Castagna |
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Con l'appellativo di "albero del pane" il castagno
ha avuto un ruolo fondamentale nell'economia della montagna fino a
pochi decenni fa. L'albero ha pregi per il legno, che è ricco
di tannino, resistente, di lunga durata, buono per la costruzione
di travi, mobili e infissi, ma il valore del castagno è dato
soprattutto dal frutto. Pianta:
originale della zona del Mediterraneo, diffusa in Italia nelle Alpi
tra i 300 e i 1000 metri, costituisce una delle presenze principali
dei boschi di latifoglie puri (castagneti) o misti.
Cucina: vedi sito: http://www.tarquinianews.net/ARcucina/dossier/castagna-dossier.htm Curiosità:
La
castagna con la sua semplicità è capace di stimolare
le nostre difese contro i molti disturbi del vero primo freddo di
novembre, di cui è anche il simbolo. Fa parte dell'alimentazione
dell'uomo da tempi antichissimi, deve il suo nome a un'antica città
della Tessaglia, regione della Grecia, che sorgeva immersa nei castagneti.
Gli inglesi ricordano un castagno denominato "il grande albero
di Tortworth" che secondo le leggende era assai più antico
del loro re Giovanni (quale non è dato sapere), oltre ad una
pianta del parco di Greenwich che si diceva piantata all'epoca del
poeta Ecelyn, e un altro ancora nel parco di Kensington, tutti dichiarati
millenari.
Longevo, il castagno, ma dallo sviluppo lento: ha bisogno di terreni che non siano calcarei, ma profondi e ben drenati, raggiunge il massimo splendore a cinquant'anni, con un'altezza che varia dai 25 ai 35 metri, i primi frutti li dà attorno ai 25 anni. Grande e antichissimo è il consumo che l'uomo ha fatto delle castagne: Marziale (40 a.C.) afferma che nessuna città poteva gareggiare con Napoli nell'arrostire le castagne, mentre Virgilio nel secondo libro delle Georgiche consiglia d'innestare il castagno sul faggio e nelle Egloghe ricorda le castagne cucinate con il latte e mangiate con il formaggio. Nel 1700 ecco i marrons glacé, serviti allora solo nei banchetti dei nobili, mentre più tardi si diffuse l'usanza di offrirli la notte di Capodanno come augurio di felicità e di abbondanza. Sempre in quel periodo, a Parigi, grande fortuna ebbe una specie di cioccolata prodotta dal farmacista Bonneau e confezionata con metà peso di cacao e metà di farina torrefatta di castagne secche. Leggenda: Tanto tempo fa in un bosco un castagno si chiedeva perché non faceva i frutti ed era invidioso degli altri alberi perché facevano dei frutti e gli animali li andavano a mangiare. Un giorno il castagno stava osservando i frutti degli altri alberi e provava a immaginare come potrebbero essere stati i suoi frutti e all’improvviso gli nacquero dei frutti dalla forma strana ma che gli piacevano e decise di chiamarli castagne. In un giorno di ottobre, le castagne dissero- Abbiamo freddo castagno, vogliamo qualcosa che ci tenga al caldo e che ci protegga- allora il castagno chiese alla quercia, che era l’albero più saggio del bosco, che cosa poteva fare e la quercia gli disse:- I ricci sono attirati dalle castagne, prova a chiedere a loro- il castagno lo ringraziò. La mattina dopo, quando i ricci passarono nel bosco, il castagno li chiamò, raccontò tutto e i ricci dissero:- Saremo molto contenti di proteggere le tue castagne.- i ricci salirono sul castagno e si misero attorcigliati alle castagne. E così le castagne ebbero il riccio. |
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