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Gruppo Pale di San Martino - CIMA CANALI 2891 m.

“Una stupenda arrampicata su fessura-camino ”

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3 luglio 1953: Bhul in solitaria sul Nanga Parbat

"Sono sul punto più alto, sulla cima del Nanga Parbat, a 8.125 metri. Non sono ancora conscio del significato di questo attimo, non mi sembra di essere un vincitore; sono soltanto contento di essere quassù e che, tutte le mie fatiche siano, per il momento, finite". Così il fortissimo alpinista, Hans Ertl, Walter Frauenberger, Otto Kempter, Hermann Köllensperger, Kuno Reiner. austriaco Hermann Buhl descrisse il suo 3 luglio 1953 quando, partito solo dall'ultimo campo, raggiunse, senza usare bombole d'ossigeno, la vetta del Nanga Parbat. Buhl faceva parte di una spedizione austro-tedesca guidata da Karl Herrligkoffer alla quale partecipavano Peter Aschenbrenner, Fritz Aumann, Albert Bitterling.

Prefazione:
Aperta il: 9/9/1950 da: H. Buhl - H. Erwing; è la via più frequentata della zona.


E' una stupenda arrampicata in libera; segue una fessura-camino, perfettamente verticale e diritta, che porta in vetta ad un pilastro staccato. da questo, in breve, alla cima più alta. Una lunghezza di corda presenta il tiro chiave della via, per il resto si trovano ottimi appigli che permettono di superare, con fantastice ed entusiasmante arrampicata, tratti difficili e strapiombanti.

Dislivelli:
1118 mt da Cian de Gal 1160 mt al rifugio Pradidali (2278mt). Dal rifugio Pradidali 90 mt per arrivare all'attacco. Dall'attacco 400 mt. + 300 per arricare sulla vetta di Cima Canali.

Difficoltà: 4°+, 5°, %°+, passi di 6°-.

Punto di appoggio:

Rifugio Pradidali 2278 mt., posto nella vasta sommità della valle omonima. Tel. 0439 64180. Costruito nel 1896 e più volte ampliato, aooartiene alla sezione C.A.I. di Treviso e ha 64 posti letto.

Accesso:
Dal rif. Pradidali 2278 mt. in 20 m'. circa si arriva alla base della parete che si erge prorpio davanti al rifugio; si seguono le tracce che si calano nell'avvallamento tra il rifugio e la cima. Si risale il ghiaione sottostante. fine ad arrivare ad uno zoccolo.

Descrizione:
Si rimonta il facile zoccolo, obliquando verso sx., per poi ritornare sulla dx sotto la verticale parete dove inizia la via Buhl.

1° tiro; Si sale dritti, per facili rocce ma instabili per raggiungere un buon terrazzo 30 mt. 4°.


