GENEPI

 

Artemisia Mutellina

Composite

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a) Artemisia glaeialis L.= Genepi delle Alpi - Genipi femmina - Genipi maggiore
b) Artemisia mutellina Vill. = Genepi bianco
c) Artemisia spirata Jacq.= Genepi nero - Genipi maschio

Con il nome generalizzato di genepi si indicano piccole piante di Artemisia, che crescono sulle montagne, ad altezze elevate e in trova bili altrove. Vi sono diverse specie, tutte perenni, con fusti corti ricoperti di peluria, che fioriscono in piena estate; si somigliano molto e, spesso, le diverse specie crescono, l'una vicina all'altra, e formano ciuffi tappezzanti fra i sassi delle morene.


Pianta: pianticella fortemente aromatica delle regioni alpine, cresce abbarbicata tra i massi in piccoli ciuffi ad altezze comprese tra i 1500 e i 3000 metri.

Erbacea perenne, alta 5-15 cm, biancolanosa, con fusti semplici e rami striscianti, eretti o ascendenti. I capolini, quasi sessili, sono disposti in dense spighe più o meno allungate.

Fioritura: da luglio a settembre.

Fiore: Tipo di infiorescenza come quella della margherita, costituita da fiori sessili inseriti su un asse raccorciato in modo tale da dare l’impressione di un fiore unico.

Corolla: Ogni capolino, largo 5-8 mm, ovoide o globoso, è formato da 10-20 fiori color giallo oro.

Le foglie: Le foglie basali, brevemente picciolate, hanno lamina spatolata, tripartita, con lacinie a loro volta triforcate. Sono a gruppi di 2-3 pennatosette, picciolate, di color bianco argenteo, setose con segmenti pressoché lineari.

Protetta: I genepi stanno diventando rari: sono piante preziose e fanno ormai parte della flora alpina protetta. L'indiscrimata raccolta, spesso fatta sradicandola, ne ha

notevolmente ridotto la diffusione.

Raccolta: a scopo medicinale si utilizzano la pianticella fiorita raccolta all'inizio della fioritura e fatta essiccare in luogo ombroso e ventilato. Si può impiegare anche la radice raccogliendola in estate.

Medicina: Proprietà: aperitivo, emmenagogo, stomachico,sudorifero, tonico, vulnerario.
La sua azione principale è sostanzialmente DIGESTIVA. Viene somministrato in tintura e/o infuso per stimolare l'appetito e facilitare la digestione. Ha un'azione riconosciuta anche per le affezioni dell'apparato respiratorio. L'utillizzo principale, molto apprezzato e conosciuto è quello della confezione di grappe e liquori gradevolmente aromatizzati che possiedono proprietà STOMACHICHE. A scopo medicinale si utilizzano la pianticella fiorita raccolta all'inizio della fioritura e fatta essiccare in luogo ombroso e ventilato. Si può impiegare anche la radice raccogliendola in estate. Proprietà toniche, antispasmodiche, diaforetiche.

Le sue virtù medicinali sono riconosciute e molto attive. Considerate le sue potenzialità è necessario attenersi alle dosi consigliate dagli esperti.

La bevanda omonima, ottenuta con l’infusione a freddo di piante di Artemisia genipi, ha proprietà digestive e stimolanti.
Vedi sito web: http://www.comune.valsavarenche.ao.it/pages6/genepi.html

Curiosità:

Bevuto liscio è ottimo digestivo e corroborante reputato utile contro il mal di montagna. ...................... ,Se l’Artemisia genipi offre il liquore migliore (e più raro) dal punto di vista organolettico e, in commercio, è indicata con il nome volgare di “genepì maschio”, al genere Artemisia appartengono anche altre specie – tra le quali l’Artemisia mutellina – che danno infusi meno pregevoli. Dal punto di vista commerciale queste ultime a volte sono identificate come “genepì femmina”.
Le due dizioni (“maschio” e “femmina”) non hanno alcun fondamento scientifico. Semplicemente, in passato, qualcuno si accorse di alcune differenze fra le piante ma, privo dei mezzi necessari per capire che si trattava di specie distinte, ipotizzò una spiegazione legata alla loro diversa identità sessuale.................. In cucina non viene impiegato, mentre nel campo cosmetico può essere utilizzato per detergere le pelli grasse e combattere i punti neri. L'infuso di Genepì, se utilizzato quotidianamente può contribuire ad una migliore pulizia della pelle.

I montanari utilizzano le molte specie di genepì macerandole nella grappa, ottenendone un liquore stomachino che sembra abbia la capacità di guarire il "mal di montagna".