ROSA DI NATALE

Helleborus Niger

Ranuncolacee

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La Rosa di Natale è un fiore che da un significato di: pace, tranquillità.

Gli inglesi lo chiamano in generale hellebore, ma Christmas flower la specie Helleborus niger. In Francia lo chiamano Rose de Nöel. Nella lingua tedesca abbiamo due termini per chiamarla: Christrose o Schneerose.

Pianta: Appartiene alle specie delle erbacee perenni. La Rosa di Natale fiorisce allo stato spontaneo nei mesi invernali nei sottoboschi di latifoglie, questo vuol dire che, dalla primavera in poi, cioè da quando gli alberi si copriranno di nuovo di foglie, le piante torneranno all’ombra e alla poca luce. Nasce spontaneamente nelle zone di montagna (ma si acclimata con facilità anche in pianura e nelle aree temperate) e i cui fiori sbocciano in pieno inverno.

 

Fioritura: novembre - aprile.

Fiore: presenta un rizoma nerastro e grandi fiori bianchi a cinque petali con sfumature tendenti al rosa.

Corolla: diametro di 6-8 cm

Frutto: c

Le foglie: annunciatrici della sua fioritura, sono grandi, palmate, coriacee, di un colore verde scuro. A inizio primavera appaiono le nuove foglie palmate che, nel periodo estivo-autunnale, creeranno dei piccoli cespugli.

Protetta: è specie protetta ed è bene non estirparla dal suo ambiente.

Raccolta:


Medicina: In tempi abbastanza recenti è stato bandito dalle farmacie, considerata pianta altamente tossica. Tutta la pianta è altamente velenosa. Le parti più velenose sono il rizoma e le radici. La precauzione di lavarsi le mani dopo aver toccato le rose di Natale è una buona norma.

Cucina:

Curiosità: Oggi in India si brucia questa pianta accanto al letto delle partorienti, per affrettare il parto e perché lo spirito degli dei entri nella mente del neonato. Secondo l'etimologia, questo termine deriva dal greco, Helleborus: è formata da due parole greche che significano"far morire " e "nutrimento" che uccide, in riferimento alla sostanza venefica che contiene.

Storia: Attorno a questa pianta sono sorte innumerevoli leggende.
Questo fiore era conosciutissimo fino dall'antichità e tenuto in sommo pregio per vantate proprietà medicinali. La storia dell'introduzione di questo vegetale nella farmacologia popolare si perde nell'oscurità dei tempi. In una favola si racconta che un pastore di nome Melampo, che era nello stesso tempo medico ed indovino, avendo osservato che il proprio gregge si purgava allorché si cibava di Elleboro, pensò di utilizzarlo come medicamento anche nelle malattie degli uomini. Potè guarire, con questa medicina"miracolosa", la pazzia che aveva colpito le figlie di Preto, re di Argo, che si credevano di essere state tramutate in vacche. Fu chiamato "Purgatore", titolo onorifico: ottenne la fede nuziale di una di esse, una parte del regno di Argo ed una candidatura a divinità.
Il poeta latino Orazio consigliava di recarsi per la cura della pazzia sull'isola di Anticipa, in cui cresceva copiosamente.
F.D.Guerrazzi nel cap. XXVI dell'"Assedio di Firenze" esclamava: " Ah, storico, invece di spendere in inchiostro comprati Elleboro, tu sei pazzo."
Le virtù mediche di questa pianta furono esagerate.
Carneade la usò prima di scrivere a Zenone.
Gabriele D'Annunzio ne "La figlia di Iorio" lo ribadisce in chiave poetica: "Vammi in cerca dell'elleboro nero che il senno renda a questa creatura."

 

Leggenda: La figlia piccola di un pastore era intenta ad accudire il gregge del padre in un pascolo vicino Betlemme, quando vide degli altri pastori che camminavano speditamente verso la città. Si avvicinò e chiese loro dove andavano. I pastori risposero che quella notte era nato il bambino Gesù e che stavano andando a rendergli omaggio portandogli dei doni.

La bambina avrebbe tanto voluto andare con i pastori per vedere il Bambino Gesù, ma non aveva niente da portare come regalo. I pastori andarono via e lei rimase da sola e triste, così triste che cadde in ginocchio piangendo. Le sue lacrime cadevano nella neve e la bimba non sapeva che un angelo aveva assistito alla sua disperazione. Quando abbassò gli occhi si accorse che le sue lacrime erano diventate delle bellissime rose di un colore rosa pallido. Felice, si alzò, le raccolse e partì subito verso la città. Regalò il mazzo di rose a Maria come dono per il figlio appena nato.
Da allora, ogni anno nel mese di dicembre fiorisce questo tipo di rosa per ricordare al mondo intero del semplice regalo fatto con amore dalla giovane figlia del pastore.

Tratto dal sito: http://www.amando.it/natale/leggende-di-natale-rosa-di-natale.htm