Castagna


Castanea Sativa Mill.
Copuliferae

Con l'appellativo di "albero del pane" il castagno ha avuto un ruolo fondamentale nell'economia della montagna fino a pochi decenni fa. L'albero ha pregi per il legno, che è ricco di tannino, resistente, di lunga durata, buono per la costruzione di travi, mobili e infissi, ma il valore del castagno è dato soprattutto dal frutto.

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Pianta: originale della zona del Mediterraneo, diffusa in Italia nelle Alpi tra i 300 e i 1000 metri, costituisce una delle presenze principali dei boschi di latifoglie puri (castagneti) o misti.
Albero ad alto fusto, fino a 30 metri, dicotiledone. Lo sviluppo del castagno è inizialmente molto lento e raggiunge il suo splendore vegetativo intorno ai 50 anni. Può vivere oltre i mille anni. Predilige i terreni acidi profondi, fertili .Fruttifica dopo i 15 anni

 

Fioritura: gennaio-aprile

Le foglie: sono caduche e alternamente disposte, di forma ellittico-lanceolata, dentate, con apice acuminato e base leggermente cuneata, misurano da 8 a 20 cm in lunghezza e da 3 a 6 cm in larghezza. La loro consistenza è piuttosto tenace, quasi coriacea. Il ciclo vegetativo dura dai 140 ai 185 giorni, in funzione delle caratteristiche pedoclimatiche del sito.

Fiore: il castagno è una pianta monoica con fiori unisessuali, monoici e poligami, portati sulla vegetazione dell’anno, che si evolvono solo a foliazione completa; i fiori staminiferi o maschili sono portati in infiorescenze amentiformi erette e lunghe da 10 a 20 cm (fino a 35 negli ibridi eurogiapponesi); i fiori pistilliferi o femminili (o amenti androgini), meno numerosi, solitari o aggregati in numero di 2-3 fino a 7.

Le infiorescenze maschili possono essere distinte in: astaminee, brachistaminee, mesostaminee e longistaminee a seconda della lunghezza degli stami. Soltanto i fiori che hanno stami più lunghi di 5-7 mm con antere ben sviluppate sono fertili.

Le condizioni climatiche primaverili possono anticipare o posticipare la fioritura che si verifica, in genere, fra inizio giugno e metà luglio in funzione della latitudine e, come detto, delle condizioni stagionali. L’antesi dura circa 20-30 giorni e le infiorescenze maschili fioriscono prima.

Corolla: sono localizzati alla base delle infiorescenze staminifere e sono protetti da un involucro verde, squamoso, destinato a costituire la cupola, comunemente detta riccio, dapprima verde, quindi giallo-marrone a maturità.

Raccolta frutto: settembre - ottobre.

Frutti: è un achenio, incluso in un riccio molto spinescente. La forma dei frutti è determinata, oltreché geneticamente, dalla posizione all’interno del riccio: è emisferica per i frutti laterali, appiattita per quello centrale. A causa di anomalie d’impollinazione, sono presenti, spesso, castagne "vuote" o "vane".

"MARRONI": caratterizzati da frutti grossi, di forma quadrangolare. Quando il frutto è maturo, il riccio si apre in 3-4 valve (in genere sono presenti 1-3 frutti/riccio). La buccia è marrone più o meno scuro con strisce evidenti. Il peso dei frutti varia da 10 a 25 g. Fra le cultivar più diffuse troviamo: "Marrone di Chiusa Pesio", "Marron Buono di Marradi", "Caprese Michelangelo", "Feltre", "Val Sugana", "Città di Castello", "Marrone di Palazzolo sul Senio", "Marrone di Firenzuola", "Marrone di Avellino", etc.

"CASTAGNE": di questo gruppo fanno parte numerosissime varietà, coltivate, in linea generale, in zone ristrette, le cui caratteristiche esteriori sono simili a quelle dei "Marroni". Talvolta, soprattutto nelle zone di origine, sono preferite a questi ultimi per le loro doti di rusticità ed elevata produttività: da Nord verso Sud sono da ricordare: "Gioviasca", "Garrone" (rosso e nero), "Castagna della Madonna" o "Tempuriva", "Carpinese" (o "Carrarese"), "Pistolese" e "Raggiolana", "Castagna di Montella", etc.

"MARRONI FRANCESI": alcuni sono di probabile origine italiana e viceversa per cui le caratteristiche salienti sono del tutto simili a quelle riportate per i "Marroni italiani". Fra le più diffuse troviamo: "Sardonne"; "Comballe", "Bouche Rouge", "Marron d’Olargues", "Belle Epine", "Marron du Var", "Marron de Goujounac".

CULTIVAR IBRIDE: Ottenute per ibridazione diretta o tramite incroci di ritorno fra le cultivar europee (principalmente francesi) e il castagno giapponese (C. crenata) e, più recentemente, cinese (C. mollissima); fra le diffuse troviamo: "Marigoule, "Maraval", "Bournette", "Marsol", "Precoce Migoule", "Vignols", "Bouche de Betizac".

Protetta: Comune.

Medicina: I prinipali componenti attivi della castagna sono: tanino, glucidi, lipidi, protidi, sali minerali, calcio, sodio, potassio, fosforo, rame e ferro. In particolare il frutto è ricco di amidi (31% allo stato fresco, 60% allo stato secco), carboidrati, proteine, vitamine B,C e PP.

Le foglie hanno una forte azione sedativa e antispasmodica nei confronti di tutti i malanni da raffreddamento, tipicamente autunnali. Agiscono anche come potente febbrifugo, a tal punto che in passato erano usate per curare la febbre malarica.

