Cotoneaster integerrimus Medicus
Rosaceae
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[I]
cotognastro bianco, cotognastro integerrima
[D] filzige Steinmispel, filzige Zwergmispel
[F] cotonéaster des monts nébrodes,
cotonéaster tomenteux
[E] pubescent cotoneaster
Pianta:
È
pianta presente nella fascia montana. In Italia è rinvenibile,
se pur non molto frequentemente, nei boschi asciutti, nei luoghi rocciosi
relativamente aridi; vegeta da 600 m sino a circa 2000 m di altitudine.
Il cotognastro comune è un arbusto caducifoglio alto sino a
1,5 m, la corteccia ha colore violaceo-rossastro ed i rami giovani
sono tomentosi e grigiastri. Il cotognastro risulta pianta ermafrodita.
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Fioritura:
maggio-luglio
Le
foglie: inserite
alterne o fascicolate, sono ellittiche-tondeggianti, con margine
intero; superiormente glabre, sono bianche e tomentose nella
pagina inferiore.
Fiore:
sono inseriti isolati o riuniti in fascetti di 3-5 all’ascella
fogliare, sono piccoli e penduli.
Corolla:
è
composta da cinque petali di colore bianco-rosa; hanno un ricettacolo
molto evidente.
Raccolta frutto:
settembre-ottobre.
Frutti:
i pomi
sono globosi, lisci, con diametro di 6-8 mm, di colore rosso
a maturazione.
Protetta:
Comune. In territorio altoatesino viene
vietato il commercio e la messa a dimora di piante.
Medicina:
I
frutti del Cotognastro sono assai farinosi e insipidi, pur essendo
commestibili non hanno particolari impieghi in gastronomia e
nemmeno nella farmacopea.
Impieghi:
E' pianta talvolta coltivata a scopo ornamentale, divenendo
decorativa nel periodo autunnale.
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Cucina:
Curiosità:
I
frutti rosso brillanti del Cotoneaster sono graditissimi agli uccelli,
che ne spogliano i rami fin dall’inizio dell’inverno.
La fioritura bianca è di ottimo effetto ornamentale. Cresce
a cespuglio.
Il nome del genere deriva dal latino ed ha significato di "Falso
cotogno", in realtà i frutti sono più simili a
quelli del Biancospino che a quelli del Melo cotogno; il nome potrebbe
anche essere riferito alle foglie cotonose inferiormente.
Leggenda: