Camoscio

Rupicapra Rupicapra

Classe: Mammiferi - Ordine: Artiodattili - Famiglia: Bovidi
Animale molto attento, agile e capace di rapide scalate, salti e "voli" su rocce nude e ripidissime.

Caratteristiche fisiche: Il camoscio è molto diffuso nelle Dolomiti: dai sentieri nei fondovalle è relativamente facile, con un buon binocolo, scorgere branchi di femmine e piccoli o maschi solitari sui grandi pascoli sopra il limite arboreo. Più difficile è un avvistamento ravvicinato a causa della sua innata diffidenza. Di aspetto molto simile alle capre, viene incluso con esse e con le pecore nella sottofamiglia dei Caprini.
La sua agilità è proverbiale: il camoscio ama correre e giocare con i suoi simili, superando velocemente grandi dislivelli. Di forme robuste, la lunghezza della testa e del corpo è di 100-130 cm, con coda di 4-5 cm. ed altezza al garrese di 70-80.
Il peso varia nei soggetti adulti, sulle Alpi, dai 28 ai 45 chilogrammi nei maschi, dai 25 ai 40 nelle femmine.
Le maggiori dimensioni si raggiungono in settembre-ottobre mentre cali di peso in misura anche del 20-25% si registrano nei maschi durante il periodo degli amori.
Il peso aumenta dì norma sino a 4-5 anni.

Il mantello presenta una colorazione variabile secondo le stagioni:
due mute, una autunnale ed un a primaverile, più evidente, intervengono a modificare il colore e la pesantezza del pelo che in settembre, sulle Alpi varia dal grigio beige al grigio giallo rossastro, con arti più scuri e parti inferiori più chiare; in novembre è piu’ lungo e folto, bruno scuro, nerastro per divenire sempre più nero brillante in dicembre, gennaio e febbraio, con notevole contrasto rispetto alla macchia frontale e golare chiara.

Le corna dei maschi sono caratterizzate da un maggior spessore alla base, da un parallelismo assai scarso e limitato ai primi cm., da una più accentuata uncinatura.
Le corna delle femmine sono più sottili in tutta la loro lunghezza, parallele su una più grande altezza, con divergenza spesso completamente assente, altre volte notevolmente accetuata, meno uncinate, con punte più corte quasi parallele al frontale.

Durata di vita: 10-15 e forse più anni.

Habitat:
vive al confine tra il bosco e le praterie d'alta quota; in estate si sposta a quote elevate e in inverno scende più in basso, anche fino a soli 600 metri di altitudine.

Alimentazione:
Il camoscio è un ruminante, ovvero propone lo stomaco suddiviso in quattro cavità: rumine, reticolo, omaso ed abomaso. Fra gli Ungulati Ruminanti esiste una classificazione in base al tipo di alimenti selezionati. Si distinguono così tre categorie:
• brucatori o selettori di nutrimenti condensati
• pascolatori o fruitori di foraggio grezzo
• erbivori di tipo mediano

Gli iniziali (alce, capriolo) sono caratteristici utilizzatori di cibi cospicui di principi nutritivi e poco contenuto in fibra (germogli, gemme, ecc.), hanno grandi ghiandole salivari, fegato molto ampliato, piccolo rumine, poco esteso intestino, cieco grosso; il loro sistema alimentare attende numerosi intervalli di attività e di veloce durata, mentre l’assimilazione è alquanto veloce. I differenti (pecora, bovini, muflone) sono al contrario potenti mangiatori di foraggio naturale, anche con elevato contenuto in fibra, possiedono un'anatomia digestiva contraria ai precedenti e erogano il loro tempo riservato all'alimentazione ripartendolo in un inferiore quantità di intervalli di operosità di più lunga continuità, fra i quali indirizzano della stessa misura durevoli soste per la ruminazione. Il camoscio si trova in un sito transitorio, con una propensione verso la specie dei selettori, per la predilezione che compie sia delle specie vegetali, sia della parte della pianta da consumare. In realtà può essere definito un "doppiogiochista", in quanto, pur non facendo parte né all’una né all’altra classe, è a livello di variare la sua dieta per quantità e qualità in rapporto alle influenze stagionali.
L’analisi del cibo, in ogni caso, svolge un ruolo importantissimo nelle consuetudini del camoscio, influenzando la sua ripartizione e l’altitudine alla quale stare con il subentrare delle stagioni. Sono contate nella nutrizione del camoscio alpino come minimo 300 varietà vegetali.
Da dicembre a marzo l’alimentazione è formata in maggioranza (dal 56 al 93%) da erbe secche, reperite facendo una buca con gli zoccoli nella neve, da licheni, aghi e germogli di resinose (come abete bianco, pino cembro, pino mugo).
In primavera, da aprile a maggio, arrivano le prelibate gemme, erbe giovani e infiorescenze. Il genere preferito fanno parte principalmente alla famiglia delle Graminacee (Agrostis rupestris, Festuca sp., Poa alpina, Poa laxa, Poa pratensis), e al gruppo delle Dicotiledoni erbacee (Bromus erectus, Colchicum autunnale, Plantago alpina, Trifolium alpinum, Trisetum flavescens).
L'estate, da giugno a settembre inoltrato, raffigura il periodo di maggiore abbondanza vegetale e permette agli animali di scegliere meticolosamente le essenze preferite; appaiono nella dieta del camoscio, in buona percentuale (dal 25 al 38% [31]), le piante erbacee (Lotus corniculatus, Medicago sativa, Trifolium alpinum) e i teneri germogli degli arbusti (Juniperus sp. e Rhododendron sp).

Riproduzione: vive in branchi, talvolta numerosi, composti da femmine con piccoli, guidati da una vecchia femmina (guidaiola). I maschi adulti restano appartati e si aggregano al branco soltanto nel periodo degli accoppiamenti (ottobre-novembre). I piccoli (uno, raramente due) nascono in maggio-giugno e raggiungono la maturità sessuale al secondo anno.

Curiosità: quando è allarmato emette un caratteristico fischio. Le sue qualita' "alpinistiche", su terreni impervi e rocciosi, sono dovute al suo particolare zoccolo morbido che favorisce la presa sul terreno. Interessante l'incontro con i maschi, che, oltre a sbuffare, battono con forza gli zoccoli anteriori per cercando di intimidire l'intruso.

Storia: