Habitat:
vive al confine tra il bosco e le praterie
d'alta quota; in estate si sposta a quote elevate e in inverno
scende più in basso, anche fino a soli 600 metri di altitudine.
Alimentazione:
Il camoscio è un ruminante, ovvero
propone lo stomaco suddiviso in quattro cavità: rumine,
reticolo, omaso ed abomaso. Fra gli Ungulati Ruminanti esiste
una classificazione in base al tipo di alimenti selezionati.
Si distinguono così tre categorie:
• brucatori o selettori di nutrimenti
condensati
• pascolatori o fruitori di foraggio grezzo
• erbivori di tipo mediano
Gli iniziali (alce, capriolo) sono caratteristici utilizzatori
di cibi cospicui di principi nutritivi e poco contenuto in fibra
(germogli, gemme, ecc.), hanno grandi ghiandole salivari, fegato
molto ampliato, piccolo rumine, poco esteso intestino, cieco
grosso; il loro sistema alimentare attende numerosi intervalli
di attività e di veloce durata, mentre l’assimilazione
è alquanto veloce. I differenti (pecora, bovini, muflone)
sono al contrario potenti mangiatori di foraggio naturale, anche
con elevato contenuto in fibra, possiedono un'anatomia digestiva
contraria ai precedenti e erogano il loro tempo riservato all'alimentazione
ripartendolo in un inferiore quantità di intervalli di
operosità di più lunga continuità, fra
i quali indirizzano della stessa misura durevoli soste per la
ruminazione. Il camoscio si trova in un sito transitorio, con
una propensione verso la specie dei selettori, per la predilezione
che compie sia delle specie vegetali, sia della parte della
pianta da consumare. In realtà può essere definito
un "doppiogiochista", in quanto, pur non facendo parte
né all’una né all’altra classe, è
a livello di variare la sua dieta per quantità e qualità
in rapporto alle influenze stagionali.
L’analisi del cibo, in ogni caso, svolge un ruolo importantissimo
nelle consuetudini del camoscio, influenzando la sua ripartizione
e l’altitudine alla quale stare con il subentrare delle
stagioni. Sono contate nella nutrizione
del camoscio alpino come minimo 300 varietà vegetali.
Da dicembre a marzo l’alimentazione
è formata in maggioranza (dal 56 al 93%) da erbe secche,
reperite facendo una buca con gli zoccoli nella neve, da licheni,
aghi e germogli di resinose (come abete bianco, pino cembro,
pino mugo).
In primavera, da aprile a maggio,
arrivano le prelibate gemme, erbe giovani e infiorescenze. Il
genere preferito fanno parte principalmente alla famiglia delle
Graminacee (Agrostis rupestris, Festuca sp., Poa alpina, Poa
laxa, Poa pratensis), e al gruppo delle Dicotiledoni erbacee
(Bromus erectus, Colchicum autunnale, Plantago alpina, Trifolium
alpinum, Trisetum flavescens).
L'estate, da giugno a settembre
inoltrato, raffigura il periodo di maggiore abbondanza vegetale
e permette agli animali di scegliere meticolosamente le essenze
preferite; appaiono nella dieta del camoscio, in buona percentuale
(dal 25 al 38% [31]), le piante erbacee (Lotus corniculatus,
Medicago sativa, Trifolium alpinum) e i teneri germogli degli
arbusti (Juniperus sp. e Rhododendron sp).
Riproduzione:
vive in branchi, talvolta numerosi, composti
da femmine con piccoli, guidati da una vecchia femmina (guidaiola).
I maschi adulti restano appartati e si aggregano al branco soltanto
nel periodo degli accoppiamenti (ottobre-novembre). I piccoli
(uno, raramente due) nascono in maggio-giugno e raggiungono
la maturità sessuale al secondo anno.
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