Ciclamino

Cyclamen europaeum L.
Primulaceae
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Pianta: Il ciclamino è una pianta che possiamo incontrare allo stato spontaneo anche nei nostri boschi. Infatti il ciclamino trova le migliori condizioni di sviluppo in un ambiente dove il substrato sia ricco di humus e sempre fresco. Inoltre richiede un esposizione indiretta alla luce solare, ovvero i raggi del sole non devono raggiungere la pianta direttamente. Queste sono tutte condizioni che riscotriamo in luoghi boscosi.

Fioritura: da agosto ad ottobre in boschi di latifoglie (castagno, querce) e cresce su suoli ricchi di humus, nei luoghi boscosi e cespugliosi dalla pianura fino al limite superiore delle latifoglie. I profumatissimi fiori hanno una colorazione purpurea e una lunghezza di due centimetri.

Fiore: solitari sorgono direttamente dal tubero sotterraneo e hanno un colore roseo-violaceo, profumati, con 5 lacinie ovate ripiegale indietro.

Corolla: dei ciclamini è composta da cinque petali che prima si dirigono verso il basso, formando un tubo corto a forma di coppa, poi si dirigono verso l'alto terminando liberi.

Le foglie: sempre verdi, tutte basali ovato-cordate o reniformi, porporine di sotto e verdi con macchie biancastre di sopra.

Protetta: Protetto!

Raccolta:

Medicina: Viene utilizzato in sinergia con l'escolzia, l'ippocastano e la lavanda per la cura delle emorroidi. Il tubero fresco, contenente un glucoside (ciclamina) è mangiato senza danno dai maiali, che ne sono ghiotti. Il tubero del ciclamino è velenoso.

Cucina:

Curiosità: Nel linguaggio dei fiori vuol dire diffidenza, proprio perché nonostante la sua bellezza e i suoi presunti poteri magici, le sue radici contengono una, seppur minima, quantità di veleno. Ciclamino deriva dal greco kuklos che vuol dire cerchio. Gli antichi, collegando la forma del fiore con l'origine relativa all'etimologia dell'utero, consideravano che la pianta fosse capace di agevolare il concepimento.

Poesia: E' una pianta nota fin dall'antichità. La sua bellezza e le sue forme avevano già colpito la fantasia degli antichi, i quali elaborarono su di esso molte leggende, che si sono tramandate fino ai nostri giorni. Teofrasto, allievo di Aristotele, filosofo e naturalista 300 anni prima di Cristo definiva il ciclamino fiore dell'amore e della sensualità.

Storia: In passato si pensava che l'estratto di ciclamino fosse un toccasana contro i morsi dei serpenti più velenosi. L'essenza del ciclamino è ritenuta portafortuna. Secondo Plinio il Vecchio era buona abitudine piantare ciclamini nei giardini e negli orti perché fungessero da amuleto, impedendo alle forze malefiche di agire e di influire sulle vicende amorose.