Vaccinium
mirtiIIus
Ericaceae
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Con
il suo nome squillante come un campanello, e le graziose campanelle
che sono i suoi penduli fiori, evoca subito la freschezza, il silenzio
incantato, la fragranza delle foreste di montagna. I botanici lo definiscono
“infestante” (le capre ne vanno ghiotte), ma piace proprio
per questa sua natura generosa che offre una produzione sterminata
di frutti. I mirtilli non sono “alimenti” da mangiarsi
uno a uno, ma a manciate, e non si è soddisfatti che quando
la lingua, le labbra e le mani sono diventate di un blu Tuareg.
Pianta:
Ha vasto areale di diffusione, in Europa ed in Asia. In Italia lo
si trova sulle Alpi e sull’Appennino centro-settentrionale,
da 500 m sin oltre i 2200 m di altitudine, come pianta tipica del
sottobosco, ma anche nei pascoli poco soleggiati. Preferisce i suoli
acidi.
Il mirtillo nero, è un piccolo arbusto caducifoglio con fusto
sotterraneo strisciante da cui si originano rami eretti, angolosi.
Il mirtillo cresce in fitte macchie tappezzando i terreni silicei
e ricchi di humus dei boschi alpini. Sconosciuto nell'antichità,
fu più tardi impiegato nella medicina popolare come astringente
e antidiarroico. La sua efficacia nelle affezioni della vista è
balzata all'attenzione medica durante la seconda guerra mondiale in
seguito all'osservazione che i piloti della RAF, mangiando marmellata
di mirtilli, possedevano una miglior capacità visiva notturna.
Crescono due tipi di pianta:
MIRTILLO NERO (VACCINIUM MYRTILLIUS) FAMIGLIA ERICACEAE
Il mirtillo nero, cioe’ il classico mirtillo dei boschi, e’
diffusissimo allo stato spontaneo, per lo piu’ ad altitudini
superiori a 1000 metri, fin oltre il limite della vegetazione arborea,
e’ presente soprattutto nel sottobosco chiaro di conifere e
allo scoperto, in zone di brughiera, ma sempre sui terreni silicei
o comunque acidi molto umiferi e piuttosto freschi. I suoi frutti
sono di 4-5 mm di diametro quasi tondeggianti o appena schiacciati
all’apice, dove e’ presente una caratteristica cicatrice
a forma di anello. Si distingue con difficolta’ dal mirtillo
uliginoso o mirtillo blu (Vaccinium uliginosum) che cresce nel medesimo
habitat e che ha rametti cilindrici, foglie a margine intero e frutti
tondeggianti o leggermente ovoidali di colore nettamente bluastro.
MIRTILLO ROSSO (VACCINIUM VITIS-IDAEA) FAMIGLIA ERICACEAE
Si differenzia dal mirtillo nero non solo per il colore dei frutti
e il loro sapore, ma anche per la consistenza delle foglie, coriacee,
lucenti e persistenti. Il mirtillo rosso e’ abbastanza diffuso
in molte regioni europee e anche in Italia, in localita’ collinari
e montane, sulle Alpi e sugli Appennini settentrionali, soprattutto
nel sottobosco rado, nei prati o nelle brugherie in posizioni soleggiate
o parzialmente ombrose, sempre su terreni umiferi.
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Fioritura:
a
Le
foglie: sono
alterne, ovate o ellittiche, acute, con margine minutamente
seghettato; in autunno ingialliscono.
Fiore: I
fiori sono piccoli, inseriti all’ascella delle foglie.
Corolla:
tubolare
di colore verdognolo o rosata.
Raccolta frutto:
luglio
a settembre
Frutti:
è una bacca globosa nero-bluastra a maturazione, con
polpa violacea; è caratterizzata da una cicatrice circolare
residuo del calice.
Protetta:
Comune.
Medicina:
i
frutti hanno
proprieta’ rinfrescanti, astringenti, toniche, diuretiche.
Contengono numerosi principi attivi, fra cui le vitamine A e
C, l’acido citrico e quello malico, la mirtillina, fosforo,
calcio, manganese, la cui azione si esplica principalmente a
livello dei capillari le cui parti vengono protette e rinforzate.
Proprio per questa ragione nella couperose possono essere d’aiuto
le creme a base di mirtillo. L’azione astringente si esplica
invece attraverso l’eliminazione dei liquidi in eccesso
a livello degli spazi interstiziali dei tessuti, con conseguente
riduzione dell’edema. Per l’industria farmaceutica
moderna, le bacche di mirtillo si sono rivelate utili in preparati
contro le forme diarroiche e come componenti di antibiotici.
L’interesse per queste bacche che maturano nel bosco non
si limita al loro valore terapeutico, ma anche al loro gusto
ottimo per marmellate, conserve, gelatine o per essere gustate
con l’aggiunta di un po’ di succo di limone e zucchero
magari in compagnia di more e lamponi, nel tipico assortimento
noto come frutti di bosco. In alcune localita’ alpine,
dai mirtilli si ottiene una speciale grappa, ad alto tenore
alcolico, dal sapore delicato e dall’aroma intenso.
I
pigmenti antocianici del mirtillo (antocianosidi) svolgono le
seguenti attività farmacologiche:
1) RIGENERAZIONE DELLA PORPORA VISIVA -
2) PROTEZIONE DELLA TUNICA VASALE ARTERIOSA E VENOSA
3) AUMENTO DELLA RESISTENZA CAPILLARE -
4) PROTEZIONE DELLA PERMEABILITA' CAPILLARE
5) ANTIINFIAMMATORIA -
6) ANTIULCERA -
7) ANTIAGGREGANTE PIASTRINICA -
8) ANTIATEROSCLEROTICA.
Le
foglie: contengono
tannini, principi attivi dotati di attivita’ astringente
e antidiarroica e la neomirtillina che ha invece un effetto
ipoglicemizzante.
Impieghi:
I
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Cucina:
I frutti sono saporiti, piuttosto aciduli o anche amarognoli, servono
per marmellate ed hanno ottime propieta’ aperitive.
Curiosità:
Sconosciuto
nelle civiltà mediterranea antiche, è una creatura delle
montagne settentrionali, che entrò a far parte del repertorio
medico medievale, quando si scoprirono le sue virtù astringenti,
toniche e depurative. Anche i medici del ‘700 lo consigliavano
per “moderare l’ardore di una bile infiammata”.
I mirtilli, come le more o i lamponi, sono il miglior pretesto per
riunirsi in allegra compagnia e recarsi cantando nei monti. E’
per cosi dire un frutto “sociale”. Nella
tradizione estiva della montagna, c’era la “domenica del
mirtillo”, giorno dedicato alla frivolezza, quando i giovanotti
e le fanciulle muniti di secchielli, dovevano raccogliere i frutti,
e invece si dedicavano agli amoreggiamenti e alle danze. Chi raccoglieva
i mirtilli erano le madri, che poi li utilizzavano per fare marmellate.
Leggenda:
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