Foglie in rosetta basale, largamente obovate od oblunghe, attenuate in breve picciuolo, intere o poco dentate, acute o ottuse all'apice, peloso-ghiandolose, con evidenti nervature longitudinali.
Foglie cauline-brattiformi, picciolate opposte.
Capolino terminale solitario, vistoso, largo da 5 a 8 cm. , con ricettacolo piano o appena concavo.
Fiori gialli o giallo-aranciati.
E' una pianta medicinale dal cui rizoma e dalle foglie si ricava un alcaloide con azione neuro-tonica, stimolante e digestiva.

E' pianta protetta.

E' una pianta erbacea con il fusto semplice o appena ramificato. Cresce nei prati e nei pascoli dalla zona montana a quella alpina (al disopra dei 1000 m), non scende a sud oltre l'appennino settentrionale. I fiori si raccolgono scegliendo quelli appena aperti in giugno-luglio. L'arnica fiorisce sui prati piuttosto umidi di montagna e si presenta come una grande margherita tutta giallo-aranciata, dall'odore aromatico e dal sapore decisamente amaro.

A scopo medicinale si raccolgono i capolini che si seccano accuratamente all'ombra.

Giustamente l'arnica è stata definita fin dai tempi più antichi "la panacea dei caduti", infatti miracolosi sono i suoi effetti negli infortuni in genere, nelle distorsioni e nelle botte solenni che lasciano lividi bluastri su tutto il corpo.

PROPRIETÀ TERAPEUTICHE:

Azione anti-infiammatoria: tradizionalmente viene usata per le sue proprietà anti-infiammatoria e antidolorifica. Queste azioni sono dovute soprattutto ai lattoni sesquiterpenici, i quali hanno dimostrato la capacità di ostacolare la liberazione di sostanze che favoriscono l'infiammazione da parte dei globuli bianchi. In studi su animali l'Arnica è stata in grado di opporsi al gonfiore, al rossore e al dolore indotto dalla carragenina nella zampa del ratto, con un'efficacia simile a quella dell'indometacina, un noto anti-infiammatorio di sintesi. L’applicazione di prodotti topici contenenti estratto di arnica sulla pelle può avere azione antidolorifica e anti-infiammatoria nella zona di applicazione.

EFFETTI COLLATERALI E CONTROINDICAZIONI:

Per via interna può provocare cefalea, dolori addominali a tipo colica addominale, palpitazioni cardiache e respirazione accelerata. Inoltre può dare reazioni allergiche da fotosensibilizzazione, con arrossamento, prurito e bruciore delle parti cutanee esposte alla luce. Pertanto essa viene usata quasi esclusivamente per via topica, evitandone però l'applicazione in vicinanza degli occhi, della bocca e in pazienti allergici. Non va usata in gravidanza, durante l'allattamento e nel bambino al di sotto dei 12 anni di età.

CURIOSITA':

Le popolazioni dell'Alta Savoia l'adoperano come tabacco da pipa. Curiosamente si dice che un po' di tintura d'arnica portata addosso in un flaconcino tolga il vizio anche al più incallito fumatore.

L'estratto oleoso ottenuto macerando i fiori in olio d'oliva è efficace nei massaggi anticellulitici.

L'estratto dei fiori mescolato a miele è un efficace rimedio nel trattamento dell'acne e dei foruncoli.