2° tiro; Proseguire qualche metro verso dx per raggiungere un diedro giallo e grigio. Lo si sale sul suo lato destro (ch) la roccia è ottima. Più sopra, si vince un passaggio viscido uscendone in strapiombo, aiutati da grosso appiglio (ch). Stare a dx della fessura (ch) per continuare a salire fino alla sosta. Cordoni su clessidre ( clessidra anche a dx). 30mt, 4°+, 1 passo di 5°, 5°-
3° tiro - Arrampicare lungo la placca sopra la sosta. Ad un certo punto, quando questa si fa più ripida si rientra nella fessura, che si allarga da diventare un camino (ch alla base). Fare in opposizione. Poco sopra si sosta su un terrazzino piatto. 25 mt, 4°
4° tiro; Si risale poco più sopra sulla cengetta. A sx si prende uno dei due diedri obliqui (noi quello a sx) puntando alle rocce gialle. Ottima sosta su cengetta con molti chiodi. 20 mt, 3°+
5° tiro; Tiro chiave - Salire facilmente i primi metri (ch). Spostarsi a dx di pochi metri sotto uno strapiombo; 2 ch. e 1 cordino vecchio. Supeare il difficile passo in strapiombo 6°-, fino ad un punto dove ci si può riposare. Salire il lungo diedro di roccia giala e rossa con bellissima arrampicata. Difficoltà non elevate ma sostenute; si devono superare alcuni passi difficili. Numerosi chiodi, oltre ad un cordino in clessidra e altre clessidre. Circa 11/12 rinvii. Si arriva alla sosta su stretta nicchia. Chiodi e cordone. 45 mt, 4°+, 6°-, 5° , passaggi di 5° +
6° tiro; Salire sopra lo strapiombo della nicchia (si può salire a sx.appigli bagnati)(ch). Si arriva più facilmente nella fessura-diedro. Si sale con arrampicata sostenuta prima a dx e poi aiutati da buoni appigli in strapiombo si rientra nel camino. Si prosegue fino alla sosta; cordino. 30 mt. 5°, 4°, 5° passo di 5°+
7° tiro; Si prosegue per il camino con splendida arrampicata d'opposizione, facile e ben proteggibile. Sosta su comodo terrazzo con 1spit e 2ch. 30/40 mt, 4°, passo di 5°.
8° tiro; Salire direttamente in verticale per un diedrino con passaggio ad incastro. Una volta usciti si sale facilmente fino alla sosta con cordone sopseso in mezzo al diedro (comodo). 40m, 5°-, 3°
9° tiro;Rimontare la parete di sinistra uscendo sullo spigolo (ch). Continuare per ottima roccia fin sotto al tetto nero che chiude il diedro. Passare sulla parete opposta del diedro (2ch appaiati) e salire di forza lo strapiombo ben manigliato. Si sale più facilmente fino ad una grande caverna. Sosta su 2ch e cordino sul lato sinistro. 40 mt, 4°+, passo di 5°, 4°
10° tiro; delicato: uscire dalla grotta sul lato opposto. Ora si entra in un lungo camino, la prima parte salibile di schiena, poi è necessaria una buona tecnica d'opposizione. Non ci sono chiodi, solo alcune clessidrine. Sosta su spuntone e ch, in luogo umido con masso in bilico. 40 mt, 4°+
11° tiro; Salire ancora sul lato destro fino a riprendere il camino. Quando questo diventa ripido e bagnato usciamo sulla sinistra grazie ad una lama (qui si nota una sosta sull'altro lato del camino). Si doppia lo spigolo e si risale per roccia ottima e appigliata fino alle rocce coricate sotto ad una cuspide. Sosta su spuntoni e clessidre (più in alto c'è una clessidra con cordino) 3°.


12° tiro; Calarsi ancora qualche metro, quindi, dove la parete di fronte è più vicina, fare una spaccata di quasi 1 mt. e 1/2 e raggiungerla. Salire ancora sostando presso un grosso spuntone. 30 mt. 3°+.
13° tiro; Proseguire per l'affilata crestina, non molto solida, sino a sostare su una terrazza vicino ad una torretta 30 mt. 3°.
Ora ci si può slegare.
Proseguire per tracce e segni rossi a dx, aggirrando una torre staccata, per imboccare un canale detritico. Proseguire facilmente sino ad una forcella che si trova sulla dx della vetta della Cima Canali, visibile da dove ci si slega.

Discesa:
Si segue la via normale seguendo tracce, ometti e segni rossi.
eguire la cresta Sud-Ovest, sino ad un intaglio. traversare a mezza costa, giungendo ad un secondo intaglio; si arriva così ad un canalone che si scende direttamente nella parte iniziale, fino a trovare un ancoraggio per una corda doppia da 40 mt.
Abbandonare il canalone e scendere sulla sx (viso a valle), su dei saltini rocciosi. Arrivati all'altezza della fine del canalone, se questo è in buone condizioni di innevamento, si può raggiungerlo e arrivare, tramite questo, al ghiaione della base; altrimenti continuare a sx, costeggiando il canalone per raggiungere la base.
Da qui in breve si ritorna al rif. Pradidali 2278 mt.
Numerosi ometti e segnavia lungo tutta la discesa.
Attenzione!!! in caso di nebbia non aver fretta di calarsi subito, nella prima parte di discesa, ma perdere quota dolcemete.

Discesa in doppia:

Se c'è molta nebbia o brutto tempo si consiglia la discesa in doppia. Diviene un rientro semplice e sicuro (Attenzione!!! Non ci devono essere cordate sulla via). In tutte le soste è possibile calarsi. Le soste sono predisposte con cordone e maglia rapida e quasi tutte rinforzate da una clessidra artificiale.
Con due corde da 60 mt. si riesce a ridurre le calate a n°. 6; Dalla sosta (alla base del 5° tiro) invece che seguire la via di salita è consigliabile calarsi sulla verticale con 2 doppie fino alla cengia alla base della via..

 

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