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Fioritura:
da febbraio a giugno (secondo le zone
di crescita).
Fiore:
sono riuniti in capolini portati
singolarmente all'apice dei fusti fistolosi; i capolini hanno
un involucro formato da più serie di brattee: quelle
esterne sono piccole e triangolari, le più interne, allungate
e ricurve verso l'esterno, dopo la fioritura si incurvano completamente
verso il basso.
Corolla:
tubulare
prolungata in una ligula normalmente gialla e aranciata solo
nei fiori periferici.
Le
foglie:
sono semplici, oblunghe, lanceolate e lobate, con margine dentato
(da qui il nome di dente di leone) e prive di stipole.
Frutto:
secco indeiscente, privo di endosperma e provvisto del caratteristico
pappo: un ciuffo di peli bianchi, originatosi dal calice modificato,
che, agendo come un paracadute, agevola col vento la dispersione
del seme, quando questo si stacca dal capolino.
Protetta:
Raccolta:
Medicina:
L'uso del tarassaco come depurativo
risale alla medicina popolare ed è impiegato principalmente
nelle "cure di primavera" per eliminare le sostanze
tossiche accumulate aiutando così l'organismo nel periodo
che comporta il maggiore sforzo di rinnovamento. Le proprietà
drenanti, detossicanti e diuretiche del tarassaco lo indicano
nel trattamento dell' obesità, dei disturbi della cistifellia
e delle patologie reumatiche nonchè come ipocolesterolemizzante.
Cucina:
Le tenere rosette delle foglie primaverili vengono consumate
in insalata o cotte come verdura depurativa.
Ricercatissimo da massaie e intenditori perché realmente
è una delle migliori verdure primaverili da presentare
sulle nostre mense: spesso, infatti, viene appositamente coltivato.
E' meglio servirsi del tarassaco spontaneo che si raccoglie
con l'aiuto di un coltello. Dopo averlo mondato di terra e radici,
il tarassaco viene consumato generalmente come verdura cotta.
Il suo gusto amarognolo dispone l'organismo alla digestione,
quindi fa della pianta un contorno ideale per tutte le pietanze.
Le foglie del tarassaco sono sovente utilizzate anche crude,
condite con olio, aceto e sale come insalata fresca. Anche in
questo caso i risultati sono ottimi. Si accompagnano bene a
carni grigliate o fritte. Ottime nel minestrone o per la frittata.
Il risotto al tarassaco si prepara come qualunque riso alle
verdure.
Ricetta: 700
g. di tarassaco (meglio conosciuto come piscialetto, soffione
o dente di leone), 100 g. di pancetta affumicata in un solo
pezzo, 2-3 spicchi di aglio, aceto di vino rosso, olio extravergine
di oliva, sale, pepe.
Mondate e lavate il tarassaco, quindi scottatelo per alcuni
minuti in poca acqua salata portata ad ebollizione; scolatelo,
fatelo intiepidire e poi strizzatelo. In un tegame fate rosolare
nell’olio gli spicchi d’aglio e la pancetta tagliata
a dadini, unite il tarassaco e lasciate insaporire spruzzandolo
con un po' d’aceto. Condite con sale e una buona macinata
di pepe nero. Servite come accompagnamento a carne o anche,
più semplicemente, con della polenta grigliata. |