Per il loro potere astringente sulle mucose di tutto il corpo sono utilizzati contro il catarro, la diarea, le emorroidi, le emoragie e come coadiuvanti nella terapia delle sindrome pre-varicose, flebiti e degli stati di fragilità capillare. L'erboristeria popolare utilizzava le foglie di castagno per arrestare le emorragie e per mitigare le perdite mestruali molto abbondanti.

L'estratto naturale delle foglie di castagno, è usato anche dall'industria cosmetica come antibatterico per combattere germi e batteri.
Contro la tosse bronchiale: far bollire per pochi minuti due cucchiai di foglie di castagno, in mezzo litro d'acqua. Lasciare in infusione per quindici minuti, filtrare, aggiungere miele di castagno (ottimo per l'anemia) e bere a sorsi durante la giornata.


Astringente e disinfettante della pelle e delle mucose: fare sciacqui, lavaggi, applicare compresse imbevute di infusi sulle parti interessate. Ottimi anche gli impacchi di decotto di corteccia essiccata.


Emolliente e schiarente:
polpa della castagna, cotta e setacciata, e applicata direttamente sulla pelle. L'acqua di cottura delle bucce è si usa come dopo shampoo per esaltare i riflessi dorati dei capelli biondi.


Contro i reumatismi:
far bollire in due litri di acqua alcune manciate di foglie fresche e una ventina di ricci, per 30 minuti. Dopo aver lasciato riposare per almeno dieci minuti, filtrare e versare nell'acqua della vasca, facendo questo bagno almeno due volte la settimana.


Antistress: macerato di gemme di castagno (da comprare in erboristeria).


Rimedio omeopatico: le foglie del castagno servono per preparare il "Castanea Vesca", ottimo contro la tosse convulsa e per combattere la diarrea accompagnata da forti dolori addominali.


Fiori di Bach: Chestnut bud per chi tende a ripetere gli stessi errori, White chestnut per i pensieri fissi e ricorrenti, Sweet chestnut per la sensazione di disperazione totale,"la buia notte dell'anima".

Impieghi: Storicamente il castagno ha avuto un’importanza elevatissima come fonte primaria di cibo per esseri umani, bestiame e animali selvatici. Un’intera catena alimentare era basata sulla produzione annuale di castagne. Oggigiorno gran parte della produzione è destinata al mercato del prodotto fresco ed essiccato (80% in Italia), cibo per il bestiame (5-10%, soprattutto bestiame suino, la cui carne assume caratteristiche superiori quando viene alimentato con castagne) e per l’industria dolciaria (10-15%). Molto limitato, rispetto al passato, è l’uso come legname da costruzione e per la produzione di tannino, mentre tuttora molto diffusa è la tecnica del ceduo per la produzione di pali e lanciole usati in viticoltura, frutticoltura e nel settore ornamentale come sostegni per le giovani piante.

Cucina: vedi sito: http://www.tarquinianews.net/ARcucina/dossier/castagna-dossier.htm

Curiosità: La castagna con la sua semplicità è capace di stimolare le nostre difese contro i molti disturbi del vero primo freddo di novembre, di cui è anche il simbolo. Fa parte dell'alimentazione dell'uomo da tempi antichissimi, deve il suo nome a un'antica città della Tessaglia, regione della Grecia, che sorgeva immersa nei castagneti. Gli inglesi ricordano un castagno denominato "il grande albero di Tortworth" che secondo le leggende era assai più antico del loro re Giovanni (quale non è dato sapere), oltre ad una pianta del parco di Greenwich che si diceva piantata all'epoca del poeta Ecelyn, e un altro ancora nel parco di Kensington, tutti dichiarati millenari.
Longevo, il castagno, ma dallo sviluppo lento: ha bisogno di terreni che non siano calcarei, ma profondi e ben drenati, raggiunge il massimo splendore a cinquant'anni, con un'altezza che varia dai 25 ai 35 metri, i primi frutti li dà attorno ai 25 anni.
Grande e antichissimo è il consumo che l'uomo ha fatto delle castagne: Marziale (40 a.C.) afferma che nessuna città poteva gareggiare con Napoli nell'arrostire le castagne, mentre Virgilio nel secondo libro delle Georgiche consiglia d'innestare il castagno sul faggio e nelle Egloghe ricorda le castagne cucinate con il latte e mangiate con il formaggio.
Nel 1700 ecco i marrons glacé, serviti allora solo nei banchetti dei nobili, mentre più tardi si diffuse l'usanza di offrirli la notte di Capodanno come augurio di felicità e di abbondanza. Sempre in quel periodo, a Parigi, grande fortuna ebbe una specie di cioccolata prodotta dal farmacista Bonneau e confezionata con metà peso di cacao e metà di farina torrefatta di castagne secche.

Leggenda: Tanto tempo fa in un bosco un castagno si chiedeva perché non faceva i frutti ed era invidioso degli altri alberi perché facevano dei frutti e gli animali li andavano a mangiare. Un giorno il castagno stava osservando i frutti degli altri alberi e provava a immaginare come potrebbero essere stati i suoi frutti e all’improvviso gli nacquero dei frutti dalla forma strana ma che gli piacevano e decise di chiamarli castagne. In un giorno di ottobre, le castagne dissero- Abbiamo freddo castagno, vogliamo qualcosa che ci tenga al caldo e che ci protegga- allora il castagno chiese alla quercia, che era l’albero più saggio del bosco, che cosa poteva fare e la quercia gli disse:- I ricci sono attirati dalle castagne, prova a chiedere a loro- il castagno lo ringraziò. La mattina dopo, quando i ricci passarono nel bosco, il castagno li chiamò, raccontò tutto e i ricci dissero:- Saremo molto contenti di proteggere le tue castagne.- i ricci salirono sul castagno e si misero attorcigliati alle castagne. E così le castagne ebbero il riccio.