Biancospino |
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Crataegus monogyna Rosaceae Il nome volgare deriva a quest’arbusto dall’avere rami spinosi che in primavera si ricoprono letteralmente di fiori bianchi e profumati. E' chiamato anche "amico del cuore". Pianta:
Cucina: Infuso
di biancospino Infuso Infuso di biancospino Vino di biancospino Il biancospino in cucina Curiosità:
Il
nome deriva da "kratos" che in greco, significa forza, e
"oxus "aguzzo, ed "anthos" fiore. A causa delle
sue punte acuminate, si considera una pianta protettrice delle case
ed in grado di allontanare gli spiriti del male. Leggenda: "...si pensava che le siepi di rose selvatiche e di biancospino presentassero un varco nascosto per l’altro mondo. Dal momento che i Celti non hanno trasferito dichiarazioni scritte, dobbiamo presagire dalle odierne abitudini greche e romane l’effettivo merito divino della pianta, che era valutata difensora degli ingressi e delle cerimonie nuziali. In caso di inquinamenti si incendiavano fiaccole di biancospino per depurare l’aria. Una leggenda inglese riferisce che Giuseppe d’Arimatea, il componente del Sinedrio che aveva tentato d’opporsi alla punizione di Gesù e dopo la sua morte ne aveva raccolto il sangue nella nota coppa, avesse interrato il suo bastone utilizzato dal viaggio a Glastonbury ed istantaneamente ne fosse prodigiosamente sbocciato un biancospino. Superfluo rammentare che la zona si ergeva in vicinanza dell’antica “Avalon”, il più rilevante centro di storie medioevali, dove si affermava fosse seppellito Artù. Incomprensibilmente la pianta fioriva alla vigilia di Natale ed il giorno successivo un ramo veniva maestosamente regalato in dono al re ed alla regina d’Inghilterra. L’usanza fu benevolmente accettata dalla Chiesa cattolica per più di mille anni. Si credeva l’albero un efficace simbolo della Vergine dei Sette dolori, perché i fiori bianchi alludevano alla verginità, gli stami rossi al sangue del Cristo e le spine, ovviamente, alla passione. Naturalmente si dice che formasse la corona di spine… ma va detto che non c’è un solo arbusto spinoso in tutt’Europa che non rivesta questo ruolo in qualche leggenda locale. L’arbusto di Glastonbury, in ogni caso, fu accuratamente sradicato dai puritani di Cromwell, nel 1639, come vestigia di pericolose superstizioni popolari. Più vicina a noi è la leggenda che vuole le antiche mura di Milano integralmente tappezzate di questa pianta. In questo caso l’abbattimento è più antica e motivata esclusivamente da necessità politiche ed economiche: nella Pasqua del 1162 “ahi passion di Cristo e di Milano!” Federico Barbarossa rase al suolo la città perché s’opponeva ai suoi ordini e nella ricostruzione successiva (un miracolo per i mezzi d’allora) di biancospino sulle mura non si parla più. Se anche in Italia è esistito un uso magico delle recinzioni, ed il testo di Plinio lo suggerisce, il suo significato esoterico è stato accuratamente rimosso fin dall’antichità. Legato alla dea minore “Maia”, festeggiata nel mese di maggio, è valutata la pianta del segno dei gemelli, simbolo d’innocenza e giovinezza..." |
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