Cirsio o Cardo Spinosissimo

Cirsium spinosissimum

Compositae

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Inconfondibile specie nitrofila dei pascoli alpini.

Pianta: perenne ermafrodita, cresce su pascoli umidi, riposi del bestiame, macereti, vallette nivalilande, detriti da 1600 a 3000 mt. s.l.m.altezza sino a 120 cm.

 

Fioritura: luglio- settembre.

Fiore: tubulosi, hanno corolla giallo pallida, biancastra 13-19 mm.

Corolla: Hanno lunghe e appuntite brattee.

Frutti: sono acheni 3-5 mm, sormontati da pappi setolosi 12-18 mm.

Le foglie: alternate per tutto lo stelo dentate e aculeate, radice cilindrica.

Protetta: fiore infestante; comune.

Raccolta:


Medicina: dal greco “kirsós” significa “varice” si riteneva infatti che la radice delle piante di questo genere, fosse efficace nella cura di questa affezione, il nome specifico si riferisce alla caratteristica della pianta: spinosa.

Cucina:

Curiosità: Il continuo riciclo delle sostanze azotate, prelevate dal suolo dalle piante e poi restituite con i loro resti vegetativi, fa sì che questa condizione ipersatura di composti nitrici ed ammoniacali sia difficile da smaltire e permanga molto a lungo nel suolo, anche dopo un eventuale abbandono dell'alpeggio. Ancora oggi, piccoli lembi di vegetazione nitrofila su stretti pianori o fra i pascoli alpini permettono di identificare gli antichi luoghi di abituale riposo del bestiame, anche quelli non più utilizzati da molto tempo.

Storia: Utilizzata nei processi di pettinatura dei velli di alpaca, pecora o lama; non esistono infatti atrezzature che possono prescindere dall’impiego massiccio di questa pianta, per tale processo di lavorazione. Esperti anglo-indiani, pare abbiano ibridato la pianta permettendole di adattarsi alla coltivazione, ottenendo un elemento cardante pari ai migliori aculei naturali.