), della Punta Grohmann (o Sasso Levante, 3126 m) e della Torre Innerkofler (o Punta Pian de Sass, 3098 m). Continuando a calarsi per ripidi sfasciumi, si tocca una conca detritica con grandi massi, da cui appare, alla base dello sperone discendente dalla Cima d' Antersass (2825 m), la sagoma del Rifugio Vicenza, che si raggiunge con breve pianeggiante traversata (2252 m, h 0,45). Dal rifugio appare alla vista il Vallone del Sassopiatto, di cui l'omonimo massiccio costituisce l'imponente sponda destra. Una traccia sale sul terrapieno alle spalle del rifugio ed inizia a risalire il vallone, con salita sempre più ripida e faticosa a causa dei fini detriti, fino alla conca superiore, ormai in vista dei pendii ghiacciati che portano alle forcelle del Dente, Orientale ed Occidentale del Sassopiatto; qui il sentiero piega a destra e, con una serie di tornanti, risale un ghiaione e raggiunge la base delle rocce del Sassopiatto, dov'è il punto di attacco del Sentiero Attrezzato Oscar Schuster (h 1,40). Si risale una rampa rocciosa che immette in un canalino che si deve risalire attraverso buone roccette, fino ad uno stretto intaglio; si traversa un pendio detritico e si continua la salita attraverso gradini e roccette facili, anche se le corde metalliche non sono molto abbondanti (attenzione). Dopo circa h 1 di salita, si tocca la bella Forcella delle Torri (2730 m), aperta tra le Torri del Sassopiatto ed il corpo vero e proprio della montagna: attenzione al versante opposto, in cui si inabissa un impressionante canalone ghiacciato verso i prati dell'Alpe di Siusi. Dalla forcella, traversando nuovamente verso destra (attenzione, esposto!) si arriva alla base di un camino di tre metri, punto tecnicamente più impegnativo dell'ascensione (ma il passo è breve, e la corda metallica aiuta), oltre il quale si raggiunge l'imbocco di un'ampia gola rocciosa che si insinua nella zona superiore della parete e sbuca ad un colletto immediatamente a destra della Cima di Mezzo del Sassopiatto (2955 m, h 3,40), dove sorge una croce metallica. Meravigliosa vista a 360 gradi su buona parte delle Dolomiti: sul versante da cui si è saliti, domina la grande paretona del Sassolungo (3181 m), con le fronteggianti cime della Torre Innerkofler e del Dente del Sassolungo (3001 m). Sul versante opposto, alla base dell'uniforme pendio detritico che forma il versante occidentale del Sassopiatto (da cui il nome) spicca il Rifugio Sassopiatto, alle cui spalle emerge il Gruppo del Catinaccio; più a destra, si staglia l'inconfondibile sagoma dello Sciliar che si erge dai prati di Siusi. Verso Nord si distende la Val Gardena, con il Gruppo del Puèz, mentre a Sud, dietro alla Cima Sud Est del Sassopiatto (2964 m) ed oltre la Val di Fassa, spicca la Marmolada. In lontananza, si riescono ad individuare le Pale di San Martino e i Lagorai.

Discesa:
Dalla cima si scende ora per l'evidente traccia che si abbassa sul versante occidentale, attraverso ripidi pendii detritici, fino alla base di un dosso erboso che precede il Rifugio Sassopiatto (h 1 dalla cima, da cui è visibile l'intero pendio appena disceso); di qui si può raggiungere il rifugio, oppure deviare a sinistra per una verde valletta che consente di incrociare il sentiero 4 ("Federico Augusto") già oltre il rifugio. Seguendo questo sentiero verso sinistra, si costeggiano alla base le gigantesche pareti meridionali del Gruppo del Sassolungo (Sassopiatto, Dente, Torre Innerkofler, Punta Grohmann, Punta delle Cinque Dita), procedendo in saliscendi ed incontrando in successione il Rifugio Pertini, il Rifugio Federico Augusto (sulla Forcella Rodella, unica salita degna di nota del percorso) e, ormai in vista del Passo Sella, il Rifugio Salèi. Dal rifugio, una stradetta sterrata aperta agli autoveicoli conduce in piano sulla strada del Passo Sella (versante gardenese), poco a monte del parcheggio della cabinovia da cui si è partiti (h 2 dal Rifugio Sassopiatto).