Eringio Alpino

Eryngium Alpinum

Ombrellifere

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Calcatreppolo - Bocca di ciuco - Cardone a cento capi - Ensalata d'asen - Spongiòn - Brustolone - Salata del diavolo

E' una pianta strana; è una Ombrellifera camuffata da cardo di cui imita le ombrelle bianche, fitte come quelle dei capolini delle Composite. E' chiamato con vari nomi, ma è un cardo nomade. Le radici dell'eringio si attaccano tenacemente al terreno creando per il diserbo gravi problemi ai coltivatori.

Pianta: Perenne ed è chiamata nomade, perchè in autunno il fusto si stacca naturalmente dal suolo e, secco e leggero, diventa preda del vento che lo trasporta altrove per la dissemina naturale.

 

Fiore: bianchi, sessili, compatti, in capolini peduncolati, ovoidali-globosi.

Calice: con denti dritti sul frutto; 5 petali ristretti, 5 stami

Le foglie: verde-biancastro, coriacee e spinose, le prime intere, le altre profondamente incise in segmenti dentati con lamina prolungata sul picciolo, quelle superiori inguananti il fusto e a involucro sulle ramificazioni.  

Fioritura: luglio - settembre.

Frutti: involucro spinoso con 3-6 brattee appuntite e piane

Protetta: pianta comune. Piante medicinale.

CURIOSITA':

Storia: L'azione afrodisiaca, attibuita a questa pianta, non trova conferma-
Ambiente: Nelle zone submontane, nei prati asciutti, in zone rocciose, nei luoghi aridi fino a 1300 - 1500 mt.

Cucina: E' importante da un punto di vista alimentare e di condimento: i giovani germogli si mangiano in insalata; le giovani foglie si conservano sotto aceto e si consumano come i cetrioli e diventano vere leccornie se candite.

Medicina: Proprità: aperitivo, diuretico, emmenagogo. Principi attivi: sali minerali(potassio, sodio, calcio).

Per curare albuminuria, appetito, diuresi edema, itterizia, urea.

Parti utilizzate: foglie (luglio-agosto), radice (primavera-autunno).